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Venezia celebra i 100 anni dell’unico aeroporto storico d’Italia al Lido

Nel dicembre del 1915, dentro le robuste mura del Forte di San Nicolò, un aereo toccava terra per la prima volta su quella che poco tempo prima era solo una piazza d’armi. Siamo al Lido di Venezia, dove si sta scrivendo una pagina poco nota ma fondamentale della storia italiana: la nascita del primo aeroporto civile d’Italia. Prima di allora, già nel 1911, l’Arsenale aveva dato ospitalità alla Stazione Idrovolanti, e Venezia si stava lentamente ritagliando un ruolo chiave nel mondo dell’aviazione. Ma è il 18 agosto 1926 che tutto cambia davvero. Quel giorno, con il volo inaugurale, il Nicelli – così si chiamava l’aeroporto – collega finalmente Venezia al resto del mondo, aprendo una nuova era di possibilità e trasformazioni per la città e per l’Italia intera.

I primi passi dell’aviazione veneziana: dal canale delle Vergini al Lido

Nel cuore di Venezia, dove l’acqua incontra la storia, si aprirono i primi spazi per il volo. Nel 1911, la Stazione Idrovolanti nacque sul Canale delle Vergini, proprio accanto all’Arsenale, simbolo della città da secoli. Qui gli idrovolanti potevano decollare e atterrare direttamente sull’acqua, un segno del legame stretto tra Venezia e il suo ambiente unico. Poco dopo, la base si spostò verso il canale del Forte di Sant’Andrea, vicino alla bocca di porto del Lido, dove un nuovo idroscalo facilitava i voli sull’Adriatico.

Con la Prima guerra mondiale in corso, le esigenze militari spinsero a costruire infrastrutture nuove. Così, nel dicembre 1915, in quella che fino a poco prima era una piazza d’armi del Forte di San Nicolò, nacque il primo aeroporto su terraferma veneziana. Una scelta che cambiò le carte in tavola: Venezia non era più solo città d’acqua, ma anche avamposto di innovazione tecnologica.

Il passaggio dalla stazione idrovolanti su canale al campo d’atterraggio a terra fu decisivo. Offriva più spazio e sicurezza per decolli e atterraggi rispetto agli idrovolanti. E la posizione al Lido garantiva un ruolo strategico sulla linea adriatica e nel Mediterraneo.

Il Nicelli, un aeroporto che ha fatto la storia dell’aviazione italiana

Il 18 agosto 1926, il campo d’aviazione del Lido entrò nella storia. L’ingegnere Renato Morandi, giovane e determinato, realizzò il primo aeroporto civile italiano pensato per passeggeri e merci. Quel giorno, un aereo Junkers F.13 della compagnia Transadriatica partì per Vienna, inaugurando una rotta che univa città e popoli.

L’aeroporto, poi intitolato a Giovanni Nicelli, giovane aviatore, divenne presto uno dei principali scali nazionali. Negli anni Trenta si affermò come il secondo aeroporto italiano, subito dopo quello romano del Littorio.

Al Lido, il Nicelli fu cuore anche per l’Ala Littoria, la compagnia di bandiera dell’epoca. Le sue officine ospitavano gran parte della manutenzione aeronautica e, nel 1940, davano lavoro a oltre cinquecento persone, diventando un vero motore per l’economia locale. Non era solo un punto di passaggio, ma un laboratorio di tecnologia e ingegneria, un nodo vitale per i collegamenti con l’Europa centrale e l’Adriatico orientale.

Nicelli tra cultura e memoria: la mostra per i cento anni

Il Nicelli non è stato solo un aeroporto, ma anche un simbolo culturale e sociale. Dal 15 agosto al 30 settembre 2026, la mostra Cent’anni di aviazione. Aeroporto Nicelli 1926–2026 racconta, attraverso dodici pannelli, un secolo di storia. È un viaggio nel tempo che ripercorre volti, aerei, imprese e cambiamenti della città.

Il legame con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è forte: immagini iconiche, come quella di Claudia Cardinale a bordo di un Fiat G.4, evocano un’epoca di mondanità e grandi protagonisti. Il Nicelli fu infatti un crocevia di star e innovatori, un punto di incontro internazionale.

La mostra mette in luce figure chiave, dall’ingegnere Morandi all’innovatore Hugo Junkers, fino ad Annita “Yvonne” Girardell, la prima hostess italiana del Lido. Non mancano i protagonisti dell’industria aeronavale locale, come Giorgio Cini e Umberto Klinger.

L’aerostazione inaugurata nel 1935, con il suo stile moderno, conserva ancora oggi la struttura originale, sopravvissuta ai bombardamenti. Nel 1936 la pista venne allungata, ma a costo di demolire alcune strutture militari storiche, a testimonianza di come urbanistica e esigenze militari abbiano segnato il volto del Lido.

Dal declino dei voli commerciali all’attuale vita del Nicelli

Dopo la Seconda guerra mondiale, il volo commerciale cambiò rotta. Le compagnie si spostarono prima a Treviso nel 1953, poi al nuovo aeroporto di Tessera, inaugurato nel 1960. Anche le Officine Aeronavali lasciarono il Lido nel 1974 per seguire questa nuova direzione.

Il Nicelli non sparì, ma si trasformò. Oggi è un centro dedicato all’aviazione generale, allo sport e alla formazione dei piloti, mantenendo un legame saldo con la città e la sua storia aeronautica. L’aerostazione, intatta nonostante la guerra, è stata restaurata tra il 2004 e il 2007, tornando a ospitare eventi e iniziative che celebrano la memoria del volo veneziano.

Oggi il Nicelli è un monumento vivo, che racconta come Venezia abbia saputo far volare la sua storia. Il centenario del 2026 non è solo un ricordo, ma un invito a guardare con orgoglio a quell’aeroporto che ha aperto le porte al mondo, partendo dalla laguna.

Redazione

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