Art Society: il nuovo gioco da tavolo che trasforma i giocatori in esperti collezionisti d’arte

Art Society: il nuovo gioco da tavolo d’arte che conquista il 2024

Nel cuore di una stanza silenziosa, un mazzo di carte d’arte prende vita sotto le mani attente dei giocatori. Art Society, il nuovo gioco da tavolo in arrivo nel 2024, non è solo una sfida: è una battaglia tra collezionisti affamati di capolavori. Ogni mossa conta, ogni asta può ribaltare le sorti, mentre si costruisce una quadreria che parla di gusto e strategia. Creato da Mitch Wallace e portato in Italia da Giochi Uniti, il gioco ha già acceso l’entusiasmo di chi ama l’arte ma non disdegna la competizione. Un mix di passione e astuzia che promette di tenere tutti col fiato sospeso.

Giochi d’arte: un panorama in continua evoluzione

Il gioco da tavolo con tema artistico non è una novità, ma Art Society si inserisce in un filone ricco e variegato. Pensate a titoli come Azul, dove decorare piastrelle diventa un gioco di creatività e strategia, o Sagrada, che sfida i giocatori a ricreare le famose vetrate colorate della Sagrada Familia. Canvas permette di costruire quadri pezzo dopo pezzo, mentre Fresco ci porta nel Rinascimento, con restauratori in competizione per il prestigio.

Negli anni Novanta, alcuni giochi hanno esplorato il collezionismo e il commercio d’arte con approcci diversi: Sold! e Modern Art si sono concentrati sulle compravendite e le oscillazioni di mercato, mentre Vernissage ha cercato di catturare l’atmosfera delle gallerie d’arte, con personaggi e situazioni a tema. Più di recente, The Gallerist ha aggiunto complessità strategica combinando promozione, vendita e reputazione, e Art Gallery ha puntato su un’esperienza più narrativa e turistica. Art Society, invece, propone un mix originale di aste, collezionismo e incastri spaziali che lo rende unico.

Art Society in azione: aste, collezioni e strategia a ogni turno

Il gioco si può affrontare fino a quattro giocatori. Ogni round gira attorno a un’asta che si fa sempre più intensa. Il ruolo di banditore passa di mano in mano, mentre si mettono all’asta più tessere-dipinto di quanti siano i partecipanti. I quadri, di forme e soggetti diversi — paesaggi urbani, nature morte, ritratti, paesaggi naturali — sono il cuore della collezione da costruire.

Ogni giocatore sceglie una carta offerta coperta, con un valore da 1 a 20: da qui si decide l’ordine con cui si prenderanno i quadri. Questo sistema rende ogni asta un momento carico di tensione. I dipinti scartati finiscono in un museo “collettivo” che, a sua volta, modifica il valore delle opere ancora in gioco: più un certo tipo di quadro viene scartato, più il suo valore cresce, aggiungendo un elemento di rischio e opportunità che può ribaltare la classifica.

Dopo l’acquisto, il quadro va posizionato sulla propria plancia espositiva, seguendo alcune regole precise: ogni nuovo dipinto deve toccare ortogonalmente uno già piazzato e due opere con cornici uguali danno punti extra. Ma attenzione: mettere vicini quadri dello stesso soggetto annulla il punteggio di entrambi, quindi serve pianificare con cura. Se non si riesce o non si vuole mettere subito il quadro, si possono usare strategie alternative: conservarlo grazie a un assistente personale, scambiarlo con un’opera del museo, o buttarlo via pagando però una penalità in punti.

Pregi e limiti di Art Society: un equilibrio tra estetica e gioco

Art Society è stato candidato al Gioco dell’Anno 2026 al Lucca Comics & Games e si presenta come un titolo accessibile sia a chi muove i primi passi nel mondo dei giochi da tavolo sia agli esperti. Le aste, sebbene classiche, funzionano bene e si arricchiscono di novità come il museo e l’interazione tra collezioni. Anche l’aspetto estetico è un punto di forza: le tessere rappresentano capolavori dell’arte occidentale, con riferimenti a Leonardo da Vinci, Van Gogh, Jacques-Louis David e Caspar Friedrich, arricchiti da dettagli ironici che spezzano la serietà.

Sul fronte strategico, il gioco dà il meglio con tre o quattro giocatori, quando lo spazio sulla plancia si fa stretto e bisogna guardare con attenzione le mosse degli avversari. In due, invece, la sfida perde un po’ di mordente per la minor concorrenza. Dal punto di vista tematico, il fatto che il gioco premi l’abbinamento tra cornici più che la vicinanza di soggetti simili può sembrare poco realistico per chi conosce il mondo delle collezioni, ma è una scelta che garantisce equilibrio e fluidità al gioco.

Art Society si fa così spazio tra i giochi dedicati all’arte e al collezionismo con una formula fresca e stimolante. È perfetto per chi cerca una sfida che mescoli cultura, tattica e un pizzico di imprevedibilità. Ogni partita è un continuo bilanciamento tra valorizzare la propria quadreria e cercare di smontare le strategie degli altri.

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