Venezia, Piazza San Marco: le Procuratie si trasformano in un palcoscenico d’arte con un’anima sociale. Marinella Senatore, artista originaria di Cava dei Tirreni con un curriculum che spazia dal locale all’internazionale, ha scelto questo luogo storico per una mostra che rompe gli schemi. Non si tratta di una semplice esposizione da ammirare in silenzio. Qui, all’interno della Casa di The Human Safety Net, l’arte diventa un ponte verso la comunità e l’impegno concreto. Da quando la fondazione Generali ha aperto questa casa nel 2017, il progetto si è allargato a una rete di solidarietà presente in 25 paesi, con quasi cento imprese sociali coinvolte. Un segnale chiaro: l’arte può essere strumento di cambiamento, non solo decorazione.
La collaborazione tra Senatore e The Human Safety Net nasce da una naturale sintonia. L’artista ha sempre indagato temi come la comunità e la forza personale. La fondazione, invece, è un movimento globale che sostiene famiglie e rifugiati per uscire da situazioni di sofferenza e violenza. In questo contesto, Senatore ha incontrato donne vittime di abusi, ospitate in centri di assistenza a Varsavia, Mestre e Palermo. Nei suoi laboratori e incontri si è confrontata con realtà dure, piene di storie spesso taciute. Questi scambi diretti hanno arricchito la mostra, portando alla luce vissuti personali che difficilmente arrivano al pubblico.
L’artista racconta con forza come l’Italia sia purtroppo il Paese europeo con i livelli più alti di violenza di genere, superando anche realtà socialmente complesse come Polonia e Africa. Il problema è radicato nella cultura e nella storia: un patriarcato ancora forte, accompagnato da vergogna, silenzio e ipocrisia, spesso ignorati o tollerati dalle istituzioni. Senatore denuncia come le autorità non solo manchino di sostegno, ma finiscano per mantenere le donne in uno stato di dipendenza. Un esempio lampante è la negazione del diritto all’asilo nido per madri disoccupate, un fattore che alimenta il circolo delle violenze. L’artista sottolinea anche un altro punto cruciale: l’assenza di educazione emotiva nelle scuole italiane, un vuoto enorme che frena la nascita di una vera cultura di parità e rispetto.
Da questa esperienza nasce “We rise by lifting each other”, un progetto site specific che si sviluppa negli spazi della Casa di The Human Safety Net con un approccio partecipato e corale. L’opera è parte di “A World of Potential”, una mostra permanente e interattiva curata da Orna Cohen e firmata dallo Studio Migliore+Servetto. Qui la partecipazione non è solo pratica, ma il cuore stesso del contenuto. Senatore mescola arte e vita quotidiana, creando installazioni che diventano spazi di ascolto e confronto.
Il percorso si costruisce con parole, racconti e speranze raccolti dall’artista durante i laboratori con donne e famiglie. Queste testimonianze hanno guidato la sua elaborazione visiva, che ruota attorno ai temi del legame, della comunità e della condivisione come forza collettiva. L’installazione diventa così un invito a vedere nella cultura uno strumento fondamentale per costruire relazioni sane e inclusive, rompendo l’isolamento e generando potere condiviso.
Gli arazzi, una firma nel lavoro di Senatore, qui assumono un significato nuovo. Non sono solo tessuti, ma stendardi che richiamano la festa e la celebrazione collettiva. Sono realizzati da esperte ricamatrici della Chanakya School of Craft a Mumbai, un centro che sostiene l’emancipazione femminile attraverso l’artigianato tradizionale. Un impegno etico e sociale che attraversa tutta la filiera produttiva.
Le stoffe, con colori vivaci e simboli universali, sono accompagnate da frasi raccolte durante i workshop, pronunciate dalle donne coinvolte nel progetto. Questi messaggi, tradotti in più lingue, vogliono trasformare la fragilità in forza condivisa, aprendo alla solidarietà e all’inclusione. Accanto agli arazzi, le luminarie — tradizionalmente piatte — si trasformano in una struttura tridimensionale alta quattro metri. Ispirata ai candelieri barocchi, l’installazione invita il pubblico a interagire.
Sulla sommità, una scultura a forma di pesce riprende la tradizione dei fuochi d’artificio barocchi, simbolo di rinascita e trasformazione. Alla base, in quattro lingue, sono scritte le frasi più forti emerse durante i momenti di condivisione. Così l’opera diventa un monumento vivo che chiama all’impegno collettivo.
Scegliere la Casa di The Human Safety Net come sede della mostra è un passo importante per Venezia, che apre il dialogo tra arte e impegno sociale. Nato come spazio di accoglienza e sostegno per famiglie e rifugiati, oggi è una piattaforma per progetti culturali che spingono alla partecipazione e all’inclusione. La mostra di Senatore è un esempio di come l’arte possa diventare motore di conversazioni complesse, dando voce a chi spesso resta ai margini.
La collaborazione tra artista e fondazione dimostra che uguaglianza e libertà si costruiscono anche attraverso percorsi collettivi, in cui la bellezza visiva si intreccia con storie vere. Le opere di Senatore tracciano una mappa emotiva e sociale, dove il dialogo diretto con le comunità crea senso e autenticità. Ogni elemento della mostra rispetta rigidi criteri etici, dalla produzione artigianale in India fino alla scelta dei materiali, in linea con i valori di inclusione e giustizia che l’artista porta avanti.
“We rise by lifting each other” si potrà visitare fino al 27 marzo 2027 in Piazza San Marco, alla Casa di The Human Safety Net. Un’occasione per scoprire un’arte che coinvolge, emoziona e lascia un segno nel tessuto sociale, dedicata a chi vuole guardare Venezia con occhi più attenti e sensibili.
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