Ogni giorno, davanti all’Antico Vinaio in Via dei Neri, si forma una coda che sembra non finire mai. Quel panino, semplice ma perfetto, ha conquistato Firenze e non solo, diventando un simbolo della città. Ora, a distanza di decenni, questa piccola realtà nata quasi per caso negli anni ’80 si prepara a una nuova sfida. Palazzo Strozzi, cuore pulsante della cultura fiorentina, ospiterà un bar e ristorante firmato Antico Vinaio. Niente asporto, niente fretta: qui si punta a un’esperienza raffinata, pensata per chi vuole godersi il cibo e l’arte in un unico, prezioso momento.
Da bottega di quartiere a fenomeno mondiale
L’Antico Vinaio nasce come una semplice bottega, una piccola attività di famiglia nel cuore di Firenze, fondata dai Mazzanti. Negli anni Ottanta hanno puntato sulla tradizione, recuperando ricette tipiche fiorentine: focacce morbide farcite con salumi e formaggi scelti, schiacciate fragranti. L’attenzione agli ingredienti e l’autenticità hanno fatto la differenza. Il vero salto arriva nel 2014, quando il locale diventa il più recensito al mondo su TripAdvisor, attirando visitatori da ogni angolo del pianeta. Tommaso Mazzanti, entrato in azienda a metà anni 2000, ha preso in mano le redini nel 2016, spingendo molto sull’uso dei social. Così l’Antico Vinaio è diventato una meta internazionale: oggi conta 56 punti vendita sparsi dal Nord America al Medio Oriente, passando per Roma e Milano. Il fatturato è cresciuto a vista d’occhio: dai 26 milioni del 2022 si punta a 80 milioni entro il 2025, grazie anche a collaborazioni importanti, come quella con Joe Bastianich negli Stati Uniti.
Il prezzo del successo: code e caos nel centro storico
Un successo così grande ha portato con sé qualche problema. Le file interminabili davanti all’Antico Vinaio in Via dei Neri sono diventate un simbolo dei cambiamenti che il turismo di massa ha portato a Firenze. Prima della pandemia, era quasi impossibile attraversare quella strada senza incrociare gruppi di turisti, spesso costretti ad aspettare anche più di un’ora sotto il sole solo per un panino. Questo ha creato tensioni con i residenti e con le attività vicine, mettendo in luce i limiti dell’organizzazione degli spazi pubblici. Il centro storico ha iniziato a soffrire di congestione, aprendo un dibattito acceso sull’overtourism e sulla necessità di trovare soluzioni che non penalizzino né chi visita la città né chi ci abita.
Palazzo Strozzi rinnova la ristorazione: più qualità e servizio al tavolo
Palazzo Strozzi è uno dei cuori culturali di Firenze, con mostre ed eventi che richiamano ogni anno un pubblico sempre più numeroso. Durante la mostra di Mark Rothko, la Fondazione Strozzi ha registrato il record di visitatori. Per tenere il passo con questa crescita, la Fondazione ha deciso di rivoluzionare il servizio di ristorazione nel cortile quattrocentesco, trasformandolo in uno spazio aperto ma raffinato. Per farlo, ha scelto l’Antico Vinaio, ma con una formula diversa rispetto a quella di Via dei Neri. Niente più asporto, ma servizio al tavolo, per evitare assembramenti e lunghe attese. Il nuovo menù sarà più ampio e curato, pensato sia per i visitatori del museo sia per i fiorentini in cerca di un locale elegante ma accessibile. L’obiettivo è mantenere la qualità e l’identità del marchio, ma con un’offerta più attenta agli spazi e alle esigenze di un contesto museale.
Questa nuova sfida segna una tappa importante per l’Antico Vinaio, che punta a crescere non solo in numero, ma anche in qualità, integrandosi meglio con il tessuto culturale e urbano di Firenze. Palazzo Strozzi potrà così offrire ai suoi ospiti un’esperienza gastronomica all’altezza del suo prestigio, arricchendo ancora di più uno degli angoli più amati della città.