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Lisetta Carmi, la fotografa geniale che ha trasformato il cambiamento in arte: la mostra imperdibile a Perugia

Nel 1924, a Genova, nasce Lisetta Carmi. Cinque vite in una sola donna, attraversate con coraggio e curiosità. Giovane pianista, scappa in Svizzera per sfuggire alla guerra, ma la musica non basterà a contenerla. La fotografia entra nella sua vita quasi per caso, e diventa la sua nuova lingua. Con quell’obiettivo racconta storie di emarginati, volti di intellettuali, paesaggi di Puglia e Genova. Scatti che non si limitano a fissare immagini, ma scavano nell’essenza stessa dell’essere umano. Una ricerca instancabile, fino all’ultimo giorno.

Genova, musica e fuga: l’inizio di un cammino difficile

Lisetta Carmi nasce in una famiglia ebrea benestante a Genova. Fin da giovane studia pianoforte, pensando a una carriera musicale che durerà fino al 1960. Ma con l’avvento delle persecuzioni nazifasciste, è costretta a lasciare l’Italia per rifugiarsi in Svizzera. Lì, tra incertezze e nuovi incontri, incontra l’etnomusicologo Leo Levi. Insieme scoprono i canti delle comunità ebraiche del Sud Italia e Carmi inizia a scattare fotografie con una semplice Agfa Silette. Quegli scatti, fatti in Puglia, immortalano mani segnate dal lavoro e volti di contadini: è l’inizio di un percorso che la porterà a diventare una voce importante della fotografia sociale nel Novecento. Tornata in Italia dopo la guerra, lascia la musica per dedicarsi completamente alla fotografia, concentrandosi soprattutto sulle condizioni sociali di Genova.

Porto di Genova e sugherifici in Sardegna: storie di fatica e tradizione

Negli anni Sessanta, Carmi punta la sua macchina fotografica su due mondi segnati dal lavoro duro: il porto di Genova e i sugherifici della Sardegna. Al porto, cattura gli operai nel loro quotidiano, uomini con mani forti e corpi segnati dalla fatica, impegnati a scaricare merci. Quelle immagini raccontano un mondo che vive tra la modernità industriale e valori antichi. In Sardegna, invece, si sofferma sulle donne che lavorano il sughero, trasformando la materia prima in tappi preziosi. Le sue foto, giocate tra luce e ombra, raccontano una realtà dura ma carica di poesia. A queste si aggiungono le immagini dei mausolei del cimitero di Staglieno a Genova, dove Carmi esplora temi come l’erotismo e il potere attraverso statue di donne ritratte in pose di sottomissione, illuminate da luci e fiori che conferiscono alle foto un’atmosfera quasi spettrale.

I travestiti di Genova e l’etnomusicologia: racconti di marginalità e cultura

L’impegno di Carmi non si limita al lavoro e alla cronaca sociale. Dal 1965, dedica attenzione alla comunità dei travestiti di Genova. Le sue fotografie non sono solo ritratti, ma raccontano la vita di chi vive ai margini con dignità e coraggio. Carmi riesce a superare la diffidenza iniziale, costruendo un rapporto umano che emerge nelle immagini attraverso spontaneità e realismo. Un altro capitolo importante è il lavoro con Leo Levi, che la porta a documentare comunità etniche e musicali dal Sud Italia all’India. In questi viaggi la fotografia diventa strumento di indagine culturale e ponte tra mondi lontani, molto più di una semplice espressione artistica. Questa esperienza amplia la sua visione prima di tornare a unire la fotografia alla sua vecchia passione: la musica.

Musica e immagini: il Quaderno musicale di Dallapiccola in mostra a Perugia

Nel suo ultimo grande progetto esposto a Perugia, Carmi mette insieme fotografia e musica, legandole alla sua memoria personale. Il Quaderno musicale di Annalibera di Luigi Dallapiccola diventa fonte d’ispirazione e materia visiva, un mix che rompe gli schemi tradizionali della fotografia. Qui si vede il lavoro di una vita che ha saputo intrecciare arte, cultura e impegno sociale. La Galleria Nazionale dell’Umbria dedica alla sua opera un percorso che racconta la complessità di un’artista che ha vissuto molte esistenze senza perdere la sua identità. Una mostra che continuerà a emozionare e far riflettere fino al 2026, anno della sua chiusura. Lisetta Carmi resta un punto di riferimento per chi crede nel potere della fotografia come strumento di conoscenza e umanità.

Redazione

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