Milano, Firenze, Roma, Napoli, Torino, Genova: sei città, dodici mostre. L’autunno 2026 in Italia si accende di colori e forme, tra tele che raccontano storie antiche e installazioni che sfidano il presente. Dal Barocco, con i suoi drammi e le sue luci, fino alle avanguardie contemporanee, l’arte si fa dialogo tra epoche. Dal surrealismo di Dalí alle sperimentazioni dell’Arte Povera, ogni esposizione è un invito a guardare il mondo con occhi nuovi. Le grandi istituzioni culturali aprono le porte a un viaggio che attraversa continenti e tempi, trasformando le città in un mosaico di emozioni e scoperte.
Milano si conferma un punto di riferimento per chi vuole scoprire le connessioni tra arte e moda. A Palazzo Reale, dal 24 settembre al 31 gennaio 2027, “Dalí e la moda” indaga il rapporto poco esplorato tra il maestro surrealista Salvador Dalí e l’alta sartoria. Oltre 200 pezzi – dipinti, bozzetti, gioielli e abiti – mostrano come per Dalí il vestito fosse molto più di un semplice oggetto: un’estensione della sua creatività, un modo per esprimere il suo universo. La mostra mette in luce le collaborazioni con le maison più importanti dell’epoca e racconta l’eredità del Surrealismo nel mondo della moda. Sempre a Palazzo Reale, dal 9 ottobre al 24 gennaio 2027, si apre “Picabia. Aprire le porte della notte”, una retrospettiva tra le più ampie in Italia dedicate a Francis Picabia. Con dipinti, disegni e documenti, la mostra ripercorre il cammino di un artista che ha attraversato Dadaismo e Surrealismo senza mai chiudersi in un’unica definizione, lasciando un segno profondo nell’arte contemporanea.
Al MUDEC, dal prossimo 8 ottobre al 21 febbraio 2027, arriva “Il mondo in una stanza”, dedicata a Henri Matisse. Un centinaio di opere dialogano con tessuti, sculture e oggetti d’arte africana, islamica e asiatica appartenuti all’artista, rivelando come i suoi viaggi abbiano influenzato rivoluzionariamente il suo uso del colore e delle forme. La mostra propone uno sguardo diverso dal solito, allargando la prospettiva oltre l’Europa e mettendo in luce la pluralità delle influenze che hanno plasmato Matisse. Infine, al Pirelli HangarBicocca, da ottobre a febbraio, una grande mostra su Luciano Fabro riporta al centro una delle figure chiave dell’Arte Povera. La monografica raccoglie installazioni e sculture che giocano con lo spazio e il corpo, raccontando la poetica rigorosa di chi ha segnato la scultura italiana del Novecento.
A Torino, l’autunno si accende con due appuntamenti di rilievo. Dal 29 ottobre al 4 aprile 2027, GAM, Castello di Rivoli e Fondazione Merz celebrano Marisa Merz, unica donna dell’Arte Povera, con “La danza delle ore”. La mostra diffusa mette in luce la capacità dell’artista di trasformare materiali semplici come filo spinato, rame e cera in opere che si fondono con gli spazi museali, offrendo una visione personale e poetica. Parallelamente, CAMERA dedica una retrospettiva alle fotografie di Letizia Battaglia, dal 17 ottobre al 7 febbraio 2027. Il suo lavoro, che copre cinquant’anni, racconta la Palermo degli anni di piombo, ma anche storie di donne e bambini, con uno sguardo che unisce impegno civile e poesia visiva. L’esposizione include materiali d’archivio che sottolineano la forza etica della sua fotografia, trasformata in strumento di denuncia e memoria.
A Napoli, da metà dicembre a maggio 2027, le Gallerie d’Italia ospitano una mostra monografica su Alighiero Boetti, artista concettuale di primo piano. Una sessantina di opere – tra arazzi, mappe e ricami – raccontano la sua riflessione su tempo, spazio e ordine, trasformati in sistemi iconici e visivi. Le opere provengono dalla Collezione Luigi e Peppino Agrati e offrono un’occasione per capire meglio la profondità di un linguaggio che ha rinnovato l’arte contemporanea italiana.
Roma accoglie due mostre importanti da settembre a febbraio. A Palazzo Bonaparte, la retrospettiva su Vassily Kandinsky offre un ampio panorama sull’evoluzione di uno dei padri dell’astrattismo. Le opere, che spaziano dai paesaggi espressionisti alle geometrie del Bauhaus, indagano il legame tra pittura, musica e spiritualità, guidando il visitatore alla scoperta delle radici meno note dell’arte astratta.
Nelle Scuderie del Quirinale, dall’8 ottobre al 7 febbraio 2027, la scena è tutta per Jacopo Pontormo, protagonista del Manierismo italiano. La mostra mette in evidenza il carattere anticonformista del pittore, tra composizioni drammatiche e colori visionari. Capolavori provenienti dai principali musei raccontano il percorso dell’artista dai primi esperimenti fiorentini alle opere più mature, offrendo chiavi di lettura fondamentali per capire un momento cruciale della storia dell’arte.
A Genova, Palazzo Ducale ospita fino al 2 maggio 2027 una grande mostra proveniente dalla Collezione Scharf, una delle più importanti raccolte private tedesche. Oltre 140 opere firmate da Renoir, Monet, Toulouse-Lautrec e Cézanne raccontano due secoli di pittura europea. La rassegna segue l’evoluzione dalla figurazione storica alle sperimentazioni astratte, mettendo in luce la passione e la cura di una famiglia che ha conservato questo patrimonio con dedizione.
A Bologna, Palazzo Albergati presenta dal 9 ottobre al 29 marzo 2027 “Da Gaudí a Picasso”, una selezione di capolavori della Collezione Carmen Thyssen-Bornemisza. Il percorso segue la fioritura artistica spagnola tra fine Ottocento e metà Novecento, mettendo a confronto le architetture moderniste di Gaudí con le rivoluzioni pittoriche di Picasso, e raccontando il passaggio dal Modernismo catalano alle avanguardie europee.
Il Museo degli Innocenti di Firenze dedica una mostra al soggiorno fiorentino di Artemisia Gentileschi, dal 21 ottobre al 4 aprile 2027. Con una selezione di dipinti caravaggeschi, il visitatore si confronta con opere segnate da forti contrasti di luce e ombra e da un’intensità emotiva straordinaria. Il percorso esplora anche il rapporto dell’artista con la committenza medicea e il suo ruolo nell’Accademia delle Arti del Disegno, mettendo in luce la determinazione e l’autonomia di una delle figure più carismatiche del Barocco italiano.
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