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Papa Leone inaugura Diluvium: l’enorme onda d’arte contemporanea travolge il Vaticano

Davanti alla Biblioteca Apostolica Vaticana, nel Cortile del Belvedere, un’enorme onda in bianco e nero sembra pronta a inghiottire la facciata rinascimentale. Non è un fenomeno naturale. È l’ultima creazione di JR, lo street artist che non smette di sorprendere. Tra pietre antiche e libri preziosi, quella massa d’acqua diventa un grido visibile, un monito lanciato nel cuore di Roma. L’immagine colpisce, quasi cinematografica, e apre un dialogo urgente sulle minacce che incombono sul patrimonio culturale.

Diluvium, tra mito e realtà: la forza di un’immagine

L’opera, chiamata Diluvium, prende spunto dal racconto biblico del Diluvio universale, ma lo riporta a una dimensione attuale e inquietante. JR si è ispirato alle illustrazioni di Gustave Doré per la Bibbia, riproponendo quel motivo su scala gigantesca. L’installazione si estende per circa 70 metri sulla facciata della Biblioteca Apostolica e rappresenta un’invasione d’acqua che va oltre il visibile. JR spiega che quell’onda nasce dalla paura che il patrimonio culturale possa essere travolto e cancellato, proprio come la minaccia che incombe sul pianeta per il riscaldamento globale. Il contrasto tra catastrofe e speranza è palpabile: l’immagine congela l’attimo prima dell’impatto, spingendo a riflettere sulla fragilità che separa distruzione e salvezza.

Ma non è solo un richiamo al clima. JR sottolinea che l’opera parla anche delle trasformazioni digitali che stanno riscrivendo il modo in cui il sapere contenuto nei libri viene gestito. L’intelligenza artificiale sta assorbendo una quantità enorme di conoscenza umana, con il rischio di cambiare per sempre il rapporto con la cultura. L’onda diventa così un simbolo potente, che intreccia ambiente, tecnologia e storia in un messaggio attuale e urgente.

AQVA, un progetto quinquennale per difendere i libri

Diluvium è solo l’inizio di AQVA. Catastrofe e meraviglia, il nuovo progetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, inaugurato il 14 settembre e aperto al pubblico dal 25. Curato da don Giacomo Cardinali insieme a Simona De Crescenzo, Francesca Giannetto e Delio Proverbio, il percorso vuole mettere in luce le minacce che pesano sui documenti storici: dall’acqua al fuoco, dalla luce agli insetti, fino agli errori o ai danni causati dall’uomo. Un lavoro di tutela che si svilupperà nei prossimi cinque anni, con interventi artistici e scientifici pensati per sensibilizzare il pubblico.

L’acqua, in questo racconto, non è solo un pericolo ma anche un elemento fondamentale nella storia stessa dei libri. La produzione della carta, infatti, è legata indissolubilmente all’acqua, che viene usata anche nei restauri. Nel progetto vaticano, questa doppia natura si riflette nel confronto di JR con altri protagonisti, come il tipografo Bill Moran e lo chef Fulvio Pierangelini, che offrono punti di vista diversi sull’arte libraria, ampliando la narrazione sul rapporto tra uomo, acqua e sapere.

Tra i pezzi in mostra spicca il trattato Del pescare di Ippolito Salviani, del 1557, conservato a Roma, che testimonia un antico legame con l’acqua. Nel percorso sono inoltre esposte immagini e documenti dell’alluvione di Firenze del 1966, un dramma che devastò intere raccolte librarie. Questo evento viene preso come esempio concreto, una ferita storica che invita a riflettere seriamente sui rischi reali della conservazione, senza limitarsi a metafore.

Undae, la fragilità del sapere tra immagini e libri

Dopo Diluvium, JR continua il suo viaggio con Undae, un’altra installazione pensata per gli spazi interni della Biblioteca Apostolica. Qui l’acqua non travolge, ma si fa presenza sottile, fatta di immagini e documenti d’epoche diverse. L’atmosfera è raccolta, quasi mistica, e racconta la vulnerabilità dei libri. Oggetti che custodiscono pensieri di tutto il mondo ma che sono esposti a tanti pericoli, naturali e umani.

JR sottolinea come i libri siano fragili, ma preziosi testimoni della memoria collettiva. Undae è un invito a cogliere il senso profondo di tutto il progetto AQVA: un avvertimento silenzioso, ma potente, sulle difficoltà di conservare la cultura. La Biblioteca Vaticana si fa così protagonista di una riflessione che durerà almeno fino al 2027, impegnandosi nella tutela e nella valorizzazione di questa sfida.

Redazione

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