Treviso riapre la storica Casa dei Carraresi: museo con 200 opere e progetto di museo diffuso

Nel cuore di Treviso, dove il fiume Cagnan scivola lento accanto a via Palestro, Casa dei Carraresi riapre finalmente le sue porte. Un edificio che risale al Duecento, testimone silenzioso di secoli di storia, torna a vivere dopo anni di silenzio. Non si tratta solo di un ritorno: è l’avvio di un progetto che vuole trasformare questo spazio nel nucleo pulsante di un museo diffuso, con ponti culturali verso Ca’ Spineda e Monte di Pietà. Per Treviso, è un’occasione preziosa, un salto verso un futuro che intreccia passato e presente con nuova energia.

Casa dei Carraresi: storia e restauro

Casa dei Carraresi si trova proprio nel cuore di Treviso, a due passi dal fiume Cagnan e via Palestro. Costruita nel Duecento, quando la città era in piena espansione, ha vissuto diverse trasformazioni. Nel 1987 è stata restaurata e trasformata in uno spazio per convegni e mostre. Fa parte del complesso anche Ca’ Brittoni, che conserva preziosi affreschi del Tre e Quattrocento, rimasti intatti nonostante il tempo. In totale, gli spazi superano i 3.000 metri quadrati, di cui oltre 2.000 dedicati alle esposizioni.

Per anni, Casa dei Carraresi è stata un punto di riferimento per eventi culturali e mostre importanti, attirando sia i trevigiani sia i turisti. Negli ultimi due anni però è stata chiusa per lavori di restauro e valorizzazione. L’obiettivo è trasformarla in una sede museale permanente, inserita in un progetto più ampio che vuole creare un Museo diffuso, mettendo in rete più luoghi storici nel centro di Treviso.

Museo diffuso: una rete culturale nel cuore della città

Il futuro culturale di Treviso si basa su un’idea nuova: non un museo isolato, ma una rete di spazi con una propria identità, che insieme offrono un’esperienza unica. Casa dei Carraresi sarà la sede principale, affiancata da Ca’ Spineda, già aperta con la collezione della Fondazione Cassamarca, e dal Monte di Pietà, che nel 2027 aprirà per la prima volta come museo.

Questo progetto punta a mettere in collegamento patrimoni artistici e architettonici sparsi nel centro storico, offrendo una panoramica completa della storia e della cultura locale. Il visitatore potrà così scoprire diversi stili, epoche e linguaggi artistici seguendo un percorso che unisce passato e presente. Il Museo diffuso promette di diventare una nuova attrazione culturale per Treviso, valorizzando le radici e la creatività della città.

La collezione della Fondazione Cassamarca: oltre 200 opere in mostra

Il 2 ottobre 2026, Casa dei Carraresi e Ca’ Brittoni riapriranno con una collezione permanente di oltre 200 opere selezionate dalla Fondazione Cassamarca. Fondata nel 1992, la Fondazione è nata dalla Cassa di Risparmio della Marca Trivigiana e ha investito nel tempo più di 210 milioni di euro per valorizzare sedi storiche, collezioni, biblioteche e promuovere eventi culturali di vario tipo: premi letterari, mostre, restauri, convegni, teatro e musica.

La collezione si è arricchita grazie a donazioni di artisti e collezionisti, tra cui spiccano nomi come Dino Gavagnin, Narci Simion, Enzo Ciprian, Alexander Kanevsky, Otello Fabri, Mario Mattiuzzi e la famiglia Vavassori. Le opere coprono vari ambiti del Novecento e raccontano la vivacità artistica che la Fondazione vuole mettere a disposizione di tutti.

Nuovi allestimenti per una riapertura attesa

La riapertura non sarà solo una mostra, ma un vero e proprio percorso curato da Silvia Burini e Giuseppe Barbieri, docenti all’Università Ca’ Foscari di Venezia. L’allestimento, pensato per gli spazi rinnovati di Casa dei Carraresi, non segue un ordine cronologico rigido, ma crea un dialogo tra arte e architettura. La collezione presenta grandi nomi del Novecento come Baj, Cagli, Fontana, Manzoni, Plessi, insieme a artisti veneti come Vedova, Tancredi, Santomaso, Saetti, Zoran Mušič e Pizzinato.

Il progetto si articola in tre sezioni: Spazi, Forme e Figure. “Spazi” indaga i cambiamenti nel paesaggio urbano e rurale; “Figure” si concentra sulla rappresentazione del corpo umano; “Forme” esplora i nuovi linguaggi visivi e sensoriali della modernità. Questo approccio permette di leggere l’arte contemporanea in modo più libero e complesso, in stretta relazione con l’ambiente medievale del palazzo.

A completare il percorso, ci sono sale dedicate a temi specifici, con focus su disegni di Tancredi Parmeggiani, il Dante illustrato, segni zodiacali e ritratti femminili. Qui si intrecciano arte, letteratura e cultura popolare, offrendo una visita ricca e stimolante.

Ca’ Brittoni: l’arte di Grisha Bruskin in dialogo con il Medioevo

Un capitolo a parte è riservato all’artista russo-americano Grisha Bruskin, nato a Mosca nel 1945. La sua opera trova casa a Ca’ Brittoni, dove grandi installazioni si confrontano con gli affreschi tardo-medievali dell’edificio. La Fondazione Cassamarca ha ricevuto nel 2025 una sua donazione importante: quattro opere che vengono allestite in un vero e proprio “museo nel museo.”

Le installazioni, riunite sotto il titolo “Sull’orlo del tempo,” affrontano temi profondi come la fragilità della vita, il potere, la memoria e il rapporto tra individuo e storia. “In bilico” riflette sulla memoria personale, “L’ora X” indaga il mito del nemico, “La vita è ovunque” offre uno sguardo ironico sulla società sovietica, mentre “L’universo sul tavolo” parla delle rovine di un potere passato. Bruskin ha seguito personalmente l’allestimento, curando anche l’illuminazione per esaltare la forza delle opere.

Accanto alle mostre è nato l’Archivio Grisha Bruskin, destinato a diventare un punto di riferimento per la ricerca sull’artista. Così Ca’ Brittoni diventa uno spazio unico, dove arte medievale e contemporanea si incontrano e si parlano.

Orari e informazioni per i visitatori

Casa dei Carraresi e Ca’ Brittoni riapriranno il 2 ottobre 2026. Il pubblico potrà visitare gli spazi da martedì a giovedì, dalle 15:30 alle 18:30 , mentre venerdì, sabato e domenica l’orario sarà dalle 11:00 alle 18:30 . La sede si trova in via Palestro 33/35 a Treviso.

Gli orari sono pensati per garantire a tutti la possibilità di godersi le opere con calma, dai residenti agli appassionati d’arte in visita. L’organizzazione degli spazi punta a offrire un’esperienza intensa e approfondita, in un contesto storico di grande fascino.

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