Parma non è solo la patria del Parmigiano e del prosciutto: sta diventando il crocevia di un esperimento tutto italiano che unisce cucina e moda. Nel cuore pulsante della Food Valley, tra sapori antichi e stoffe pregiate, nasce un progetto che rompe gli schemi. Il complesso monumentale di San Paolo, un tempo solo custode di storia, si trasforma ora in una vetrina dove l’artigianato trova nuove forme di espressione. Qui, il gusto si intreccia con il tessuto, e la tradizione si reinventa con creatività.
Nel corso del Novecento, Parma ha costruito una reputazione solida, diventando sinonimo di qualità e innovazione nel settore alimentare. Qui sono nate aziende che hanno portato il Made in Italy in tutto il mondo, come Barilla e Mutti, marchi che non sono solo nomi commerciali, ma veri e propri simboli di cultura e arte applicata al cibo. Parma resta un laboratorio vivo, dove la tradizione gastronomica dialoga con nuove idee e sperimentazioni.
Da questa eredità nasce Food Culture | Food Couture, progetto che vuole esplorare il rapporto tra cucina e moda, mettendo in luce il valore del Made in Italy da un punto di vista inedito. L’obiettivo è coinvolgere giovani creativi e artisti, chiamati a riflettere su come questi due mondi possano contaminarsi e arricchirsi a vicenda.
Food Culture | Food Couture si spinge in un territorio poco battuto, dove la gastronomia e la moda si incontrano. Entrambi i settori vantano una lunga tradizione artigianale e un’attenzione maniacale alla qualità. Se gli abiti sono creazioni pensate per durare e raccontare uno stile, il cibo è un’arte più fugace, capace però di evocare identità, stagioni e territorio.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra professionisti affermati e giovani talenti, in un dialogo aperto che supera i confini tradizionali. La Fondazione Gentili Mosconi ETS ha sostenuto l’iniziativa, mettendo a disposizione risorse e competenze per creare una collezione di opere site-specific. Questi lavori nascono da un confronto creativo che spazia dalla visual art al design tessile, dalla fotografia ad altre forme espressive, dando vita a un’esperienza che unisce innovazione e tradizione.
Un elemento chiave è l’uso degli spazi espositivi, pensati non solo come contenitori ma come parte attiva del percorso. La Fondazione ha trasformato la mostra in un evento immersivo, dove opere, installazioni e ambientazioni si intrecciano, offrendo ai visitatori una vera passeggiata multisensoriale tra moda e gastronomia.
La prima tappa importante del progetto si è svolta a Parma, da settembre a novembre, nel complesso monumentale di San Paolo, in occasione del Settembre Gastronomico 2026. La mostra ha raccolto opere che combinano moda e cucina, tra bozzetti, abiti e installazioni artistiche, raccontando storie di upcycling, sostenibilità e tradizione. Tra gli allestimenti più suggestivi, spiccava un’installazione aerea di foulard, capace di creare un’atmosfera d’impatto.
Il 12 settembre, accanto alla mostra, si è tenuto un fashion show diviso in due momenti. La prima parte ha messo sotto i riflettori temi sociali come fast food, fast fashion, italian sounding e contraffazione, offrendo una riflessione critica attraverso la moda. La seconda ha guardato alla rigenerazione, valorizzando manufatti che incarnano identità, sostenibilità e qualità, elementi chiave per il nuovo Made in Italy.
Tra i protagonisti anche Esteban Frigerio, artista multidisciplinare e membro del collettivo Food Culture | Food Couture, che ha realizzato un intervento di live painting su un abito da sera, fondendo arte visiva e sartorialità davanti al pubblico.
Il progetto coinvolge artisti emergenti e affermati come Giulia Gentili, Esteban Frigerio, Caterina Blengino Francoli, Pollution Art, Pietro Fadda e Daniele Cappellato. Ognuno porta la sua prospettiva, lavorando con media diversi tra fotografia, disegno, grafica e video. Questo mix riflette una visione moderna e aperta della creatività.
Un punto di forza è il richiamo al passato, con materiali provenienti dagli archivi storici di grandi aziende e istituzioni culturali: l’Archivio Storico Barilla, il CSAC dell’Università di Parma, l’Archivio Gentili Mosconi e il Museo della Seta di Como. Questi documenti raccontano il lavoro di maestri della grafica e dell’illustrazione italiana come Erberto Carboni e Brunetta, che hanno contribuito a costruire l’immagine del Made in Italy sui media di massa.
Il progetto si apre anche alle nuove generazioni: una cinquantina di studenti dei centri formativi di Como e Parma hanno partecipato, sperimentando nuove forme di contaminazione tra moda e cucina.
La Fondazione Gentili Mosconi, con sede a Como, nel cuore della Textile Valley italiana e Città Creativa UNESCO, gioca un ruolo fondamentale nel tutelare e valorizzare il patrimonio tessile e creativo nazionale. Qui si fondono secoli di esperienza, dando vita a un laboratorio vivo da cui nascono innovazioni capaci di influenzare moda, arte e design a livello globale.
Giulia Gentili, vicepresidente della Fondazione, spiega che Food Culture | Food Couture fa parte di un progetto più ampio, Archivio Generativo, che comprende mostre site-specific, laboratori, residenze d’artista e percorsi espositivi. L’approccio curatoriale punta a creare eventi unici, radicati nel territorio, con interventi su misura che uniscono contenuti culturali e rigenerazione urbana.
L’esperimento parmense con “City Guide or Fashion Moodboard” sposta l’attenzione su mode e luoghi autentici, aprendo nuove strade per raccontare e promuovere i patrimoni culturali e creativi italiani.
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