Tra le dolci colline del Prosecco Superiore DOCG, Pieve di Soligo si stende come un piccolo gioiello veneto. Sono poco più di 12.000 anime a popolare questo angolo di terra sospeso tra mare e montagna, dove il tempo sembra scorrere con un ritmo tutto suo. Non troverai grandi folle né eventi clamorosi, ma un’atmosfera fatta di storie sussurrate, di arte nascosta e tradizioni che si intrecciano silenziose. I borghi custodiscono segreti, le vie raccontano di poeti, artisti, musicisti che hanno lasciato qui un’eredità culturale tanto viva quanto discreta. Pieve di Soligo non si mostra, si scopre.
Il territorio che circonda Pieve di Soligo fa parte delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, inserite dall’Unesco nel 2019 tra i patrimoni dell’umanità. Non è solo un bel panorama: qui natura, cultura e storia si intrecciano in modo unico. Il vino è una presenza costante, soprattutto nella sua versione di qualità, il Prosecco Superiore DOCG. Le cantine storiche, come quella di Palazzo Balbi Valier, raccontano la lunga eredità della nobiltà veneziana che ha lasciato il segno in questa zona fin dal Seicento. Il Prosecco Balbi, servito all’Enoteca della Corte del Medà, è un legame diretto con il passato e con l’identità del territorio.
Ma queste colline valgono molto più del solo vino. Salendo verso il Castello di Conegliano si aprono panorami splendidi sulla Marca Trevigiana, paesaggi amati e ritratti dai grandi pittori del Rinascimento veneto come Cima da Conegliano e Tiziano. Qui il paesaggio è un museo a cielo aperto, con testimonianze storiche, artistiche e ambientali da scoprire con calma, lontano dai percorsi più battuti.
Andrea Zanzotto è un nome che a Pieve di Soligo non si può ignorare. Nato e cresciuto tra queste colline, è uno dei poeti più importanti d’Europa del Novecento. La sua poesia si nutre di questo territorio, trasformandolo in versi che uniscono tradizione e sperimentazione, contaminando la letteratura con il cinema e le arti applicate. Nel 2023, i Comuni di Pieve di Soligo e Sernaglia della Battaglia hanno creato il Parco Letterario Andrea Zanzotto, uno spazio dedicato a chi vuole immergersi nella vita e nell’opera del poeta.
Il parco ospita murales, installazioni e percorsi a tema che raccontano la sua storia, anche il rapporto con Federico Fellini negli anni Settanta, e le sue sperimentazioni meno note, come il lavoro con la ceramica. È un’esperienza che invita a camminare piano, a lasciarsi assorbire dalla natura e dalla cultura che hanno ispirato un intellettuale capace di dare voce al territorio con uno stile unico e moderno.
Nel Novecento, Pieve di Soligo non è stata solo un piccolo paese veneto, ma un vero polo culturale. Qui si sono incontrate e confrontate figure di primo piano come Pier Paolo Pasolini, che dialogò con Zanzotto su dialetti e linguaggi. Tra gli artisti spicca Marta Sammartini, scultrice tra le poche donne a emergere nella scena italiana dell’epoca.
Il legame con la lirica è rappresentato da Toti Dal Monte, soprano di fama mondiale soprannominata “la Callas italiana”, che scelse di vivere qui dopo la carriera internazionale. A Solighetto, la locanda da Lino divenne un punto di ritrovo per artisti e attori come Marcello Mastroianni e Ugo Tognazzi negli anni Sessanta. Qui la cucina locale, con piatti come lo Spiedo d’Altamarca cotto a legna per ore, ha stretto un legame saldo tra tradizione gastronomica e cultura.
Il futuro Museo Toti Dal Monte, in allestimento in un antico mulino lungo la Roggia storica, sarà un omaggio concreto a questa eredità, ricordando un’artista che ha lasciato un segno indelebile non solo nel territorio.
Solighetto, piccolo borgo sulle rive del fiume Soligo, conserva importanti tracce della famiglia Brandolini, che ha segnato la sua storia fin dal Quattrocento. Nel centro si trova Villa Brandolini, sede del Consorzio di Tutela del Prosecco Conegliano Valdobbiadene DOCG e spazio per esposizioni d’arte contemporanea.
Qui è in corso un progetto innovativo di rigenerazione urbana: l’Albergo Diffuso. L’idea, che dovrebbe concludersi entro marzo 2027, è trasformare il borgo in una destinazione turistica integrata, preservando gli edifici storici e favorendo spostamenti a piedi, in modo lento e sostenibile. L’obiettivo è offrire un’esperienza in cui chi viene può muoversi facilmente tra la propria sistemazione, i ristoranti e i sentieri delle colline.
Il Comune, insieme alla Fondazione Francesco Fabbri, punta molto su questa iniziativa per far emergere un paesaggio e una comunità finora poco valorizzati, ma perfetti per un turismo culturale di qualità, capace di raccontare storie di arte, musica e tradizioni enogastronomiche.
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Nel 2024, Pieve di Soligo conferma così la sua identità, puntando a una valorizzazione profonda e diffusa. Senza clamori, ma con un patrimonio culturale e paesaggistico che aspetta solo di essere scoperto e vissuto da chi cerca qualcosa di autentico, radicato nella terra e nella storia.
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