“L’arte non è fatta per stare chiusa in una teca.” Bartolomeo Pietromarchi lo ripete spesso, e non a caso. Dopo anni passati tra artisti e gallerie, ha capito che l’incontro con l’arte contemporanea spesso si riduce a un’esperienza fredda, quasi rituale. È da qui che nasce Art on Cards: un mazzo di carte che vuole rompere quel muro di formalità. Il primo set, firmato da Francesco Clemente, non è un semplice gioco, ma un invito a toccare con mano immagini e idee che di solito vediamo solo alle mostre. L’arte esce dai musei, si fa dialogo, si trasforma in racconto. E, soprattutto, torna a essere vicina, senza perdere la sua profondità.
Art on Cards non è solo un gioco da tavolo. È un progetto editoriale che si muove tra opera d’arte, strumento di mediazione culturale e momento ludico. Pubblicato da Magonza, il mazzo comprende 48 carte illustrate, senza parole, che evocano concetti e oggetti attraverso immagini forti e suggestive. Per formato e funzione ricordano Dixit, ma qui il confronto ruota attorno all’arte contemporanea e al mondo immaginifico di grandi artisti internazionali. Ogni mazzo include un libretto con le regole, che cambiano a seconda della visione dell’artista, e un’introduzione che spiega il pensiero e i simboli dietro le immagini.
Il gioco non è pensato solo come oggetto da collezione, ma anche come strumento educativo. Può essere usato nelle scuole, nei laboratori e nei musei per stimolare il dialogo, la riflessione e lo scambio di idee. La sua flessibilità lo rende adatto a diversi tipi di pubblico. A conferma di questa vocazione, sono in corso collaborazioni con il dipartimento educativo del Castello di Rivoli e il Master in mediazione culturale della LUISS di Roma. Pietromarchi spiega che l’intento è rinnovare il modo di avvicinarsi all’arte contemporanea, coinvolgendo il pubblico in modo attivo e superando la fruizione passiva tipica dei musei.
Bartolomeo Pietromarchi ha alle spalle un’esperienza di oltre dieci anni nei musei, lavorando con artisti e curatori e studiando come rendere autentico il rapporto tra pubblico e opera d’arte. La domanda che si è posto è stata netta: come evitare che l’arte contemporanea diventi banale o solo spettacolo? La risposta è arrivata con Art on Cards, un progetto pensato per riaccendere quel senso di scoperta e vicinanza tra opera e spettatore, ma in un contesto più leggero e giocoso rispetto al museo tradizionale.
Il gioco prende ispirazione da due grandi esempi: i tarocchi artistici di Francesco Clemente e la Boîte-en-valise di Marcel Duchamp, un contenitore portatile con riproduzioni d’arte, che trasformava le opere in oggetti da possedere e portare con sé. Art on Cards vuole fare qualcosa di simile: restituire all’arte una dimensione simbolica, itinerante e carica di significati da esplorare. Ogni mazzo sarà disponibile anche in una tiratura limitata di 100 copie firmate dall’artista, un vero pezzo da collezione che sottolinea l’unicità del progetto.
Per finanziare il progetto, la produzione di Art on Cards passerà da una campagna su Kickstarter, piattaforma ormai ben conosciuta dagli appassionati di giochi da tavolo. Qui sarà possibile acquistare mazzi, poster e le esclusive edizioni limitate, dando così un contributo diretto e creando una comunità di sostenitori interessati e consapevoli. La campagna sarà una vetrina importante per far conoscere il gioco e coinvolgere un pubblico curioso di collezionismo, gioco e arte.
Il lancio ufficiale è fissato per l’11 ottobre nella lobby del MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma. L’evento sarà su invito, con posti limitati, per creare un’atmosfera raccolta e far vivere in anteprima l’esperienza di Art on Cards. Con questo progetto, Pietromarchi e Magonza puntano a un modo nuovo di avvicinarsi all’arte contemporanea, attraverso il gioco e lo scambio di significati, restituendo al pubblico un ruolo attivo e inserendo l’opera in un contesto vivo e dinamico.
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