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Alice nella Città 2026 a Roma: programma, ospiti e nuove location tra Sistina e Adriano

Nel cuore di Roma, il Cinema-Teatro Sistina si prepara a brillare come mai prima d’ora. Dal 13 al 25 ottobre 2026, Alice nella città, la rassegna dedicata al cinema giovane, spezza gli schemi trasferendosi in una zona centrale che da tempo attendeva un evento di questa portata. La 24ª edizione del festival, che si svolge in contemporanea con la Festa del Cinema, non punta solo sulla qualità delle pellicole. Qui si parla di rinascita culturale, di una Roma che vuole tornare a vivere i suoi spazi, a respirare arte e creatività. Nuove location si aggiungono al percorso tradizionale, segnando un allargamento che dà respiro al Distretto Ludovisi, un quartiere simbolo di un cambiamento in atto. Il programma, ricco e variegato, promette di parlare a un pubblico ampio, con linguaggi innovativi capaci di raccontare storie che si fanno guardare e sentire.

Il Distretto Ludovisi, nuova frontiera di Alice nella città

La grande novità di questa edizione è proprio il Distretto Ludovisi. Un’area storica, spesso dimenticata, che si sta trasformando in un piccolo centro culturale, un incrocio tra passato e futuro dove il cinema diventa strumento di rinascita urbana e sociale. L’arrivo del Cinema-Teatro Sistina nel circuito delle sedi del festival è un segnale chiaro di questo cambiamento. Accanto a lui, il Cinema Adriano e il Quattro Fontane formano un quadrante che concentra una parte importante della programmazione, rendendo più semplice l’accesso agli spettatori e trasformando Ludovisi in un punto di riferimento per il cinema indipendente e d’autore. A questa crescita si aggiunge la rinascita del Cinema Fiamma, che mantiene viva una tradizione storica ma guarda anche alle sperimentazioni contemporanee. Nel frattempo, il MIA – Mercato Internazionale Audiovisivo amplia la propria presenza tra Palazzo Barberini, Piazza Barberini e Via Veneto, proiettando così tutto l’indotto audiovisivo romano verso una dimensione più integrata e diffusa.

Questo spostamento non è solo geografico, ma ha un valore simbolico forte. È la creazione di un circuito culturale vivo e in movimento che può diventare motore per lo sviluppo futuro del cinema romano. Il festival, guidato da Fabia Bettini e Gianluca Giannelli, si fa così collante tra queste realtà, offrendo una rete di eventi e proiezioni che dialogano tra loro e con la città.

Cinema giovane e sorprese: il programma che guarda avanti

Al centro del festival c’è sempre il cinema. La selezione ufficiale di Alice nella città presenta 12 film in concorso, scelti per originalità e qualità artistica, e 6 proiezioni speciali pensate per arricchire ulteriormente l’offerta. La sezione Panorama Italia schiera 8 titoli che si contenderanno il Premio Raffaella Fioretta e il Premio del Pubblico, affiancati da 6 proiezioni speciali e 2 serie televisive, pensate per attrarre le nuove generazioni sempre più legate al racconto seriale. Tra le iniziative più interessanti spicca la collaborazione con la Festa del Cinema di Roma, che prevede una coproduzione, la presentazione di un restauro e un programma di 40 cortometraggi, a conferma dell’attenzione verso i linguaggi brevi e sperimentali.

Particolare rilievo ha la selezione Sintonie, che porta a Roma cinque film direttamente dalla recente Mostra del Cinema di Venezia, pescando dal Concorso ufficiale, dalla sezione Orizzonti e da Spotlight. Un’occasione per valorizzare la collaborazione tra festival e offrire al pubblico uno sguardo sui migliori esiti del cinema internazionale. La varietà delle proposte e dei formati conferma la vocazione di Alice nella città a offrire un panorama ampio e aggiornato del cinema contemporaneo.

Apertura con animazione e documentari che raccontano storie dietro le quinte

L’edizione 2026 si apre con un evento molto atteso: l’anteprima di Wildwood – I segreti del bosco proibito, film d’animazione internazionale diretto da Travis Knight. Il ritorno alla stop motion dopo anni di assenza per lo studio LAIKA porta sullo schermo una storia fantastica che intreccia amicizia e libertà, mescolando tecnologia e artigianato. Scegliere un film d’animazione come apertura sottolinea l’attenzione a linguaggi diversi e a un pubblico giovane, in un’epoca dominata dal digitale. Wildwood rilancia l’importanza della manualità e della concretezza nelle tecniche cinematografiche, in un equilibrio tra tradizione e innovazione.

Altro appuntamento di rilievo è il documentario Making Marie Antoinette di Eleanor Coppola, che a vent’anni dall’uscita del film di Sofia Coppola restituisce un ritratto inedito del dietro le quinte. Con circa ottanta ore di filmati d’archivio, il documentario ricostruisce l’atmosfera del set, tra prove, testimonianze e momenti privati, mostrando il processo creativo della regista. La narrazione si fa più intensa grazie allo sguardo materno di Eleanor Coppola e al racconto della sua relazione con la figlia artista, in un lavoro completato postumo nel 2024. Un progetto che sottolinea come il cinema sia anche esperienza umana e familiare, oltre che artistica.

Il cinema italiano si interroga: Se domani non torno e temi sociali

Tra i film italiani spicca Se domani non torno di Paola Randi, ispirato liberamente a Cara Giulia. La vicenda drammatica del femminicidio di Giulia Cecchettin diventa punto di partenza per una riflessione più ampia sull’eredità di una tragedia personale e sulla responsabilità collettiva. Il racconto si allarga dal singolo alla società, coinvolgendo non solo gli spettatori ma anche le nuove generazioni, chiamate a confrontarsi e a prendere parola. La presentazione del film, in collaborazione con la Festa del Cinema di Roma, prevede momenti di dialogo con i giovani, sottolineando il ruolo educativo e civile che il festival vuole assumere nel panorama culturale romano e nazionale.

Ospiti d’onore e premi: Susan Sarandon celebra il cinema al femminile

Tra gli ospiti internazionali spicca Susan Sarandon, attrice iconica che racconterà la sua lunga carriera al pubblico romano. Sarandon presenterà The Accompanist di Zach Woods e riceverà il Womenlands Excellence Award 2026, riconoscimento dedicato a donne che hanno cambiato il modo di rappresentare il ruolo femminile nel cinema. La sua filmografia, che spazia da The Rocky Horror Picture Show a Thelma & Louise e Dead Man Walking, ha segnato la storia del cinema dagli anni Settanta a oggi. Questo premio celebra un’eredità importante, capace di influenzare profondamente l’immaginario e le narrazioni legate all’identità e all’autonomia femminile sul grande schermo.

La presenza di Sarandon dà al festival un respiro internazionale ancora più ampio, trasformandolo in un luogo di incontri, scambi e celebrazioni di carriere straordinarie. Premiare una figura così centrale significa guardare non solo al presente, ma anche alla storia del cinema, riconoscendo le tappe fondamentali e chi le ha percorse.

Redazione

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