Fabrizio Lombardo e la poesia di lotta: intervista al finalista del Premio Strega 2024

Metti le mani in una pozzanghera d’acqua torbida, senti il freddo che ti gela fino alle ossa. Quel dolore che ti porti dietro da giorni, forse settimane. Poi scegli dove lasciarlo uscire, se vuoi. Intorno, il silenzio dei palazzi. Rumori nascosti, spari che sembrano mai avvenuti. Questo è il mondo che Fabrizio Lombardo dipinge ne La linea spezzata, la sua nuova raccolta edita da Donzelli nel 2026. Un’opera che non ti lascia indifferente, capace di illuminare le tenebre con una voce sincera e tagliente, già protagonista al Premio Strega Poesia.

Fabrizio Lombardo: quarant’anni di poesia tra memoria e fratture

Bolognese, classe 1968, oggi vive a Ferrara. Lombardo è una presenza costante nella poesia italiana da più di trent’anni. Nel 1994 ha fondato la rivista Versodove e ha pubblicato diverse raccolte importanti: da Il cerchio e il silenzio a Carte del cielo , che ha vinto il Premio Terre del Pallavicino, passando per Di quello che resta , Confini provvisori e Coordinate per la crudeltà , finalista a diversi premi. Le sue poesie sono state tradotte in varie lingue europee e appaiono regolarmente in antologie e riviste di prestigio. Oltre a scrivere, Lombardo lavora nel mondo dei libri, dirigendo la catena librerie.coop e curando volumi su figure chiave della poesia contemporanea, come Antonio Porta.

Poeta, curatore, libraio: questi ruoli si intrecciano e gli offrono uno sguardo attento sui cambiamenti culturali e sociali legati al linguaggio poetico. La linea spezzata raccoglie queste esperienze e le trasforma in versi che raccontano, con forza, i conflitti e le tensioni del nostro tempo.

Fine anni Settanta e inizio Ottanta: la linea spezzata tra storia e simbolo

Il libro si apre con una sezione chiamata fine settanta e si chiude con un pezzo intitolato inizio ottanta. Non è un caso. Per Lombardo, quel passaggio non è solo una data sul calendario, ma un vero spartiacque. Un momento in cui un mondo si incrina e ne nasce un altro, faticosamente.

“La linea spezzata del titolo nasce da questa idea: la storia, personale e collettiva, non va dritta,” spiega il poeta, “ma passa attraverso rotture, interruzioni, ripartenze.” Le speranze e le tensioni irrisolte di quegli anni si mescolano a un presente incerto, dove cambiano linguaggi e modi di guardare al futuro. In questo limbo tra fine e inizio, perdita e attesa, come crepe su un vetro, si sviluppa il percorso poetico che dà vita all’intera raccolta.

Per Lombardo queste coordinate temporali sono più simboliche che cronologiche: uno spazio dove la memoria si confronta con grandi cambiamenti e l’identità si costruisce tra ciò che è stato e ciò che potrebbe venire.

Memoria e dipendenze: il passato che altera il presente

Nel libro la memoria è una presenza forte, a volte dolorosa. Non è solo ricordo, ma una sorta di dipendenza, non in senso medico, ma qualcosa che ci attrae continuamente, a cui torniamo senza davvero accorgercene. “La memoria non è mai neutrale,” dice Lombardo, “seleziona, amplifica, cancella, cambia come vediamo il presente.” Così i ricordi diventano quasi una droga, capace di rimodellare l’esperienza e i sentimenti, influenzando il modo in cui viviamo il tempo e gli eventi.

La droga, nel libro, non è solo esperienza individuale, ma simbolo di una generazione che ha fatto della dipendenza una scelta politica, un’esclusione dolorosa dalla società e dalla politica stessa. È un racconto del declino dell’impegno collettivo, di un dolore diffuso e di rimpianti sociali che si riflettono nelle vite private.

Con memoria e sofferenza, Lombardo parla non solo del passato, ma di come queste esperienze creino mondi interiori paralleli, densi di nostalgia e rimpianto. La poesia diventa il luogo dove ciò che ci trattiene e ciò che può salvarci dall’oblio si confrontano, in una tensione viva e complessa.

Il lutto raccontato: la poesia che sfida l’assenza

La morte del padre ha segnato profondamente Fabrizio Lombardo e la sua poesia. Parlare di lutto per lui significa affrontare una rottura che va oltre la perdita: si incrina anche il linguaggio con cui raccontiamo il mondo. La scrittura nasce da questa frattura e crea un modo nuovo di esprimere il dolore, senza cercare spiegazioni o facili consolazioni.

La poesia del lutto, dice Lombardo, è insieme personale e collettiva. Nasce da un’esperienza unica, ma cerca parole che possano toccare anche gli altri, costruire un ponte tra il singolo e l’universale. Ogni perdita è diversa, ma confrontarsi con l’assenza è qualcosa che riguarda tutti.

Attraverso il linguaggio poetico, questa assenza prende forma senza mai essere colmata: diventa uno spazio di confronto e trasformazione, uno strumento per ripensare le proprie radici e ridefinire chi siamo, a livello personale e sociale.

Parole che uniscono: tra libraio, curatore e poeta, la parola come ponte

Oltre a scrivere, Lombardo dirige una catena di librerie e cura riviste letterarie. Questi ruoli, anche se sembrano lontani, si intrecciano nella sua esperienza. La scrittura può sembrare un gesto solitario, ma prende vita solo quando le parole incontrano un lettore disposto ad accoglierle.

Le librerie e le riviste diventano così spazi di relazione, confronto, scoperta, dove tante voci convivono ed emergono. Leggere o scrivere poesia significa entrare in un dialogo continuo tra ciò che è personale e ciò che si apre al mondo.

Su come si possa oggi diffondere la poesia, Lombardo osserva che essa si è sempre adattata ai mezzi del suo tempo, dai libri alle riviste, fino ai social network o alle registrazioni audio. L’importante, dice, è la qualità dell’incontro che la poesia crea, più che il mezzo usato. Per questo insiste sulla necessità di costruire una rete tra poeti e lettori, fondata sull’ascolto e lo scambio.

Premio Strega Poesia 2026: la poesia che avvicina

La candidatura al Premio Strega Poesia ha portato a Fabrizio Lombardo una serie di incontri in molte città italiane. Tra chiacchiere con i lettori, dibattiti nelle scuole e scambi dopo le presentazioni, si è concretizzato ciò che la poesia può fare: avvicinare le persone, costruire relazioni autentiche.

Più che il premio in sé, Lombardo valorizza il percorso che si è creato attorno a questa esperienza: l’attenzione raccolta, il dialogo aperto, la possibilità di raggiungere nuovi lettori. Questi mesi hanno mostrato che esiste ancora una comunità appassionata, pronta ad accogliere la poesia contemporanea, ad ascoltare e condividere esperienze attraverso i versi.

In questo contesto, la poesia conferma la sua forza: trasformare sentimenti individuali in un’esperienza condivisa, dimostrando che la parola scritta sa ancora abitare in profondità la vita di chi legge.

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