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Fendi e Karl Lagerfeld in mostra a Roma: la moda diventa arte al GNAMC con “AFTER”

Nel 1985, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma spalancò le sue porte a qualcosa di mai visto prima: una mostra dedicata a vent’anni di collaborazione tra Fendi e Karl Lagerfeld. Un evento che fece discutere, e non poco. Polemiche infuocate arrivarono persino dal Parlamento, dove si metteva in dubbio la legittimità di un marchio di moda all’interno di un museo pubblico. Si gridava alla mercificazione culturale, ma proprio quel contrasto rivelava la portata rivoluzionaria di quell’iniziativa. Non si trattava di semplici abiti esposti, ma di un racconto vivo, che intrecciava arte, artigianato e innovazione, riscrivendo i codici dell’alta moda come mai prima.

Moda e museo: un matrimonio mai visto prima

Nel 1985, portare la moda dentro un museo pubblico era un azzardo. La Galleria Nazionale d’Arte Moderna decise di puntare su un’idea fuori dagli schemi: mostrare la moda come un dialogo vivo tra design e artigianato, tra visione artistica e tecnica. Carla Fendi e le sue sorelle avevano messo Lagerfeld in un laboratorio dove poteva osare come mai prima d’ora. Qui la pelliccia, tradizionalmente simbolo di una borghesia rigida, si trasformò in un materiale dinamico, giocato su colori e forme nuove.

Ida Panicelli, allora curatrice del Dipartimento del XX secolo della Galleria, ricorda le tensioni di quegli anni ma anche la voglia di spostare l’attenzione su un nuovo modo di guardare l’arte contemporanea. Negli anni Ottanta, in un panorama già popolato da tv, cinema e danza, la moda stava conquistando il suo spazio come linguaggio espressivo autonomo. Lagerfeld, in particolare, sapeva catturare atmosfere, paesaggi e dettagli estetici, trasformando gli abiti in vere e proprie opere d’arte, frutto di un lavoro intenso e appassionato.

Dietro le quinte: schizzi, tessuti e innovazioni sartoriali

La mostra attuale, AFTER, riprende idealmente quel percorso, guidando i visitatori dentro le tappe chiave di quella collaborazione straordinaria. Si parte dai disegni preparatori, dalle bozze che anticipano la rivoluzione nella lavorazione delle pellicce, trasformate in capi leggeri e arricchiti da manipolazioni inedite.

Questi materiali raccontano una vera e propria rivoluzione tecnica e stilistica firmata Lagerfeld. Le pellicce smettono di essere pesanti e statiche per diventare sculture leggere da indossare. Grazie al lavoro di ricerca di Panicelli negli archivi Fendi, sono emersi documenti e immagini che restituiscono l’energia di quell’incontro tra designer e laboratorio d’eccellenza. La mostra si completa con installazioni dinamiche, dove gli abiti sembrano animarsi come figure in movimento in una città, sottolineando il legame indissolubile tra arte, vita quotidiana e moda.

Il lascito di un sodalizio che ha cambiato la moda contemporanea

Le parole di Lagerfeld, “Ieri è trascorso. Oggi va passando. Solo l’avvenire mi interessa e mi intriga”, spiegano bene lo spirito che animava quell’esperienza. Eppure, quella mostra rimase un evento isolato nel panorama museale italiano. Per anni, la moda è stata vista soprattutto come industria del Made in Italy, mentre il suo valore artistico e progettuale è stato spesso sottovalutato dalle istituzioni culturali.

Guardando alle creazioni nate dalla collaborazione tra Fendi e Lagerfeld, si capisce quanto abbiano cambiato il modo di pensare la moda come arte. Dopo più di quarant’anni, questa rassegna a Roma riporta sotto i riflettori quel dialogo tra passato e futuro, dimostrando che la moda non è solo industria, ma un vero e proprio linguaggio culturale. Fino al 25 ottobre 2026, alla GNAMC, un’occasione da non perdere per ripensare la moda con occhi nuovi.

Redazione

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