Nel cuore pulsante delle Cinque Vie, a due passi dal Duomo, apre Marocchino:Hebel Gallery. Un nuovo spazio che vuole scuotere il panorama milanese del design e dell’arte su carta, portando uno sguardo fresco e internazionale. In via Santa Marta 14, Michele Marocchino e Stefanie Hebel uniscono le loro visioni in un progetto che va oltre la classica galleria: qui il design modernista incontra le opere grafiche e la ceramica contemporanea. Tutto nasce dalla passione di Marocchino, che nel 2019 ha fatto suo un pezzo di storia milanese, la Casa di Fantasia di Gio Ponti, trasformando quell’esperienza in un punto di partenza per riscoprire e reinterpretare il design storico con occhi nuovi.
Quando passioni e competenze si fondono
Stefanie Hebel arriva dalla Germania e vive in Italia da oltre trent’anni, con un solido bagaglio nel mondo della moda dove ha ricoperto ruoli importanti come retail manager. Michele Marocchino, milanese di nascita con radici torinesi e napoletane, lavora in finanza ma da tempo nutre una passione forte per il collezionismo d’arte, in particolare per il design del Novecento. Il loro incontro non è frutto del caso: nasce da una rete di amicizie e valori culturali condivisi che si traducono oggi in uno spazio dedicato ad architetti, interior designer e collezionisti di ogni generazione. Al centro della galleria c’è la qualità: cura estrema per i progetti, attenzione alle materie prime e ai dettagli che trasformano ogni pezzo in qualcosa di speciale.
Design modernista: tra valore storico e ricerca del dettaglio
Il mercato internazionale del design del Novecento è ormai ben definito, dove il valore degli oggetti dipende da fama e rarità. Marocchino:Hebel Gallery però va oltre questo aspetto e punta a raccontare una storia più profonda. Il focus è sul Mid Century Modern, con una selezione che spazia dagli anni Venti fino agli anni Settanta, toccando nomi illustri dall’Italia, Danimarca, Francia e Brasile. Tra i maestri italiani spiccano Franco Albini e Gio Ponti, mentre sul fronte estero ci sono firme come Marcel Breuer, Finn Juhl, Hans Wegner e Isamu Noguchi. La galleria non bada solo ai nomi, ma anche all’unicità: pezzi rari, versioni particolari, dettagli costruttivi e materiali preziosi che fanno la differenza rispetto alle produzioni di massa. Così si può trovare, per esempio, un divano brasiliano modernista accostato a uno schizzo di Picasso del 1913, o due sedie di Gio Ponti rifinite con tessuti contemporanei. L’idea è riportare in vita lo sguardo dei grandi interior designer d’avanguardia, per i quali ogni arredamento era un progetto culturale e una narrazione dello stile e della società.
Arte su carta e ceramica: nuovi linguaggi a confronto con il design classico
Oltre all’arredo, la galleria ospita una selezione di opere su carta firmate da artisti moderni di rilievo internazionale. Tra disegni, stampe e studi, si approfondisce il linguaggio del segno e della sperimentazione grafica, ampliando così la comunicazione artistica dello spazio. La ceramica contemporanea completa il quadro, con artisti che interpretano questo materiale in chiave scultorea e concettuale. Il dialogo tra design storico, arte su carta e ceramica crea connessioni formali e culturali, rendendo la galleria un luogo dinamico e innovativo. Marocchino e Hebel si rivolgono anche a chi vuole ricostruire atmosfere di interni celebri, da quelli di New York alle case di icone della moda come Hubert de Givenchy e Yves Saint Laurent. Così lo spazio diventa un vero laboratorio culturale, dove ogni pezzo racconta una storia che va oltre la semplice funzione decorativa.
Restauro e conservazione: l’autenticità nelle mani di chi sa
Un punto chiave della filosofia di Marocchino:Hebel Gallery è il restauro dei pezzi storici, un lavoro che non si limita al solo intervento tecnico. Ogni oggetto, prima di entrare in collezione, viene esaminato con attenzione per capire lo stato di conservazione e decidere gli interventi necessari. Questo passaggio è affidato a restauratori e tappezzieri esperti, che rispettano l’originalità delle creazioni. In un mercato dove l’origine e lo stato conservativo pesano sul valore, il restauro diventa anche momento di conoscenza: distingue i trattamenti indispensabili da quelli superflui, riportando alla luce materiali e tecniche spesso nascosti. L’analisi preventiva documenta la storia del pezzo e protegge la sua autenticità, mantenendo intatte le caratteristiche che lo rendono unico. Così la conservazione non è solo tecnica, ma un passaggio fondamentale per trasmettere intatto il patrimonio del design modernista alle generazioni future.
Marocchino:Hebel Gallery, un nuovo capitolo culturale nel cuore di Milano
In una città ricca di storia e cultura come Milano, l’apertura di Marocchino:Hebel Gallery segna la nascita di uno spazio che unisce rigore collezionistico, ricerca espositiva e cultura progettuale. In via Santa Marta 14, la galleria si presenta come punto di riferimento per architetti, designer e appassionati d’arte contemporanea, ma anche come laboratorio creativo dove passato e presente si incontrano. Qui si possono scoprire opere restaurate con cura, testimonianze di un secolo di innovazione nello stile e nella tecnica. Un progetto nato dall’incontro tra due professionisti con sensibilità diverse ma complementari, che conferma Milano come tappa imprescindibile per la cultura e il mercato globale del design.