Vent’anni. Tanto è passato dall’ultima volta che il Quintetto Atlantico si è ritrovato in studio. Eppure, il sassofonista che ne era il cuore non ha mai smesso di pensare a quei suoni, a quelle atmosfere. Ora li richiama tutti, i musicisti originali, per un nuovo album che vibra di intensità e nostalgia. “Ritornare” non è solo un titolo: è la storia di due decenni di strade diverse, di esperienze vissute lontano, ma con un filo invisibile che non si è mai spezzato. Un ritorno atteso, per chi ama il jazz italiano e la musica che racconta il tempo, con tutte le sue pieghe.
Il Quintetto Atlantico nasce negli anni ’90 come una delle realtà più interessanti del jazz italiano. Il sassofonista, fondatore e motore del gruppo, riesce a mettere insieme musicisti di talento capaci di creare un sound originale e vibrante. Dopo una fase intensa di concerti e qualche disco, il quintetto si scioglie e ognuno prende la propria strada. Nel frattempo, il sassofonista continua la sua carriera, collaborando con altri artisti e affinando il proprio stile, ma il legame con il Quintetto Atlantico resta sempre vivo.
Il progetto aveva come obiettivo di esplorare sonorità che pescavano tanto dal jazz tradizionale quanto dalle nuove tendenze, cercando un equilibrio tra improvvisazione e arrangiamenti. Ogni musicista aveva un ruolo preciso e la chimica era evidente, soprattutto nei live. Il quintetto si fece presto notare grazie al carisma del sassofonista e alla qualità dei brani, tra composizioni originali e qualche standard rivisto in chiave personale.
“Ritornare” è una tappa importante per il Quintetto Atlantico. Registrato nei primi mesi del 2024, il disco mescola brani nuovi e riletture di pezzi storici, rivisitati alla luce delle esperienze maturate in anni di percorsi diversi. L’ascolto rivela un suono più maturo e complesso, dove ogni musicista porta le proprie sfumature senza perdere l’identità del gruppo.
Il sassofonista è presente non solo come solista ma anche come guida durante le registrazioni, curando ogni dettaglio e valorizzando le differenze timbriche degli strumenti. Non mancano momenti di improvvisazione collettiva, segno di un’intesa ritrovata e di un affiatamento che resiste nel tempo. La scelta dei brani racconta la storia del quintetto, alternando pezzi ritmati a ballad più intime, con arrangiamenti raffinati ma accessibili.
L’armonia tra sax, chitarra, basso, batteria e pianoforte rimane il vero punto di forza: il dialogo tra gli strumenti è vivo, avvolgente. La produzione è attenta a mettere in luce ogni dettaglio sonoro, permettendo di cogliere tutte le sfumature. La musica scorre naturale, con un perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione.
La reunion del Quintetto Atlantico arriva in un momento in cui il jazz italiano sta vivendo una nuova spinta, con un pubblico più attento e operatori culturali pronti a investire. Una generazione di musicisti giovani sta sperimentando nuovi stili e contaminazioni, senza però dimenticare le radici. In questo scenario, il ritorno di una formazione storica assume un valore simbolico importante, come segno di continuità e rinnovamento.
L’album e i concerti in programma per “Ritornare” possono diventare un ponte tra passato e presente, un’occasione per mettere a confronto esperienze diverse ma complementari. Le aspettative sono alte, sia da chi segue il quintetto da sempre, sia da chi si avvicina ora alla loro musica, curioso di scoprire come si traduce oggi quell’intesa consolidata.
Il progetto ribadisce anche che la musica d’insieme ha bisogno di tempo per crescere, ma anche di coraggio per tornare sulle proprie tracce e reinventarsi. Composizione e improvvisazione si intrecciano ancora più profondamente, con il sassofonista sempre al centro, guida e punto di riferimento di questa nuova avventura.
Il ritorno del Quintetto Atlantico con “Ritornare” è insomma un appuntamento importante nel calendario musicale italiano del 2024, destinato a lasciare un segno nel panorama jazz nazionale.
Nel cuore pulsante di Pompei, dove ogni pietra racconta un segreto, nasce una nuova sfida:…
Nel cuore di Milano, cento anni fa nasceva Alik Cavaliere, un artista che avrebbe intrecciato…
Stefano Faravelli tiene tra le mani un piccolo carrettino con un alambicco: lo ha costruito…
A Parigi, le strade bruciano sotto il passo deciso degli studenti in rivolta. Non è…
Nel cuore del quartiere Aurora, l’ex stabilimento di via Bologna si prepara a una trasformazione…
Una vecchia registrazione parte a caso, e subito ti prende quel tono caldo, quasi sommesso.…