Nel cuore pulsante di Pompei, dove ogni pietra racconta un segreto, nasce una nuova sfida: formare i giovani archeologi del futuro. Il Parco Archeologico, custode di secoli di storia, si trasforma in aula a cielo aperto. Un’idea che affonda le radici nel passato, richiamando la figura di Giuseppe Fiorelli, colui che rivoluzionò gli scavi nel XIX secolo. Qui, tra antichi muri e strade millenarie, teoria e pratica si intrecciano, dando vita a un progetto che guarda avanti senza dimenticare le sue radici. Pompei non è solo un sito da visitare, ma un laboratorio vivo dove la storia si studia, si vive, si rinnova.
Non si può parlare di Pompei senza ricordare Giuseppe Fiorelli. Archeologo e numismatico, arrivò nel 1844 come ispettore agli Scavi di Napoli e nel 1847 prese in mano gli scavi di Pompei. A lui si deve una scoperta fondamentale: i calchi in gesso che riproducono le sagome lasciate dai corpi delle vittime dell’eruzione del 79 d.C. Grazie a questo metodo, oggi possiamo vedere volti e posture che altrimenti sarebbero andati persi per sempre.
Ma Fiorelli non si fermò qui. Combatté la corruzione che affliggeva gli scavi e portò maggiore rigore nella gestione dei reperti e delle campagne di scavo. Come direttore dal 1860, introdusse regole e iniziative di divulgazione, dando una svolta scientifica a un lavoro fino ad allora spesso improvvisato e disorganizzato.
Nel 1866 fondò la Scuola Archeologica Italiana a Pompei, ispirata alla scuola francese di Atene. L’idea era di trasformare gli scavi in un vero e proprio laboratorio, dove la stratigrafia e la conoscenza dell’assetto urbano fossero parte integrante della formazione. Anche se la scuola durò poco, per problemi economici e logistici, gettò le basi per un modo nuovo di lavorare sul campo, con effetti che si sono fatti sentire ben oltre i confini italiani.
A oltre 160 anni di distanza da quella prima esperienza, Pompei si prepara a ospitare un progetto simile, ma su scala più grande e con obiettivi più ambiziosi. La nuova Scuola sorgerà nell’area di San Paolino, dentro il Parco Archeologico. Qui verrà realizzato un vero e proprio campus, con foresteria, biblioteca, laboratori e spazi per la ricerca e l’organizzazione di mostre temporanee. Un punto di riferimento per studiosi e giovani ricercatori da tutto il mondo.
Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco, ha spiegato che questa scuola non vuole sostituirsi a università o dottorati, ma offrire un’esperienza pratica e concreta, dove mettere in campo ciò che si è studiato. I partecipanti potranno lavorare a stretto contatto con reperti, dati, cantieri e professionisti, acquisendo competenze difficili da trovare altrove.
L’obiettivo è rilanciare la vocazione didattica di Pompei, tornando a farne un centro attivo per la formazione di archeologi, restauratori, museologi e studiosi di discipline affini come la filologia classica, la biologia o l’archeozoologia.
La Scuola di Pompei aprirà i battenti in primavera 2027, offrendo sei tirocini rivolti a studenti di specializzazione e dottorato delle università italiane. Il percorso si svolgerà direttamente nel Parco Archeologico, per un totale di 150 ore distribuite in due mesi, da marzo ad aprile. Un primo modulo introduttivo di tre giorni preparerà i ragazzi all’esperienza sul campo.
Gli studenti avranno la possibilità di alloggiare in foresteria e, al termine del tirocinio, riceveranno un’indennità di 700 euro. Il programma prevede anche il coinvolgimento nelle attività di valorizzazione del Parco, compresa la progettazione di mostre temporanee: il tema della prima edizione sarà dedicato agli animali di Pompei, in linea con un’esposizione in programma che approfondirà questo aspetto della vita nell’antica città vesuviana.
Le candidature vanno inviate entro il 22 novembre 2026, tramite posta elettronica certificata all’indirizzo ufficiale del Parco. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito istituzionale.
Un passo importante per Pompei, che torna a puntare sulla formazione diretta sul campo, offrendo a giovani studiosi l’occasione di confrontarsi con uno dei siti archeologici più affascinanti e ricchi di storia al mondo.
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