Sette anni fa, il Museo Ebraico di Venezia chiudeva i battenti. Oggi, nel cuore pulsante del Ghetto — il quartiere ebraico più antico al mondo — riapre dopo un restauro da 5,5 milioni di euro. Il 22 ottobre 2024, tre delle cinque sinagoghe storiche recuperate torneranno a raccontare una storia lunga secoli. Non è solo un ritorno: è la rinascita di una memoria che rischiava di svanire sotto il peso del tempo e dell’incuria.
Fondato nel 1954 dalla Comunità Ebraica veneziana, il museo conserva una delle raccolte più significative in Italia dedicate all’arte e alla cultura ebraica. Oggetti rituali, oreficeria, tessuti liturgici, manoscritti e libri antichi: tutti testimoni di una storia che attraversa la vita religiosa, sociale e culturale della comunità ebraica locale. È il primo museo ebraico italiano e un punto di riferimento fondamentale per la tutela e la diffusione della conoscenza su questo tema.
La riapertura segna un passo avanti importante: spazi ampliati e riorganizzati per offrire un percorso più chiaro e coinvolgente. Non solo tradizioni e rituali, ma anche la vita quotidiana di chi ha vissuto e vive ancora oggi nel Ghetto.
La superficie espositiva cresce da 1.290 a 1.700 metri quadrati, grazie all’inclusione di ambienti già di proprietà della comunità ebraica. L’ingresso è stato completamente rinnovato e accoglie il pubblico con biglietteria, bookshop e una biblioteca specializzata per studiosi e ricercatori.
Sono nate nuove sale permanenti e temporanee, pensate per ospitare mostre che si rinnovano nel tempo e per soddisfare le diverse esigenze dei visitatori. A questo si aggiungono spazi dedicati alla didattica, fondamentali per coinvolgere studenti e gruppi con visite guidate e laboratori, rafforzando il ruolo del museo come centro di formazione culturale.
Il percorso espositivo è stato rivisto per garantire una visita più fluida e coerente. Al piano terra, un’installazione multimediale con tre schermi introduce i visitatori a oltre cinquecento anni di storia ebraica a Venezia, raccontando un’esperienza unica in Europa.
Tra le novità più suggestive, la riproduzione di un appartamento del Cinquecento, con stanze basse e anguste che mostrano come si viveva allora nel Ghetto. Un tuffo nel passato che rende più tangibile la storia raccontata.
Il percorso si sviluppa su tre fronti: le istituzioni ebraiche e le cosiddette Nazioni, i rapporti con la Serenissima, le attività lavorative permesse agli ebrei e la vita religiosa nelle sinagoghe. Proprio queste ultime sono al centro del restauro: tre sinagoghe nel Campo Ghetto Novo – la scola Tedesca, la scola Italiana e la Canton – sono state recuperate e si affiancano alle due sinagoghe del Ghetto Vecchio, la Levantina e la Spagnola, anch’esse restaurate di recente.
Non si tratta solo di luoghi storici, ma di spazi ancora vivi e attivi, dove la comunità continua a praticare il culto e mantenere vive le tradizioni.
Il restauro e la riorganizzazione del museo sono stati realizzati in collaborazione con Opera Laboratori e Guicciardini & Magni Architetti, studi con una lunga esperienza in progetti museali importanti, come il Museo delle Antichità di Pisa e la biglietteria degli Uffizi a Firenze.
Giuseppe Costa, presidente e amministratore delegato di Opera Laboratori, ha sottolineato come questo progetto rappresenti una naturale evoluzione nel lavoro di valorizzazione del patrimonio del Ghetto. L’obiettivo è chiaro: rendere il museo più accessibile, raccontando la ricchezza della cultura ebraica e il legame con l’identità di Venezia e della sua comunità ebraica ancora oggi presente.
Il Museo Ebraico riapre il 22 ottobre 2024 con orario continuato dalle 10 alle 18. Si trova a Cannaregio, 2902/B, nel cuore del Ghetto. Il biglietto intero costa 18 euro, 14 la ridotta, 11 per i residenti a Venezia, una scelta che favorisce l’accesso al pubblico locale.
Per evitare code e organizzare al meglio la visita, è consigliata la prenotazione scrivendo a info.booking@museoebraicovenezia.it. Il museo si presenta oggi come uno spazio rinnovato, capace di trasmettere un patrimonio prezioso e di diventare un punto di riferimento per chi vuole conoscere la storia degli ebrei a Venezia, dal passato fino ai giorni nostri.
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