The Others Art Fair a Torino: 54 artisti indipendenti trasformano un garage in una fiera d’arte unica

Nel cuore di Borgo San Paolo, un parcheggio ha smesso di essere solo un posto per le auto. Il Parcheggio Lancia si è trasformato in una fucina di creatività: accoglie la quindicesima edizione di The Others Art Fair. Cinquantatré artisti da Italia, Europa e Sud America hanno invaso gli spazi con opere che sfidano ogni consuetudine. Fino al 1° novembre, tra colori e forme, Torino si conferma ancora una volta capitale dell’arte indipendente, offrendo una pausa preziosa in una città che non si ferma mai.

“Sosta temporanea”: fermarsi per vedere davvero l’arte

Il tema dell’edizione 2026 è chiaro e forte: “Sosta Temporanea. Forme di permanenza in uno spazio di passaggio”. Un invito a rallentare, a prendersi un momento per guardare con attenzione, lontano dal bombardamento continuo di immagini e informazioni. Lorenzo Bruni, il direttore artistico, sottolinea come la fiera voglia spingere a fermarsi davvero, a non attraversare distratti quei luoghi e quelle immagini che ci circondano ogni giorno.

Il Parcheggio Lancia è la cornice perfetta per questa idea: nato per ospitare un breve stop delle auto, si trasforma ora in un palcoscenico per un incontro consapevole con l’arte. Le opere non sono solo appese o posate sui muri, ma creano nuovi modi di vivere lo spazio e il tempo, stimolando un dialogo tra esperienze personali e cambiamenti sociali. In questo contrasto tra l’era dell’immediatezza e la necessità di attese pazienti, prende vita una tensione che si esprime in performance, installazioni, videoarte e pittura.

Quindici anni di The Others: dall’industria all’arte

The Others nasce quindici anni fa grazie all’intuizione di Roberto Casiraghi e Paola Rampini. Casiraghi racconta una storia fatta di voglia di unire a Torino voci di un’arte “radicale e sotterranea”, aperta ai giovani e alle sperimentazioni più audaci. In un luogo simbolo dell’industria torinese degli anni ’60 e ’70, dedicato alle automobili, la fiera fa spazio all’arte togliendo le macchine.

Il messaggio è forte e chiaro: la città può costruire il proprio futuro puntando sulla cultura, non solo sull’industria tradizionale. Non si tratta solo di affari, ma di creare occasioni di scambio attraverso talk, performance e iniziative che coinvolgono soprattutto i giovani. The Others vuole così promuovere una crescita inclusiva, dove l’arte diventa strumento di dialogo e coesione sociale.

Un viaggio tra lingue artistiche diverse e nuove prospettive

Il percorso espositivo mescola linguaggi e riferimenti, rompendo la vecchia divisione tra figurazione e astrazione. Da Milano arriva Colombo’s Gallery, che mette in scena un dialogo tra collage tessili e pittura con artisti come Bertrand Loubé, Max Rohr e Iryna Maksymova. Dalla Spagna, G Gallery propone lavori che parlano di tempo sospeso, mentre LO MAGNO Arte Contemporanea da Modica presenta una scultura monumentale ispirata ai tarocchi.

Una novità importante è la presenza di Black Effect Gallery, giovane galleria torinese fondata da una coppia italo-afroamericana. Qui si vedono artisti internazionali provenienti dall’Africa e dalla diaspora africana, come Bless Hirwa dal Ruanda e Oluwatobiloba Fasalejo dalla Nigeria. Le loro opere esplorano il rapporto tra identità, spazio e architettura, aprendo nuovi orizzonti sul contemporaneo.

Il dialogo tra diverse geografie e linguaggi sottolinea la natura internazionale e indipendente della fiera. Dall’arte tradizionale alla videoarte, dalle installazioni ai progetti speciali, tutti raccontano storie diverse e mostrano modi alternativi di abitare il mondo.

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