Torino, l’ex fabbrica di vernici che diventa laboratorio innovativo per l’editoria d’arte sperimentale

Nel cuore del quartiere Aurora, tra muri che un tempo ospitavano una fabbrica di vernici, prende vita un festival fuori dal comune. Phonetics, nato nel 2025 dalla mente di Matteo Milaneschi e Margherita Rossi, è più di una semplice rassegna: è un laboratorio dove l’arte sperimentale incontra l’editoria indipendente, dando vita a un dialogo che sfida le convenzioni. Qui, suoni, immagini e parole si intrecciano, invitando chi partecipa a sospendere il giudizio e ad aprirsi a nuove forme di espressione. Torino, con la sua vibrante scena culturale, diventa così il palcoscenico perfetto per un evento che osa e coinvolge, rompendo le barriere tra pubblico e creatori.

Torino, ex fabbrica di vernici: la seconda edizione di Phonetics

Dal 30 ottobre al primo novembre 2026, in via Buscalioni 4, una vecchia fabbrica abbandonata si trasforma in un centro pulsante di innovazione culturale. Phonetics prende vita in questo ambiente industriale recuperato, che conserva il fascino delle strutture di archeologia industriale e ospita un programma intenso e variegato. Nomi di spicco dell’editoria sperimentale internazionale si alternano a performance, proiezioni, reading e sessioni d’ascolto, dando vita a un evento che guarda a un pubblico curioso e attento.

Nel calendario delle manifestazioni cittadine di quegli stessi giorni, Phonetics spicca per la sua capacità di mescolare spettacolo e approfondimento. Per questa seconda edizione, la selezione degli espositori si è ampliata notevolmente, con editori e artisti provenienti da Italia, Francia, Stati Uniti, Germania, Grecia e altri paesi. Questo mix internazionale assicura un panorama ricco di sperimentazioni diverse ma complementari, in un clima di scambio culturale diretto e aperto.

I visitatori possono così scoprire proposte editoriali che vanno ben oltre il semplice libro, abbracciando la musica contemporanea, le arti performative e le immagini in movimento. Il nome Phonetics, che in inglese significa ‘fonetica’, richiama proprio questa attenzione ai suoni e al loro modo di essere trasmessi, un tema che si riflette nelle performance e nelle sessioni d’ascolto del programma.

Non una fiera qualunque: spettacoli e performance che animano Phonetics

Phonetics va oltre la classica fiera editoriale, trasformando ogni appuntamento in un’esperienza coinvolgente e multidimensionale. Milaneschi e Rossi, insieme a un collettivo di collaboratori, hanno costruito un programma in cui editori e artisti lavorano fianco a fianco. Questo approccio collaborativo mette al centro il dialogo tra discipline e spinge la sperimentazione sul piano pratico.

Venerdì 30 ottobre si parte con la performance dal vivo di Riccardo Sinigaglia, che mescola musica elettronica e ambient in un viaggio sonoro intenso. Il sabato è dedicato all’uscita del libro Full Rotation di P. Staff, accompagnato da reading e momenti performativi che amplificano la parola e la scrittura immersiva.

Domenica mattina spazio alla musica da camera contemporanea con Ellen Arkbro e Judith Hamann, che propongono una ricerca attenta sulla musica classica d’avanguardia. Nel pomeriggio si prosegue con Grey Area, una “screening room” dedicata alle immagini in movimento, e le sessioni di ascolto curate da Union Editions e Kiosk Radio, con il collettivo Gang of Ducks. Tutti gli eventi mettono in luce la sinergia tra performance e pubblicazione editoriale sperimentale, trasformando il libro in una traccia tangibile di esperienze altrimenti effimere.

La varietà di linguaggi e media conferma il carattere poliedrico del festival, che si propone come punto di riferimento per chi lavora all’incrocio tra arte, musica e editoria indipendente.

L’editoria indipendente tra ricerca e sperimentazione artistica

Phonetics cambia il modo di vedere l’editoria d’arte, superando l’idea del semplice catalogo o volumetto legato a mostre. Come spiega Milaneschi, “questi editori rappresentano l’avanguardia della ricerca artistica, dove il libro diventa un mezzo per fissare esperienze performative e sperimentazioni difficili da cogliere altrimenti.”

L’editoria indipendente coinvolta spazia tra poesia, musica, arti visive e critica, dando voce a contenuti che spesso sfuggono ai canoni del mercato tradizionale. Questo lavoro costruisce una rete vitale di scambio di idee e progetti innovativi, aperta a un pubblico appassionato ma non esclusivo.

Nonostante l’internazionalità dell’evento, l’attenzione per le realtà locali resta alta: la collaborazione con produttori del territorio, dalla gastronomia alle bevande, mostra la volontà di integrare il festival nella vita culturale torinese. L’ingresso gratuito, poi, rende il festival accessibile a tutti, confermando il desiderio di creare uno spazio di incontro aperto e inclusivo.

Oltre Torino: Phonetics come rete culturale in movimento

Phonetics non vuole essere solo un appuntamento fisso e annuale. Le sue potenzialità si sono già viste in altri spazi, come il Castello di Rivoli, dove una selezione di pubblicazioni indipendenti ha trasformato il museo in un luogo di incontro per narrazioni editoriali nuove.

Gli organizzatori immaginano un futuro flessibile per Phonetics, capace di adattarsi a nuovi spazi e stimoli, portando avanti l’esperimento di scambio e sperimentazione durante tutto l’anno. La crescita del progetto, sottolinea Milaneschi, “dipenderà dall’impegno di artisti, editori e pubblico, che possono far diventare il festival un vero network culturale.”

L’esperienza torinese dimostra così come l’editoria d’arte indipendente possa essere un laboratorio creativo e un motore di innovazione, con il libro al centro di un percorso che unisce linguaggi diversi e sposta i confini della cultura e dell’arte contemporanea.

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