Ogni giorno a Milano, le cesate dei cantieri bloccano il passaggio, imponendo una barriera visiva tra la città e il suo incessante cantiere. Sono lì, ingombranti, a ricordarci il continuo cambiamento urbano. Ma nel quartiere Symbiosis, queste pareti temporanee si trasformano: non più solo ostacoli, ma tele d’arte che raccontano storie. A breve, su quelle che chiudono il cantiere di Vitae — un nuovo edificio per uffici tra via Condino e via Serio — prenderà vita un’installazione che parla di trasformazione, lavoro e natura effimera. È il segno di Covivio, il gruppo immobiliare che da tempo mette l’arte contemporanea al centro dei suoi progetti, fondendo spazi di lavoro e creatività pubblica in modo inedito.
Vitae non è solo un edificio in costruzione. È un progetto che aggiunge al quartiere Symbiosis circa 11.000 metri quadrati di uffici e servizi, più una nuova piazza pubblica di quasi 3.000 metri quadrati, pensata come il cuore verde e sociale dell’area. Qui si potranno fare passeggiate immersi nel verde, fermarsi nelle zone di sosta e incontrarsi, favorendo la socialità in città. Le terrazze coltivate a vite, che si sviluppano dall’ingresso fino all’ottavo piano, danno all’edificio un’identità viva e sostenibile: una sorta di passeggiata verde che collega i vari livelli, offrendo agli utenti un’esperienza quotidiana tra natura e architettura. Così il cantiere, con le sue cesate, diventa un palcoscenico aperto, un racconto in divenire dove l’arte dà nuova vita alle barriere di sicurezza.
L’arte negli immobili di Covivio non è mai un’aggiunta casuale. È parte di una strategia culturale ben definita. Il gruppo, presente in Italia, Francia e Germania, sostiene da anni artisti emergenti, dando loro spazi e visibilità concreti. Non si tratta di semplici decorazioni: le opere cambiano gli ambienti di lavoro, li rendono riconoscibili e stimolano riflessioni e partecipazione. Caterina Cagnazzo, responsabile comunicazione e impatto sociale di Covivio in Italia, spiega come l’arte possa creare connessioni umane, trasformando gli uffici in luoghi di relazione oltre che di lavoro. Dal 2021 il progetto “One building, one piece of art” — nato in Francia nel 2015 — è sbarcato in Italia, dando vita a installazioni site-specific in diversi immobili direzionali, come “Synapse” di Pietro Giromini a Milanofiori e “Altra Natura” di Pamela Diamante a Symbiosis.
Le opere di Covivio non si limitano agli interni degli edifici. L’attenzione si estende agli spazi pubblici, come Piazza Adriano Olivetti, centro sociale di Symbiosis. Qui, su 13.000 metri quadrati, si organizzano eventi culturali e progetti artistici pensati per favorire condivisione e riflessione. Dal 2022 la piazza ospita manifestazioni come IMAGINE, Festival delle Connessioni Umane, arrivato alla terza edizione nel 2025. Il festival prende spunto dalle idee del filosofo Byung Chul Han per promuovere dialoghi su speranza e relazioni umane. Covivio supporta molte iniziative che arricchiscono il quartiere non solo dal punto di vista estetico, ma anche sociale, trasformando gli spazi in veri luoghi di incontro e cultura.
Il sostegno all’arte emergente passa anche da collaborazioni con realtà no profit e fondazioni. Dal 2025 Covivio ha avviato un rapporto con la Fondazione Michele Cea ETS, nata per ricordare un giovane artista milanese e sostenere nuovi talenti contemporanei. Insieme hanno promosso un concorso che ha portato alla realizzazione di “Synapse” di Pietro Giromini, un’opera composta da oltre 500 sculture modulari, ospitata nel complesso Meridian a Rozzano. Questo tipo di collaborazione tra imprese immobiliari e mondo culturale dimostra quanto Covivio sia impegnata nel Terzo Settore, integrando nel processo artistico anche il valore delle organizzazioni che supportano la crescita degli artisti emergenti.
Il progetto per le cesate del cantiere di Vitae nasce dalla collaborazione con ReA! Arte, associazione culturale che promuove giovani artisti e nuove modalità di accesso all’arte contemporanea. Covivio e ReA! Arte condividono l’obiettivo di creare occasioni di ricerca e confronto, costruendo un percorso che unisce la trasformazione urbana alla creatività visiva. L’installazione che verrà realizzata dialogherà con lo spazio, incarnando la natura temporanea e dinamica del cantiere e le fasi di rigenerazione che lo caratterizzano. Così Covivio non sostiene solo singoli artisti, ma anche organizzazioni no profit, portando una dimensione sociale e culturale più ampia nel cuore della sua attività a Milano.
I musei non possono più essere solo custodi del passato, ha detto Luca Mercuri, il…
Sabato 7 novembre, Sky Arte accende i riflettori su un pezzo di storia italiana poco…
# Firenze sta per cambiare volto nel mondo dell’arte contemporanea. Il Museo Novecento ha fissato…
Più di 300 nuovi titoli stanno per invadere gli stand della Fiera Internazionale del Libro…
Cinquant’anni fa, un film cambiava per sempre il volto del cinema. Oggi, dieci artisti raccolgono…
Un paio di sneaker ai piedi, e cammini con un pezzo di storia. Al Museo…