Giacomo Fornari nuovo direttore del Politecnico delle Arti di Bergamo: la crescita passa dalla condivisione

Il Politecnico delle Arti di Bergamo è nato da poco, nel 2023, ma la sua eredità pesa già come una montagna. Dietro questa nuova realtà ci sono due istituzioni storiche: il Conservatorio Gaetano Donizetti e l’Accademia di Belle Arti Giacomo Carrara. Qui, musica e arti visive si intrecciano sotto lo stesso tetto, con un intento preciso: mescolare discipline, accendere l’innovazione, spalancare le porte della cultura ben oltre i confini italiani. Tra poche settimane, un cambio al vertice. Giacomo Fornari prenderà il timone, e quella che sembrava una semplice transizione potrebbe trasformarsi in una vera e propria svolta per il Politecnico.

Quando storia e innovazione si incontrano: il Politecnico delle Arti

Il Politecnico delle Arti è una novità assoluta nel panorama formativo italiano. È nato dalla fusione, avvenuta nel 2023, di due istituzioni con radici profonde: il Conservatorio Gaetano Donizetti, fondato nel 1806, e l’Accademia di Belle Arti Giacomo Carrara, che risale addirittura al 1794, anno in cui il conte Giacomo Carrara istituì la Scuola di pittura e la Pinacoteca. Da questa unione nasce un modello formativo unico, che punta sulla multidisciplinarità, la sperimentazione e la rete internazionale.

All’inizio, la fusione era motivata da ragioni di razionalizzazione delle risorse, ma ben presto ha preso una strada più ambiziosa, puntando a migliorare la qualità e la gestione. L’obiettivo è rendere l’offerta didattica più efficiente ed eccellente, ottimizzando spazi e strumenti. La collaborazione tra il Conservatorio, specializzato nella formazione musicale, e l’Accademia di Belle Arti, concentrata sulle arti visive, ha dato vita a un percorso che guarda all’eccellenza professionale. I risultati si vedono già, e il futuro riserva tappe importanti, come il trasferimento del Conservatorio nell’ex Convento dei Celestini previsto per il 2028.

La sfida della nuova direzione: Fornari scelto dopo un voto combattuto

Il cambio alla guida del Politecnico è ormai alle porte. Daniela Giordano, che ha guidato l’istituto nei suoi primi tre anni, resterà in carica fino al 31 ottobre 2026. Da quel momento sarà Giacomo Fornari a prendere il comando. La sua elezione è arrivata al termine di una votazione serrata, tenutasi il 28 e 29 settembre 2026. Dopo un primo turno senza una maggioranza chiara, al ballottaggio Fornari ha avuto la meglio con 27 voti contro i 20 del professor Umberto De Paola.

Il presidente del Politecnico, Giorgio Berta, ha definito entrambi i candidati “di altissimo livello”, sottolineando quanto questa scelta sia cruciale per il futuro dell’istituzione. Il nuovo direttore avrà il compito di portare avanti e rafforzare il lavoro fin qui svolto, mantenendo uno sguardo attento sia all’interno dell’istituto sia sul tessuto culturale bergamasco e oltre.

Chi è Giacomo Fornari: un curriculum di peso e un respiro internazionale

Giacomo Fornari, nato a Brescia nel 1963, ha un curriculum di tutto rispetto. Laureato in musicologia all’Università di Pavia, ha proseguito gli studi a Heidelberg collaborando con il noto L. Finscher. Ha conseguito con lode il dottorato a Tübingen, con una tesi sul declino della musica strumentale in Italia nella seconda metà del XVIII secolo, confermando la sua profonda conoscenza della storia musicale europea.

Nel corso della sua carriera ha insegnato in università in Italia, Germania, Giappone e Russia, portando una visione internazionale al suo lavoro. Tra il 1998 e il 2002 è stato responsabile scientifico dell’Associazione Mozart Italia di Rovereto, coordinando convegni importanti.

Dal 2000 dirige la collana musicologica “Profili” per l’editrice LIM di Lucca ed è autore di saggi e monografie su Wolfgang Amadeus Mozart. Ha guidato il Conservatorio C. Monteverdi di Bolzano per due mandati consecutivi. Nel 2023 ha fondato a Bressanone il Festival Mogarte Friends, di cui è ancora direttore artistico.

Dal 2024 siede nel consiglio direttivo del Festival pianistico internazionale di Brescia e Bergamo, e dal 2026 sarà direttore artistico dell’Orchestra Sinfonica ICO 131 di Potenza e Basilicata, confermando la sua presenza di primo piano nel panorama musicale italiano.

Il programma di Fornari: “Condividere per crescere” e puntare sulle sinergie

Il progetto che Giacomo Fornari ha presentato quando si è candidato si basa su un concetto chiave: “Condividere per crescere”. Vuole consolidare il dialogo e il confronto, non solo dentro il Politecnico, ma anche con il territorio e il mondo culturale che lo circonda.

L’obiettivo è trasformare il Politecnico in un punto di riferimento capace di incidere davvero sulla scena culturale. Si punta a costruire una politica del “benessere culturale” che si fondi sulla sinergia tra musica e arti visive. L’istituto vuole essere un partner autorevole per realtà artistiche locali e internazionali, sfruttando la sua capacità di lavorare in modo interdisciplinare e innovativo.

Fornari sottolinea come il patrimonio storico di Bergamo sia una risorsa preziosa. Il Politecnico può aiutare a migliorare la vita culturale della comunità, offrendo spazi e opportunità a docenti e studenti. Ampliando l’offerta con iniziative di ricerca e collaborazioni artistiche, l’istituto punta a diventare un motore di crescita per l’area orobica, rafforzando il suo ruolo strategico nel sistema culturale contemporaneo.

Questo cambio alla guida apre un nuovo capitolo, ricco di potenzialità, per un istituto giovane ma già con uno sguardo lungo.

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