Milano, le installazioni di Aki Sasamoto a Pirelli HangarBicocca: un’esperienza che cattura il pubblico in un gioco di tensione e attesa

Appena varcata la soglia dello Shed di Pirelli HangarBicocca, lo sguardo cade subito su molle d’acciaio sospese, gigantesche e sottili, come trattenute da un filo invisibile. Utensili da cucina, ami da pesca, ingranditi e sospesi nel vuoto: sembrano immobili, eppure carichi di una tensione quasi palpabile. Un silenzio denso, che anticipa il movimento, un’attesa che si fa presenza concreta. “XYZ”, la prima mostra personale europea di Aki Sasamoto, non è solo una mostra: è un invito a esplorare lo spazio in modo diverso, a percepire il vuoto come qualcosa di vivo. Tra materia e suono, l’installazione smonta l’idea tradizionale di opera d’arte, rivelando un mondo dove nulla è fermo come sembra.

XYZ: lo spazio in tre dimensioni e la ricerca di Sasamoto

Il titolo della mostra, “XYZ”, rimanda alle coordinate cartesiane, agli assi che definiscono il nostro spazio tridimensionale. Sasamoto, nata nel 1980 nella prefettura di Kanagawa, ha costruito il suo percorso artistico unendo matematica, danza e scultura. Dopo un primo interesse per la matematica, si è formata in danza alla Wesleyan University e in scultura alla Columbia University, sviluppando un linguaggio che mette in relazione corpo, oggetto e spazio. Il suo lavoro riflette l’eredità di artisti come John Cage, Meredith Monk e Alvin Lucier, che hanno esplorato suono e tempo come elementi fondamentali.

In “XYZ”, Sasamoto indaga da vent’anni la posizione del corpo nel mondo e quanto davvero possiamo controllare dove ci troviamo nello spazio e nel tempo. La mostra traduce questa ricerca in installazioni che trasformano movimento e immobilità in un’esperienza sensoriale: il tempo diventa palpabile, il corpo si sente in relazione con ciò che lo circonda. Ogni opera è una rete di tensioni sottili che coinvolge chi guarda, invitandolo a riflettere sul presente e sul senso del proprio muoversi nello spazio.

Sounding Lines: quando le molle si fanno voce

“Sounding Lines” è il cuore pulsante di questa mostra. Qui, molle d’acciaio e utensili sospesi sembrano comporre un linguaggio tutto da decifrare, un segno puro senza un significato immediato. L’esperienza prende vita quando un timer attiva un meccanismo che fa vibrare le molle, diffondendo un suono profondo che attraversa tutta l’installazione. Quel suono diventa il motore del senso, trasformando oggetti fermi in un messaggio che pulsa di ritmo e presenza.

Le vibrazioni seguono l’oscillazione delle molle e raccontano anche l’instabilità delle relazioni umane, mettendo in luce il gioco continuo tra movimento e pausa. Il pubblico si trova immerso in questo flusso impercettibile, che annuncia e accompagna qualcosa di invisibile ma tangibile. Sasamoto usa il concetto di “sounding line” come metafora: oltre a essere uno strumento per esplorare i fondali marini, è ciò che risuona, e questa risonanza diventa un ponte tra ascolto e vista.

Le trappole della quotidianità: immagini della nostra routine

La capacità di Sasamoto di tradurre idee astratte in immagini concrete emerge anche nelle installazioni “Catch or be caught” e “Delicate Cycle” . “Catch or be caught” si presenta con strutture metalliche che si aprono e si chiudono lentamente, come trappole sospese sopra un tappeto che ricorda il pavimento di casa o dell’ufficio. L’antropologo Alfred Gell definisce la trappola come un ritratto della preda, che riflette i suoi movimenti e abitudini. Qui la preda siamo noi, con i nostri schemi e percorsi abituali.

“Delicate Cycle” parla invece delle abitudini quotidiane, utilizzando lavatrici e asciugatrici industriali insieme a una grande sfera di lenzuola e a un carrello per il bucato. Il gesto semplice del lavare diventa una cadenza che, pur sembrando una scelta libera, si rivela un rituale imposto dal tempo e da fattori esterni. Sasamoto mette in luce il contrasto tra la libertà apparente e la costrizione nascosta nelle nostre routine.

Il titolo della mostra richiama anche l’espressione informale “eXamine Your Zipper”, un modo per dire che lo sguardo degli altri può coglierci impreparati e metterci in difficoltà. Così Sasamoto evidenzia come la sorveglianza sociale diventi un controllo che interiorizziamo, trasformando l’occhio esterno in una forma di autocritica continua.

La performance: spettatori che diventano protagonisti

Nel corso della mostra, Sasamoto ha proposto una performance che rafforza il legame tra opera e pubblico. Muovendosi tra le installazioni, l’artista guida il gruppo in un movimento sincronizzato, che ricorda lo spostamento di un banco di pesci in corrente. Questo movimento condiviso crea un’esperienza di vicinanza fisica e di tensione emotiva. Le persone si muovono insieme, si avvicinano e si allontanano, costruendo una comunità temporanea fatta di attenzione reciproca.

La performance trasforma il visitatore da semplice spettatore a parte attiva di un sistema dinamico, dove spazio, tempo e movimento si intrecciano. L’azione si scioglie solo con l’applauso finale, quando il gruppo si disperde e ognuno torna al proprio posto, portando con sé la sensazione di essere stato “catturato” e allo stesso tempo protetto da quell’esperienza collettiva.

“XYZ” si conferma così un momento chiave nel percorso di Aki Sasamoto, capace di coinvolgere Milano con un lavoro che non si limita a mostrare oggetti, ma invita a riflettere profondamente sul rapporto tra spazio, corpo e tempo nelle nostre vite di ogni giorno. La mostra è aperta fino al 17 gennaio 2027 a Pirelli HangarBicocca, in via Chiese 2.

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