Nel cuore di Borgo San Paolo, un parcheggio ha smesso di essere solo un posto per le auto. Il Parcheggio Lancia si è trasformato in una fucina di creatività: accoglie la quindicesima edizione di The Others Art Fair. Cinquantatré artisti da Italia, Europa e Sud America hanno invaso gli spazi con opere che sfidano ogni consuetudine. Fino al 1° novembre, tra colori e forme, Torino si conferma ancora una volta capitale dell’arte indipendente, offrendo una pausa preziosa in una città che non si ferma mai.
“Sosta temporanea”: fermarsi per vedere davvero l’arte
Il tema dell’edizione 2026 è chiaro e forte: “Sosta Temporanea. Forme di permanenza in uno spazio di passaggio”. Un invito a rallentare, a prendersi un momento per guardare con attenzione, lontano dal bombardamento continuo di immagini e informazioni. Lorenzo Bruni, il direttore artistico, sottolinea come la fiera voglia spingere a fermarsi davvero, a non attraversare distratti quei luoghi e quelle immagini che ci circondano ogni giorno.
Il Parcheggio Lancia è la cornice perfetta per questa idea: nato per ospitare un breve stop delle auto, si trasforma ora in un palcoscenico per un incontro consapevole con l’arte. Le opere non sono solo appese o posate sui muri, ma creano nuovi modi di vivere lo spazio e il tempo, stimolando un dialogo tra esperienze personali e cambiamenti sociali. In questo contrasto tra l’era dell’immediatezza e la necessità di attese pazienti, prende vita una tensione che si esprime in performance, installazioni, videoarte e pittura.
Quindici anni di The Others: dall’industria all’arte
The Others nasce quindici anni fa grazie all’intuizione di Roberto Casiraghi e Paola Rampini. Casiraghi racconta una storia fatta di voglia di unire a Torino voci di un’arte “radicale e sotterranea”, aperta ai giovani e alle sperimentazioni più audaci. In un luogo simbolo dell’industria torinese degli anni ’60 e ’70, dedicato alle automobili, la fiera fa spazio all’arte togliendo le macchine.
Il messaggio è forte e chiaro: la città può costruire il proprio futuro puntando sulla cultura, non solo sull’industria tradizionale. Non si tratta solo di affari, ma di creare occasioni di scambio attraverso talk, performance e iniziative che coinvolgono soprattutto i giovani. The Others vuole così promuovere una crescita inclusiva, dove l’arte diventa strumento di dialogo e coesione sociale.
Un viaggio tra lingue artistiche diverse e nuove prospettive
Il percorso espositivo mescola linguaggi e riferimenti, rompendo la vecchia divisione tra figurazione e astrazione. Da Milano arriva Colombo’s Gallery, che mette in scena un dialogo tra collage tessili e pittura con artisti come Bertrand Loubé, Max Rohr e Iryna Maksymova. Dalla Spagna, G Gallery propone lavori che parlano di tempo sospeso, mentre LO MAGNO Arte Contemporanea da Modica presenta una scultura monumentale ispirata ai tarocchi.
Una novità importante è la presenza di Black Effect Gallery, giovane galleria torinese fondata da una coppia italo-afroamericana. Qui si vedono artisti internazionali provenienti dall’Africa e dalla diaspora africana, come Bless Hirwa dal Ruanda e Oluwatobiloba Fasalejo dalla Nigeria. Le loro opere esplorano il rapporto tra identità, spazio e architettura, aprendo nuovi orizzonti sul contemporaneo.
Il dialogo tra diverse geografie e linguaggi sottolinea la natura internazionale e indipendente della fiera. Dall’arte tradizionale alla videoarte, dalle installazioni ai progetti speciali, tutti raccontano storie diverse e mostrano modi alternativi di abitare il mondo.