Molti pittori hanno affrontato il tema dell’emigrazione. La pittura italiana dell’Ottocento, attraverso la corrente del Verismo, ha dedicato molto spazio a questo tema delicato
Diversi artisti, nel corso degli anni, si sono fatti ispirare dal tema del viaggio per le loro canzoni e le loro opere, ma quel viaggio fatto con la speranza di poter trovare condizioni migliori in un posto lontano da casa. L’emigrazione è stata cantata e dipinta spesso, ispirando artisti di varie epoche, come il cantante Luigi Tenco con la sua “Ciao amore, ciao”, ma anche tanti pittori e fotografi famosi. Anche nella letteratura l’emigrazione è sempre stato un tema ricorrente. Opere come “L’ultimo esodo” di Leonardo Sciascia e “L’America” di Franz Kafka affrontano tematiche legate all’esperienza degli emigranti.
Molti pittori hanno affrontato il tema dell’emigrazione rappresentando nelle loro opere l’identità, l’appartenenza o l’alienazione. La pittura italiana dell’Ottocento, ad esempio, attraverso la corrente del Verismo, ha dedicato molto spazio a questi temi sensibili. Ecco altri esempi di pittori che hanno rappresentato il tema dell’emigrazione.
Anche nella musica è stato spesso affrontato il tema dell’emigrazione. Ad esempio, il genere musicale del blues è stato influenzato dalle esperienze degli afroamericani emigrati dal Sud degli Stati Uniti verso il Nord. Anche il folk e il country americano trattano spesso gli stessi temi. Nel 1967, il cantautore Luigi Tenco partecipò al Festival di Sanremo con un brano che di critica e di denuncia, affrontando il tema dell’emigrazione. Con “Ciao amore, ciao” si allontanò tanto dallo stile presentato fino ad allora al Festival. La canzone, infatti, non piacque alla giuria e l’artista non riuscì ad accedere alla finale. Luigi Tenco fu trovato morto nella sua camera di albergo a Sanremo prima che il Festival fosse concluso e fu la collega Dalida a trovarlo privo di vita.
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