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Masterclass a Modena: giovani artisti under 35 esplorano il dialogo tra suono e arti visive

Quando la musica incontra le arti visive, nascono mondi nuovi. A Modena, sabato 28 marzo, questa promessa prende forma con una masterclass rivolta soprattutto ai giovani under 35. Un’occasione rara, dove suoni e immagini si intrecciano, spingendo oltre i confini della creatività tradizionale. La mattina, invece, la porta è aperta a tutti, senza distinzioni d’età. L’ingresso è gratuito, ma la prenotazione è d’obbligo: segno che l’interesse per la sperimentazione artistica non smette di crescere.

“Interferenze tra suoni e visioni”: formazione e networking a Modena

L’evento “Interferenze tra suoni e visioni” si sviluppa in due momenti distinti. Al mattino, dalle 10 alle 12.30, nell’auditorium della Fondazione Collegio San Carlo si terrà un Open Talk aperto a tutti. Qui esperti come Christian Fogarolli, Luca Roccatagliati e Riccardo Castagnetti parleranno di come musica e arti visive si influenzano e si intrecciano. Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 17.30, si passa alla parte più pratica: una masterclass alla Fondazione Ago Modena Fabbriche Culturali riservata a venti giovani under 35. L’obiettivo è creare un confronto diretto tra artisti di diversi ambiti, stimolando collaborazioni e scambi creativi. La giornata si chiude con un aperitivo, un momento informale per fare rete tra artisti e operatori culturali.

Durante le sessioni si alterneranno testimonianze, dibattiti e showcase dedicati al valore degli archivi musicali e al loro uso nei progetti multimediali di oggi. L’idea è offrire strumenti concreti per affrontare la composizione elettronica e la progettazione audiovisiva, anche in vista del concorso promosso dal progetto Elettrobiblioteca. La partecipazione è libera ma solo su prenotazione, sia per la mattina aperta a tutti sia per il pomeriggio dedicato ai giovani.

Elettrobiblioteca: quando la musica antica si reinventa con l’arte contemporanea

Dietro la masterclass c’è il progetto Elettrobiblioteca, che mette in collegamento il patrimonio musicale storico con le tecnologie digitali e le arti performative di oggi. Al centro dell’iniziativa c’è la trasformazione di musiche antiche in opere multimediali originali, create da giovani artisti visivi e musicisti elettronici che lavorano insieme.

Sostenuto dall’Archivio Storico Diocesano di Modena-Nonantola, Elettrobiblioteca seleziona materiali d’archivio per ridare vita a composizioni storiche, portandole in spazi espositivi e scenici contemporanei. Il progetto va oltre il semplice studio degli archivi, sperimentando interazioni tra suono, immagine e performance dal vivo.

Il concorso per under 35: musica e immagini dal passato al futuro

La masterclass è anche un trampolino di lancio per il concorso lanciato da Elettrobiblioteca. La sfida è rivolta a coppie di giovani artisti — un musicista e un visual artist, entrambi sotto i 35 anni — chiamati a creare un progetto audiovisivo originale a partire dal materiale d’archivio fornito. I lavori selezionati saranno esposti pubblicamente nel 2026.

I vincitori riceveranno un premio di 4mila euro e saranno seguiti da tutor di rilievo come Christian Fogarolli, Luca Roccatagliati e Riccardo Castagnetti. Questo affiancamento garantisce un percorso professionale di alto livello e un dialogo continuo con il materiale storico.

Le iscrizioni sono aperte fino al 24 aprile 2024. Un’opportunità concreta per giovani talenti di confrontarsi con il patrimonio culturale e rinnovarlo attraverso i linguaggi più freschi della musica elettronica e dell’arte visiva.

Un ponte tra tradizione e innovazione per i giovani creativi

La masterclass di Modena si inserisce in un contesto che punta a valorizzare la creatività giovanile capace di dialogare tra passato e futuro. Favorire l’incontro tra artisti sonori e visivi significa abbattere i confini tra discipline diverse, dando spazio a nuove forme di espressione e a modi diversi di vivere la cultura.

L’evento vuole essere non solo un momento di formazione, ma anche di confronto e scambio, dove nascono idee e collaborazioni che possono dare vita a nuovi progetti professionali. Lavorare direttamente con materiali d’archivio, spesso poco esplorati in modo così dinamico, apre la strada a un’arte originale, che guarda alla storia senza rinunciare a sperimentare.

Redazione

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