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Torino inaugura ME-Scripta: il nuovo centro di ricerca sullo studio della scrittura egizia al Museo Egizio

Tre milioni di euro investiti, un progetto ambizioso che prende forma a Torino: il Museo Egizio ha aperto ME-Scripta, un nuovo centro dedicato alla scrittura antica. Qui, esperti, curatori e tecnici lavoreranno insieme per studiare, restaurare e digitalizzare testi che raccontano oltre tremila anni di storia egizia. Non più interventi sporadici, ma un impegno strutturato e continuo, pensato per dare nuova vita a una delle collezioni manoscritte più importanti al mondo. Un patrimonio che finalmente torna a raccontare, con precisione e cura, le radici scritte dell’Antico Egitto, per studiosi e appassionati.

La collezione papirologica unica del Museo Egizio di Torino

Fondato nel 1824 per volontà di Carlo Felice di Savoia, il Museo Egizio di Torino custodisce circa 1.000 papiri, interi o ricomposti, e oltre 30.000 frammenti. Un patrimonio che copre più di 3.000 anni di storia scritta, attraverso sette diversi sistemi di scrittura e otto lingue. Questi documenti sono una fonte preziosa non solo per studiare l’antica civiltà egizia, ma anche le sue fasi successive, come quella copta.

I papiri raccontano la vita quotidiana, le attività economiche e amministrative, la religione degli Egizi. Molti sono ancora da decifrare e da mettere in relazione con altri reperti. ME-Scripta nasce proprio per sistematizzare questo lavoro, creando un punto di riferimento scientifico e operativo capace di affrontare con strumenti moderni il restauro e la conservazione di questi materiali delicati.

I nuovi progetti tra papiri, ostraca e legature copte

Il lavoro di ME-Scripta si sviluppa su tre fronti principali. Il primo riguarda lo studio approfondito dei papiri, con particolare attenzione ai testi fiscali, letterari e documenti amministrativi del periodo tolemaico, soprattutto quelli provenienti da Assiut. Tra questi ci sono circa 25 manoscritti in demotico ritrovati a Gebelein che raccontano la vita religiosa e l’organizzazione dei templi di quell’epoca.

Parallelamente si sta portando avanti ECHiMaP, un progetto innovativo per mettere a punto tecniche di restauro non invasive e rimuovere adesivi applicati in passato che hanno danneggiato i papiri. Grazie a tecnologie multispettrali, si punta a recuperare dettagli altrimenti invisibili, usando metodi all’avanguardia.

Il secondo filone riguarda gli ostraca, piccoli frammenti di calcare e ceramica usati per appunti o bozze. Spesso trascurati, questi reperti offrono uno sguardo diretto sulla vita quotidiana e sulle pratiche di scrittura in ambito amministrativo e artistico.

Il terzo progetto, RE-BIND, si concentra sul restauro e l’analisi delle legature copte del VII e VIII secolo, veri e propri manufatti realizzati con strati di materiali diversi come cuoio, papiro e cartonnage. Questi oggetti sono una fonte preziosa per capire le tecniche di rilegatura e conservazione dei testi nel Medioevo egizio.

Una piattaforma digitale per mettere la scrittura egizia a portata di tutti

Tra gli obiettivi a lungo termine di ME-Scripta c’è la creazione, entro il 2034, di una piattaforma digitale accessibile online. Qui sarà possibile consultare immagini ad alta definizione dei documenti, trascrizioni digitali e collegamenti a banche dati internazionali. Un archivio completo e sistematico, il primo al mondo, dedicato alla scrittura egizia in tutte le sue forme storiche.

Questa piattaforma sarà uno strumento fondamentale per ricercatori, studenti e appassionati, facilitando l’accesso e la condivisione delle informazioni. Il polo intende anche coinvolgere scuole e università, organizzando laboratori, workshop e giornate di studio per mantenere viva l’attenzione su questi temi.

Il progetto ME-Scripta sosterrà inoltre l’impiego di figure specializzate come ricercatori postdoc, restauratori e tecnici informatici. Nel corso di nove anni, più di 150 professionisti potranno partecipare a percorsi di formazione avanzata, acquisendo competenze nell’imaging multispettrale, nel restauro e nella digitalizzazione specialistica. Così il Museo Egizio di Torino rafforza la sua posizione di riferimento mondiale nella ricerca e conservazione dell’Antico Egitto.

Redazione

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