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Villa Manzoni a Lecco riapre al pubblico: torna visitabile la storica casa di Alessandro Manzoni

Dopo due anni di silenzio e cantieri, Villa Manzoni a Lecco riapre le sue porte. Non è solo una casa: è un pezzo vivo della storia di Alessandro Manzoni, il luogo dove la sua famiglia ha lasciato un’impronta profonda. Milano ha la sua casa in via Morone, ma è qui, sulle rive del lago, che si sente davvero il respiro di quel tempo e di quelle pagine. Ora, con un allestimento rinnovato, la villa si prepara ad accogliere chi vuole scoprire, studiare o semplicemente immergersi in un patrimonio unico.

Villa Manzoni e la famiglia: una storia lunga quasi quattro secoli

Il legame tra i Manzoni e Lecco parte da lontano, precisamente dal 1621, quando Giacomo Maria, quadrisavolo dello scrittore, si stabilì dalla Valsassina. Per quasi duecento anni la villa è stata il cuore pulsante della famiglia. Don Pietro, padre di Alessandro, nacque proprio in questa casa nel 1736 e vi trascorse parte della vita. Anche Alessandro Manzoni soggiornò spesso qui, specialmente al secondo piano. La vista dal lago alle montagne del Resegone ha un peso: è facile immaginare come quel paesaggio abbia influenzato l’immaginazione che ha dato vita a uno degli inizi più celebri della letteratura italiana, “I Promessi Sposi”.

Nel 1818 Manzoni vendette la villa a Giuseppe Scola, un imprenditore nel settore delle sete, che ne fece la sua residenza principale. Nel 1885 Scola fece mettere una targa per celebrare il centenario della nascita dello scrittore. Da allora la villa ha cambiato proprietari, fino a diventare bene dello Stato. Nel 1940, con un decreto di re Vittorio Emanuele III, è stata riconosciuta come monumento nazionale. Oggi ospita il Museo Manzoniano, che guida i visitatori tra la vita e le opere di Manzoni attraverso una raccolta di architetture, dipinti, stampe, documenti e installazioni multimediali.

Due anni di lavori per rendere la villa più accessibile e accogliente

Durante la chiusura di due anni, la villa ha subito importanti interventi: si è lavorato sul consolidamento della struttura e sulla riqualificazione degli spazi, con un occhio di riguardo a chi ha difficoltà motorie. L’idea è stata quella di trasformare Villa Manzoni da semplice museo a un luogo vivo, dove incontrarsi e imparare. Il sindaco di Lecco, Mauro Gattinoni, ha sottolineato l’impegno enorme, sia economico che umano, dietro questo progetto: oltre 4,3 milioni di euro investiti, tra fondi del PNRR e risorse del Comune.

Non si è trattato solo di conservare il neoclassico, ma anche di rinnovare i contenuti espositivi. Il percorso dentro la villa racconta la storia della famiglia Manzoni e il contesto in cui Alessandro ha scritto la sua opera più famosa. Sono state integrate nuove tecnologie e strumenti multimediali per rendere la visita più coinvolgente e istruttiva, adatta a ogni età. L’obiettivo è rafforzare il ruolo della villa come punto di riferimento culturale per Lecco e tutta la Lombardia.

Riapertura con eventi e il sogno di un Polo Manzoniano Nazionale

Le visite ripartiranno il 3 aprile 2024, accompagnate da un fitto calendario di eventi pensati per tutte le età, dai bambini agli adulti. Fino al 2 maggio, l’ingresso sarà gratuito per i residenti e le realtà locali, per stimolare la partecipazione della comunità. Il progetto coinvolge anche i quartieri della città, chiamati “rioni manzoniani”, che diventano parte attiva di questo racconto collettivo intorno alla figura dello scrittore.

Parallelamente, Lecco è protagonista del progetto Lu.C.I.A. , sostenuto da Fondazione Cariplo. L’idea è di far emergere una nuova identità culturale attorno a Manzoni, trasformando la città in un polo attrattivo di livello nazionale. Il sindaco Gattinoni parla di un centro non solo per turisti, ma per studenti, ricercatori e appassionati da tutta Italia, dedicato allo studio e alla promozione culturale.

Tutto questo rientra in una strategia più ampia per valorizzare il patrimonio manzoniano, mettendo in dialogo passato e presente attraverso linguaggi moderni. Villa Manzoni a Lecco si prepara così a diventare non solo un museo, ma un luogo vivo, dove la cultura si fa partecipazione e crescita per la comunità nel 2024.

Redazione

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