Sessant’anni di arte, raccontati attraverso 170 opere disposte su tre piani: dipinti, incisioni, sculture. Al Museo Novecento di Firenze, “Avanti!” non è una semplice retrospettiva, ma un viaggio nel mondo di Georg Baselitz, uno dei nomi cardine della pittura contemporanea. Nato nel 1938 in Sassonia, Baselitz ha seguito passo passo la nascita di questa mostra, dimostrando un legame profondo con la Toscana, regione che frequenta fin dagli anni Sessanta. Qui non si tratta solo di esporre quadri, ma di celebrare un rapporto unico tra un artista e l’Italia, un dialogo che ha attraversato decenni e culture diverse.
Toscana e Firenze: un legame che segna la carriera di Baselitz
Il rapporto tra Baselitz e la Toscana nasce nel 1965, quando l’artista soggiorna a Villa Romana grazie a una borsa di studio prestigiosa. Da quel momento la regione diventa per lui un punto di riferimento fondamentale. Tra il 1976 e il 1981 Baselitz ha addirittura uno studio a Firenze, poi ad Arezzo, e in quegli anni la Toscana influisce profondamente sulla sua sensibilità artistica. Non è un caso che la scelta di Firenze per “Avanti!” abbia un valore simbolico: qui si chiude un ciclo, un ritorno dopo decenni. Il Museo Novecento, sotto la guida di Sergio Risaliti e in collaborazione con Daniel Blau, figlio e artista a sua volta, ha costruito un percorso che segue cronologia e temi, mostrando come Baselitz abbia intrecciato pittura, grafica e scultura, dialogando con la tradizione fiorentina.
Grafica e scultura: pilastri della ricerca di Baselitz
Baselitz non si è mai limitato alla pittura, anche se questa rimane il cuore del suo lavoro. Grafica e scultura hanno un ruolo altrettanto importante. Nato durante la Seconda guerra mondiale e cresciuto in un contesto di ricostruzione, Baselitz ha sviluppato un approccio anticonformista, spesso provocatorio. Il capovolgimento delle figure, introdotto nel 1969, è uno degli elementi più noti della sua ricerca. Nella grafica ha trovato un linguaggio più diretto, capace di giocare con materia, segno e immagine in modo intenso e spesso spiazzante. La mostra mette a confronto incisioni e dipinti, dimostrando come Baselitz consideri la grafica non un semplice esercizio, ma un ambito espressivo a pieno titolo. Sul fronte scultoreo, dagli anni Settanta in poi, Baselitz ha sperimentato forme e materiali nuovi. Alla Biennale di Venezia del 1980 è stato riconosciuto come “pittore scultore”, capace di portare nelle sue sculture una fisicità e un peso che sfidano le aspettative tradizionali. È qui che si vede il profilo di un artista in continua evoluzione, che attraversa tecniche e generi senza mai perdere la propria identità.
Baselitz parla di arte, passato e futuro
In un’intervista rilasciata per la mostra, Baselitz è stato chiaro e schietto. L’artista ha ribadito che per lui è fondamentale guardare al passato, piuttosto che inseguire a tutti i costi il futuro. In tempi segnati da conflitti e incertezze, è nel passato che si trovano le immagini e le idee che possono guidare il presente e il domani dell’arte. Sull’istruzione, Baselitz sottolinea l’importanza di una solida formazione: senza di essa il talento rischia di rimanere sterile. La sua visione si distanzia dalle mode del momento, dai condizionamenti dei media e della politica, puntando invece sulla soggettività e la coerenza personale. Riguardo alle sue prime provocazioni e alla fase ribelle, oggi l’artista si concentra soprattutto sulla pittura come espressione di identità e valore. Nel dialogo emergono anche le sue critiche all’arte contemporanea, il suo rapporto con la tradizione e l’attenzione verso artisti meno conosciuti.
Villa Romana e Venezia: due tappe per celebrare Baselitz
In parallelo alla mostra fiorentina, Villa Romana ha festeggiato i suoi 120 anni con una piccola esposizione di tre opere di Baselitz — due dipinti e un acquerello — offrendo un’introduzione emozionante alla retrospettiva. Questo evento sottolinea il ruolo di Villa Romana non solo come spazio espositivo, ma come luogo di narrazione, capace di intrecciare la storia dell’artista con il pubblico. Il prossimo appuntamento è già fissato: il 6 maggio 2026 alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia si inaugura un’altra mostra su Baselitz, un nuovo capitolo della sua lunga epopea artistica, quasi un testamento visivo. Firenze e Venezia insieme confermano la centralità di Baselitz nell’arte contemporanea e la sua capacità di dialogare con pubblici e luoghi diversi, senza mai perdere la sua forza espressiva e innovativa.





