Nel cuore delle Terrazze, a Siena, c’è un piccolo spazio che un tempo vendeva giornali. Oggi, quell’ex edicola ha cambiato completamente volto. Da quando l’associazione Giallo Menta l’ha preso in gestione nel 2023, è diventata una galleria a cielo aperto, con la sua settima opera d’arte contemporanea. Luigi Presicce ha trasformato quelle pareti, un tempo custodi di notizie quotidiane, in un viaggio negli anni Settanta. Non si parla più di carta stampata, ma di atmosfere dense di miti e simboli della cultura pop italiana, capaci di catturare lo sguardo e trasportarlo in un tempo sospeso, tra nascita, attesa e memoria.
L’ex-Edicola di Siena è un esempio concreto di rigenerazione urbana e culturale. Giallo Menta aps ha scelto questo spazio in via Quinto Settano 27A per trasformarlo in un luogo di sperimentazione artistica, accogliendo opere temporanee. Qui, Presicce ha pensato un’installazione nata proprio per dialogare con la storia del luogo, un tempo punto di riferimento per la stampa. “La Mamma”, questo il titolo dell’opera, è stata esposta dal 9 maggio al 20 giugno 2026, raccontando attraverso immagini e simboli un’atmosfera intima e avvolgente.
L’artista ha trasformato questo piccolo interno in un mondo sommerso, quasi un acquario, popolato dalle “scimmie di mare”, creature nate dalla leggenda popolare italiana. Il pubblico si trova così davanti a uno spazio che gioca con la realtà e la fantasia, dove lo sguardo si perde tra attesa e mistero.
Negli anni Settanta, in Italia, le “scimmie di mare” erano un fenomeno cult. Si vendevano in bustine a circa 12mila lire: una polverina da mettere in acqua che, con un po’ di fantasia, sembrava animare piccoli esserini acquatici. Queste creature erano immaginate come figure quasi umane, simili a sirene, affascinanti e un po’ misteriose, che aprivano uno spiraglio su un certo tipo di curiosità visiva.
Il rapporto tra chi osservava il piccolo acquario domestico e quelle forme artificiali è visto come un primo passo verso quella voglia di guardare che oggi domina molte dinamiche sociali. Con “La Mamma”, Presicce riporta queste figure alla memoria collettiva, inserendole però in un contesto più ampio, dove nascita e attesa si intrecciano con la storia del luogo, ormai abbandonato ma ancora carico di ricordi. L’installazione fa parte di close-UP #2, un progetto che punta a far avvicinare i giovani all’arte contemporanea con eventi d’impatto visivo e narrativo.
L’opera è un intreccio di riferimenti culturali e iconografici, con radici nel folklore e nelle tradizioni del Sud Italia, in particolare della Puglia, terra natale di Presicce. Al centro dell’installazione c’è una scultura che ricorda una “casa-castello”, un mix tra una cattedrale imponente e i trulli tipici pugliesi. Questa struttura fa da cornice a una figura materna, fulcro dell’opera.
La madre è immobile, nuda, immersa in un tempo sospeso, indifferente allo sguardo umano. Il suo gesto, quello di sventolarsi con una foglia come cercando un vento inesistente in un ambiente subacqueo, sottolinea il contrasto tra realtà e immaginazione. Questa figura diventa simbolo di protezione e permanenza, mentre chi osserva si lascia coinvolgere in un’atmosfera di cura e introspezione.
Dal 9 maggio al 20 giugno 2026, l’ex-Edicola ha aperto le sue porte a visitatori e appassionati, trasformandosi in una galleria a cielo aperto. La mostra di Presicce ha acceso un dialogo tra generazioni e storie diverse, riscoprendo la poesia nascosta nella vita di tutti i giorni.
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