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Pae White e Vhernier: l’arte dei preziosi anelli ispirati ai granchi alla Biennale di Venezia

Durante la Biennale di Venezia, il mare ha preso forma in anelli unici, frutto dell’incontro tra Pae White e Vhernier. Non si tratta di semplici gioielli, ma di vere sculture da indossare, nate dall’osservazione attenta delle onde, della luce e delle forme che solo il mare sa regalare. Pae White, artista americana, ha collaborato con la storica gioielleria milanese per trasformare l’artigianato di alta gamma in un linguaggio contemporaneo, capace di raccontare storie e emozioni. Qui, arte e maestria si fondono senza compromessi.

Pae White e Vhernier: arte e artigianato si incontrano sul filo della natura

La collaborazione tra Pae White, nata a Pasadena nel 1963, e Vhernier, marchio milanese con una lunga storia nell’alta gioielleria contemporanea dal 1984, ha dato vita a gioielli che raccontano il ritmo e le forme del mondo naturale. White, artista eclettica, da sempre cattura momenti fugaci come la luce della luna o il canto degli uccelli, trasformandoli in installazioni e oggetti d’arte. Con il passaggio al gioiello, riesce a condensare queste suggestioni in pezzi piccoli ma intensi, capaci di narrare storie attraverso la materia. A Venezia, nella cornice di Palazzo Soranzo Van Axel, è stata svelata per la prima volta questa collezione, che incarna perfettamente il tema della coralità e della maestria artigiana della 61ª Biennale.

Il mare come musa: anelli che riprendono granchi e conchiglie

L’ispirazione per questi anelli nasce dall’osservazione del litorale californiano, dove Pae White ha studiato la struttura degli esoscheletri dei granchi. Questi crostacei hanno acceso la sua creatività e non a caso, nel negozio Vhernier di Milano, una maniglia in bronzo a forma di granchio stilizzato è già un segno distintivo. Durante una visita alla galleria Kaufmannrepetto, con cui collabora in Italia, l’artista ha deciso di trasformare questo simbolo naturale in gioielli di alta gamma. L’attenzione per il mondo marino non è casuale: le superfici complesse di conchiglie e artropodi offrono un gioco di texture, luci e volumi perfetto per creare pezzi unici. La sfida è stata tradurre queste forme in oro, pietre preziose e cristalli senza perdere l’essenza del loro richiamo naturale.

Alta artigianalità e innovazione: il lavoro dei maestri di Vhernier

Dietro ogni gioiello c’è un lavoro di grande manualità e ingegno, frutto dell’incontro tra la visione artistica di White e la precisione degli artigiani di Vhernier. Una tecnica chiave è quella delle Trasparenze, che utilizza il cristallo di rocca posato su materiali preziosi per creare effetti ottici di ingrandimento e di luce sospesa. Il cristallo diventa una lente naturale, che amplifica la bellezza delle gemme sottostanti e dà l’idea di acqua in movimento catturata nella materia. White ha espresso grande ammirazione per i laboratori di Valenza, definendoli veri scrigni di competenze nascoste. Questo scambio tecnico ha permesso di unire sensibilità artistica e alta gioielleria in un’unica forma raffinata.

Dieci anelli in edizione limitata: un dialogo tra pietre e natura

La collezione si compone di dieci anelli, ognuno realizzato in due esemplari, con dettagli che rimandano al mondo marino. Le pietre scelte – madreperla abalone, giada, zaffiri, diamanti e cristallo di rocca – richiamano l’ambiente naturale dei granchi. La madreperla abalone, in particolare, è un elemento che i crostacei utilizzano anche come nutrimento. Le pietre sono montate su oro bianco, con una struttura che segue le curve naturali delle gemme. Ogni pezzo è lavorato a mano, con saldature, rifiniture e controlli accurati per garantire stabilità e proporzioni perfette. Il risultato è un viaggio tra architettura, scultura e design, dove il gioiello diventa arte da indossare e guardare.

Pae White debutta nell’alta gioielleria con un progetto nato a Venezia

Questa collezione segna il debutto ufficiale di Pae White nell’alta gioielleria, un mondo finora inesplorato nella sua carriera. Già nel 2017 l’artista aveva dialogato con Venezia grazie a un’installazione in vetro riflettente sull’Isola di San Giorgio Maggiore, ma oggi porta il suo interesse per la natura e i dettagli in gioielli da indossare e collezionare. L’intento è quello di coniugare scultura, artigianato e natura, offrendo una nuova visione del valore del gioiello contemporaneo. Presentare questa collezione durante la Biennale, a Palazzo Soranzo Van Axel, è stata una scelta che sottolinea il desiderio di unire arte viva e lavoro artigianale, dando vita a un racconto del mare che prende forma in anelli unici.

Redazione

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