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Il Castello Svevo di Trani si trasforma: nuovo allestimento multimediale con animali fantastici e immersione nel mare

Di fronte al mare Adriatico, il Castello Svevo di Trani si staglia imponente, testimone silenzioso di secoli di storia. Nato nel Duecento per volere di Federico II di Svevia, questo gigante di pietra ha visto passare epoche e uomini, restando sempre al centro della vita cittadina. Ora, nel 2024, il castello si trasforma: non solo mura antiche, ma un viaggio nel tempo che unisce il fascino del bestiario medievale a suggestioni nate dal mare, grazie a installazioni multimediali che parlano a grandi e piccini. Un modo nuovo di vivere un luogo che non smette mai di raccontare.

Castello Svevo: storia e pietra a guardia del mare

Nato tra il 1220 e il 1230 per volere di Federico II, il castello era un punto strategico per difendere il Regno di Sicilia da attacchi via terra e via mare. La sua posizione, al centro della rada, non è certo casuale: da qui si controllava tutto, dall’entroterra fino alle acque. La struttura quadrangolare, con quattro torri uguali agli angoli, riflette modelli militari crociati pensati per una difesa solida e capillare.

Con il passare dei secoli, il castello ha dovuto adattarsi ai cambiamenti della guerra. L’arrivo delle armi da fuoco nel Cinquecento ha imposto modifiche sostanziali alle sue mura. Nel XIX secolo è diventato carcere, una funzione che ha mantenuto fino alla fine del Novecento. Dagli anni ’70 è sotto tutela statale e ha iniziato un lungo restauro, volto a riportare alla luce i tanti strati della sua storia.

Oggi il visitatore può passeggiare tra sale monumentali di epoca federiciana, casematte rinascimentali, cortili e bastioni. Non manca un piano dedicato alle celle del carcere ottocentesco e la torre dell’orologio. Nel bastione al piano terra, infine, si trova il museo con reperti lapidei emersi durante gli scavi novecenteschi.

Un milione e mezzo dal PNRR per un museo che parla con il visitatore

Tra il 2023 e il 2024 il Castello Svevo ha visto un’importante trasformazione negli allestimenti museali, resa possibile da un finanziamento di un milione e mezzo di euro arrivato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza . A guidare il progetto, l’architetta Anita Guarnieri, che ha curato la strategia per conservare e digitalizzare il patrimonio storico-artistico.

La nuova esperienza museale è stata affidata allo studio romano Dotdotdot, specializzato in ambienti narrativi e installazioni interattive. Il risultato è un percorso con tre installazioni permanenti che si intrecciano con la storia e l’architettura del castello: un archivio tattile sull’edificio, un bestiario medievale e un ambiente immersivo dedicato al mare.

L’idea non è quella di riempire le stanze di pannelli e testi, ma di stimolare il visitatore con stimoli sensoriali e narrazioni innovative che invitano a partecipare e scoprire in modo diretto.

Tra modellini e proiezioni: il castello prende vita

Il viaggio parte dal bastione nord-est, dove un modellino ligneo settecentesco del castello si affianca a un tavolo interattivo. Qui chi visita può esplorare in 3D il castello, muovendosi virtualmente tra le sue stanze e seguendo le trasformazioni nel tempo.

L’archivio virtuale raccoglie una cinquantina di reperti e oggetti legati alla storia del castello. A rendere più coinvolgente il racconto ci pensa la proiezione sulla volta del torrione, accompagnata dalla voce dell’attore e doppiatore Fabrizio Vidale, che guida il pubblico in un viaggio immersivo tra passato e presente.

Un modo nuovo di vivere il monumento, che da sempre è un punto di riferimento per Trani e la sua identità.

Bestiario medievale: tra pietra e fantasia

La seconda tappa è nella Sala Manfredi, cuore pulsante del progetto. Qui sono esposti frammenti lapidei con animali simbolici: draghi, leoni, aquile, grifoni e felini, figure che raccontano la ricchezza simbolica del Medioevo.

Le sculture dialogano con una grande proiezione che anima queste creature fantastiche, ma la vera novità è la partecipazione del pubblico. Ogni visitatore può inventare il proprio animale fantastico componendo una filastrocca, lasciando spazio alla creatività e alla riflessione su arte, natura e simbolo.

Questa installazione crea un legame ideale con altri monumenti di Trani, come la cattedrale e le chiese romaniche, offrendo uno sguardo più ampio sulla cultura medievale locale.

Mare generativo e nuove viste sul castello

L’ultima tappa si trova nelle scuderie, uno spazio in parte sotterraneo dove prende vita un’installazione chiamata “mare generativo”. Su una parete si proietta un ciclo visivo di tre minuti in loop, accompagnato da una colonna sonora spaziale che crea un’atmosfera unica, evocando il legame profondo tra castello e mare.

Le immagini e i suoni sono generati in tempo reale da algoritmi, evitando la monotonia delle proiezioni preregistrate. A terra, un video mapping illumina i reperti principali, inserendoli nel racconto senza ricorrere a didascalie tradizionali.

Il restyling ha portato anche nuove strutture: una passerella collega il cortile centrale al percorso multimediale e, per la prima volta, è stata aperta la “Porta a mare”. Da qui si accede al ballatoio del fronte nord, con una vista inedita sulla cattedrale di Trani.

Così il Castello Svevo si conferma non solo custode di storia, ma spazio dinamico e contemporaneo, capace di attirare e coinvolgere un pubblico variegato grazie a un’offerta culturale fresca e rispettosa del passato.

Redazione

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