Tra gli alberi fitti della Sila, una vecchia casa di campagna giace silenziosa e abbandonata. È qui che Edoardo Petracci ha scelto di rifugiarsi, trasformando quel luogo dimenticato in uno studio di registrazione improvvisato. “By This Window”, il suo album d’esordio, è nato così: tra il respiro antico dei boschi calabresi e il richiamo di suoni che mescolano tradizione e sperimentazione elettronica. Non un semplice disco, ma un viaggio intimo, dove il paesaggio e i ricordi si intrecciano, lasciando che sia la natura stessa a raccontare la sua storia.
Nato nel 1985 nelle Marche e romano d’adozione, Petracci ha studiato contrabbasso al Conservatorio di Fermo. Ha poi approfondito la musica per il cinema al Centro Sperimentale di Cinematografia, acquisendo competenze tecniche e artistiche di rilievo. Prima di questo progetto, si è concentrato soprattutto sulla composizione per teatro e cinema, firmando colonne sonore come quella del cortometraggio “Animalia”, premiato al Trieste Science+Fiction Festival. Ma il ritmo frenetico della città lo ha spinto a cercare un rifugio dove ritrovare ispirazione e concentrazione.
La vecchia casa dei nonni, in Sila, luogo di tanti ricordi d’infanzia, è diventata così il teatro perfetto per questa nuova fase. Qui Edoardo ha potuto staccare dalla vita di tutti i giorni e immergersi nella natura rigogliosa, isolandosi per dare forma a un’idea nuova di musica. Quella casa vuota è diventata una cassa di risonanza ideale per le sue sperimentazioni.
L’album ha preso vita in un magazzino della proprietà, riconvertito in studio di registrazione. Con apparecchi analogici e strumenti particolari, Petracci ha scelto un approccio che punta a catturare la performance più che a rifinire ogni dettaglio in modo artificiale. La maggior parte delle registrazioni è stata fatta in presa diretta, per mantenere viva l’immediatezza del momento e non perdere l’emozione spontanea.
“By This Window” è un incontro tra la struttura rigorosa della musica classica e le atmosfere più fluide dei paesaggi sonori elettronici. Contrabbasso, pianoforte e duduk si mescolano con sintetizzatori modulari e suoni ambientali, creando un mosaico di timbri che riflettono la natura intorno. Il suono si fonde con i rumori del bosco, il vento tra gli alberi, il silenzio dei monti.
Questo lavoro rompe le barriere tra musica e ambiente: il disco diventa un paesaggio sonoro, dove il confine tra ciò che si sente fuori e quello che si pensa dentro si fa sottile. Ogni traccia è un viaggio fatto di introspezione e calma.
Per raccontare la nascita di “By This Window”, Petracci ha realizzato un cortometraggio, “Where It All Began”. Il video mostra da vicino il dietro le quinte del lavoro, l’allestimento dello studio e le registrazioni immerse nella natura. Tra registratori a nastro e macchinari analogici, si vede chiaramente la scelta di privilegiare il momento presente e il legame con l’ambiente.
Il documentario mette in luce come la solitudine della Sila, lontana dal caos della città, sia stata per l’artista una fonte preziosa. Le immagini catturano la bellezza aspra di quei monti e mostrano Petracci mentre si lascia guidare dai suoni naturali, intrecciandoli con strumenti acustici ed elettronici. La musica diventa così un dialogo vivo tra uomo e paesaggio, un racconto sonoro che lega tempo, luogo e memoria.
La scelta di registrare live rende ancora più tangibile la dimensione performativa del progetto. Il disco invita a rallentare, a fermarsi ad ascoltare quello che spesso sfugge nella vita di tutti i giorni. Ogni brano è una porta aperta verso un mondo interiore, un invito a osservare e sentire con più attenzione.
Questa esperienza, nata tra boschi e ricordi d’infanzia, si fa spazio nel panorama musicale italiano come un progetto unico, capace di unire tradizione e innovazione in modo genuino e originale.
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