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Design alpino a Milano: la creatività del Trentino Alto Adige tra tradizione e innovazione

«Il design trentino altoatesino? Non è solo montagne e baite di legno.» A Milano, l’ADI Design Museum sta ospitando un’esplosione di creatività che rompe gli stereotipi legati a quella terra. Il progetto Sciscioré, ideato dallo studio franzLAB insieme alla curatrice Anna Quinz, mette in mostra oltre cento pezzi che raccontano un’altra storia: quella di un design alpino fatto di artigianato, sperimentazione e, soprattutto, gioco. Un modo di progettare che nasce tra le valli e le cime, lontano dalle immagini da cartolina ma ricco di energia e innovazione. Fino al 28 giugno, questa realtà poco conosciuta si svela al pubblico milanese con tutta la sua freschezza e originalità.

Il gioco: il filo invisibile del design alpino

Il gioco non è solo un tema ricorrente nelle opere in mostra, ma un vero e proprio tratto culturale del Trentino-Alto Adige. Il titolo stesso, “Sciscioré“, prende spunto dal termine ladino che significa “gioco delle biglie”. Un’immagine che richiama leggerezza e spirito di sperimentazione. Anna Quinz ha notato come, nonostante le differenze, molti designer condividano proprio questa passione per il gioco, inteso sia come prodotto – giocattoli e oggetti ludici – sia come metodo creativo: un modo per lavorare in modo spontaneo, senza schemi rigidi, trasformando il progetto in una continua scoperta.

Questa inclinazione al gioco affonda le radici in un passato fatto di inverni lunghi e freddi, quando le famiglie di montagna si dedicavano a creare in casa piccoli oggetti artigianali, dai cavallini in legno alle bambole, poi venduti ai mercanti itineranti e arrivati fino a mercati lontani. Quei manufatti, semplici ma efficaci, sono stati i primi passi di un design inteso come attività culturale ed economica che supera i confini locali. Ancora oggi, questa tradizione si sente forte nel lavoro di molti autori, sia nella cura artigianale, sia nella storia che ogni oggetto porta con sé.

I protagonisti del design alpino: tra passato e presente

Tra i nomi che hanno segnato questo mondo spicca Ettore Sottsass senior, trentino di origine, la cui eredità si riflette anche nel lavoro del figlio Ettore Sottsass jr. Accanto a loro, figure come Marco Zanini, Matteo Thun, Martino Gamper e Hannes Peer hanno contribuito a costruire un linguaggio del design che guarda alla tradizione senza rinunciare all’innovazione. Fortunato Depero, nato in Val di Non, ha saputo cogliere nel gioco una spinta creativa potente, come testimoniano i suoi manifesti futuristi e i giocattoli artigianali.

Martino Gamper, con il suo progetto “100 Chairs in 100 Days“, ha trasformato il recupero e il montaggio di sedie in un gesto quasi performativo, un gioco che diventa filosofia del design. Questi designer moderni portano avanti proprio questa eredità, unendo la voglia di sperimentare a una profonda attenzione per la qualità artigianale e la tradizione alpina.

Sciscioré a Milano: un percorso tra artigianato e innovazione

La mostra all’ADI Design Museum propone un percorso ampio e variegato con circa 110 pezzi divisi in dieci sezioni tematiche. Si passa dagli oggetti tradizionali, come la maschera da Krampus scolpita da Luca Pojer o le bambole di legno di pino cembro di Judith Sotriffer, ultima artigiana giocattolaia della Val Gardena, fino a icone del design italiano dagli anni Sessanta agli Ottanta. Tra questi, il divano “Rumble” di Gianni Pettena e la lampada “Tahiti” di Ettore Sottsass jr., insieme alla lampada “Gatto” dei fratelli Castiglioni, che racconta l’inizio di un’innovazione tecnologica applicata al design da Flos a Merano.

Non mancano i pezzi premiati con il Compasso d’Oro, come lo scarpone da sci Masterlite di MM Design per Garmont, a sottolineare il legame stretto tra territorio alpino e sport invernali. Gran parte della mostra è dedicata al design contemporaneo, che mostra la varietà di competenze e la creatività dei designer locali: dai morbidi cuscini di Dissegna, pensati per il comfort e la convivialità, alle sedie essenziali di Harry Thaler, fino agli arredi per camerette di Das ganze Leben, pensati per accompagnare la crescita dei bambini.

L’allestimento sostiene con forza l’idea di una montagna laboratorio, dove tradizione e innovazione si incontrano continuamente. Artigiani e designer si confrontano con materiali e forme in modo giocoso ma consapevole. Sciscioré restituisce così un’immagine fresca e autentica del design alpino, capace di sorprendere chiunque si interessi di creatività e cultura materiale.

Redazione

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