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Operaestate Festival 2024 in Veneto: danza, teatro e musica fino al 13 settembre con Michele Mele

Bassano del Grappa si prepara a vivere un’estate intensa, animata dalla 46ª edizione di Operaestate. Da decenni, questo festival è un appuntamento fisso per chi cerca arte e spettacolo, un luogo dove danza, teatro, musica e circo si intrecciano senza confini. Quest’anno, fino al 13 settembre, il tema delle “relazioni” guida ogni passo: connessioni tra artisti, dialogo con il territorio, scambio diretto con il pubblico. Non è solo un festival, ma un’esperienza diffusa che coinvolge tutta la città, trasformandola in un palcoscenico a cielo aperto. Michele Mele, co-direttore artistico, ne è il narratore e custode, pronto a condurre il pubblico in un viaggio che unisce innovazione e tradizione.

Dietro le quinte del cartellone: un festival che parla al territorio

Operaestate non è solo una rassegna estiva, ma un progetto vivo che interagisce con la città e il territorio. La scelta degli eventi segue un percorso chiaro: non si tratta solo di mettere in scena spettacoli, ma di fare in modo che la cultura diventi parte integrante della vita locale. Per questo ogni anno si individuano “nuclei tematici” che tengono insieme proposte diverse ma coerenti. Tra le “inaugurazioni” del festival ci sono rassegne di cinema, appuntamenti per i più giovani, parate in città, un grande concerto sul Ponte degli Alpini con fuochi d’artificio, e spettacoli di teatro di strada come “A human Song” di Chiara Frigo. Questi momenti scandiscono il ritmo del festival, avvicinando il pubblico e creando una tensione che accompagna l’estate. Operaestate guarda al territorio non solo in senso geografico, ma anche sociale e culturale, costruendo legami duraturi tra istituzioni, artisti e spettatori e offrendo un’esperienza che si prolunga oltre le serate di spettacolo.

Innovazione e classici: il mix vincente di Operaestate 2026

Questa edizione si distingue per la selezione attenta di spettacoli che attraversano vari linguaggi artistici, con un occhio attento all’equilibrio tra debutti assoluti e opere di repertorio di grande valore. La direzione artistica ha scelto di affiancare prime mondiali a produzioni consolidate ma inedite in Veneto, offrendo così uno sguardo sulla scena contemporanea nazionale e internazionale. Tra gli esempi, il coreografo Daniele Albanese ripropone un lavoro di dieci anni fa per riflettere su come cambiano i corpi e l’energia nella danza contemporanea nel tempo. Davide Enia, grande nome della drammaturgia italiana, porta a Bassano “Autoritratto”, spettacolo premiato a livello internazionale ma mai visto in città. Non mancano progetti importanti come quelli della compagnia Anagoor, con la novità “Povero diavolo – mal detto Arlecchino” e “Polittico dell’infamia” dal loro repertorio. Roberto Zappalà, alla prima a Bassano, presenta due creazioni che uniscono musica e danza: “Brother to Brother – Dall’Etna al Fuji” e “Bach Dance Concert”. Così il festival dà spazio a una scena performativa dinamica e in dialogo con l’Europa e l’Italia.

Artisti protagonisti e un rapporto diretto con il pubblico

Tra i protagonisti di Operaestate 2026 ci sono artisti che incarnano il rapporto diretto con il pubblico, uno dei punti forti del festival. Enrico Iannello, giovane attore napoletano, presenta “Isidoro”, spettacolo destinato al Piccolo Teatro di Milano nel 2027, a conferma del suo ruolo di primo piano nel teatro italiano. La coreografa belga Ayelen Parolin, ospite in collaborazione con Bolzano Danza, porta una prospettiva internazionale interessante. La musica propone un ventaglio ricco di giovani talenti: il violinista Giovanni Andrea Zanon presenta un progetto insieme al pianista canadese Toni Siqi Yun, un incontro che sottolinea la voglia di favorire scambi artistici stimolanti e internazionali. Operaestate conferma inoltre la collaborazione con il Venezia Piano Festival, ampliando il confronto tra artisti di fama e pubblico locale. Questo dialogo continuo dà al festival un’identità viva e partecipata.

B.Motion: il cuore della sperimentazione tra locale e internazionale

La sezione B.Motion, dal 21 al 30 agosto 2026, è il fulcro della sperimentazione contemporanea di Operaestate. Qui si mette al centro la scena veneta emergente in dialogo con artisti italiani e internazionali. Il primo weekend è dedicato proprio alla creazione locale: sul palco musicisti, coreografi e registi veneti ormai affermati oltre i confini regionali, come Mauro Martinuz, Silvia Costa, Sara Sguotti, Federica Rosellini e Leda Kreider, che presenta l’anteprima di un lavoro ispirato ad Amleto. Grande spazio anche alla drammaturgia contemporanea italiana con tre progetti in forma di lettura firmati da Caterina Carpio, Domenico Ingenito e Matthieu Pastore, nomi importanti del teatro nazionale. B.Motion ospita anche proposte fuori formato, come la performance senza performer di Eric Arnal-Burtschy e spettacoli all’aperto come il norvegese “Land Before Time”. Nella seconda parte della rassegna si aprono le porte a collaborazioni europee con artisti svizzeri e lituani, tra cui Soraya Leila Emery, Clara Delorme, Baptiste Caseaux, Emma Saba, Adrian Carlo Bibiano e Demetrio Castellucci, portando respiro internazionale al festival. Durante questi giorni sono previste anche giornate professionali dedicate allo scambio tra operatori culturali.

Accessibilità e inclusione al centro delle giornate professionali

Tra i temi principali delle giornate professionali di Operaestate 2026 c’è l’accessibilità, un argomento sempre più importante nel dibattito artistico e sociale. Il percorso nasce dall’esperienza del progetto Dance Well, che ha radici a Bassano e offre lezioni gratuite a persone con disabilità, diffondendo in Italia l’idea di momenti di pratica e partecipazione aperti a tutti. Nel festival 2026 i danzatori di Dance Well saranno protagonisti di una nuova produzione diretta dalla compagnia belga Tumbleweed. Saranno inoltre presentati lavori come lo spettacolo recente di Chiara Bersani e la proposta della compagnia belga-svizzera Zoo/Platform K, composta anche da artisti con disabilità. Queste iniziative confermano la volontà di Operaestate di promuovere un approccio inclusivo alla cultura, aprendo spazi di rappresentazione e riflessione che superano barriere e pregiudizi. Le giornate professionali diventano così momenti preziosi di confronto e collaborazione, capaci di rafforzare la vitalità e l’innovazione del festival.

L’edizione 2026 di Operaestate conferma così la sua vocazione a offrire un mosaico di esperienze artistiche che vanno ben oltre la semplice visione degli spettacoli. Il festival resta un appuntamento fondamentale per il dialogo culturale tra artisti, territori e pubblico, dentro e fuori Bassano del Grappa, fino al 13 settembre.

Redazione

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