Nel cuore di Reggio Emilia, tra le vetrine del centro commerciale I Petali, si ergono montagne gonfiabili che sembrano immobili, quasi silenziose. Ma non lasciatevi ingannare: queste installazioni nascondono un’anima tecnologica pronta a rispondere, a sussurrare, a dialogare con chi le sfiora. È “The Whispering Mountains”, un progetto che ha già fatto parlare di sé in Nuova Zelanda e Bologna, firmato dal collettivo australiano Studio Eness. Qui, la natura si fonde con l’intelligenza artificiale e la spiritualità, trasformando lo spazio pubblico in un luogo di incontro e scoperta. Fino al 26 luglio, queste montagne vibranti invitano a fermarsi, a ascoltare e a lasciarsi sorprendere.
Studio Eness: quando arte e tecnologia si incontrano nella natura
Dietro l’installazione c’è Studio Eness, un gruppo multidisciplinare australiano che negli ultimi anni ha saputo fondere arte, tecnologia e ambiente in opere che sono allo stesso tempo divertenti e profonde. Il loro percorso li ha portati a sperimentare in contesti urbani e naturali, sempre con l’intento di esplorare il rapporto tra il mondo reale e quello digitale. Le loro creazioni non puntano solo all’aspetto visivo, ma cercano di instaurare un dialogo emotivo e intellettuale con chi le osserva. Curve morbide, texture affascinanti e un’aura quasi spirituale sono tratti distintivi del loro lavoro, che invita a fermarsi e ascoltare in un mondo dominato dal rumore e dalla fretta.
“The Whispering Mountains” si inserisce proprio in questa linea. L’idea è quella di trasformare un simbolo naturale come la montagna in un’entità viva, grazie all’intelligenza artificiale. Nimrod Weis, fondatore di Eness, racconta che il progetto nasce dal desiderio di far “parlare” la natura, creando un’opera capace di interagire con il pubblico eterogeneo degli spazi pubblici. Così, le montagne diventano quasi creature viventi, richiamando antiche tradizioni oracolari ma con un volto nuovo, tecnologico.
Un’esperienza che si accende al tuo passaggio
Camminando accanto a queste montagne gonfiabili, si ha l’impressione di entrare in un piccolo rituale. Le strutture si illuminano con luci pulsanti appena qualcuno si avvicina, mentre una voce, generata dall’intelligenza artificiale, inizia a parlare. I messaggi variano da riflessioni profonde a domande filosofiche, passando per battute leggere: non c’è una risposta precisa, ma l’invito è a pensare, a lasciarsi stimolare e a interrogarsi sulle relazioni tra umanità, tecnologia e futuro.
L’atmosfera che si crea è quasi ipnotica, grazie all’uso sapiente di luci e suoni che isolano l’installazione dal caos urbano, creando un momento sospeso nel tempo. Le montagne rispondono in modo calibrato, coinvolgendo chi ascolta sul piano emotivo e stimolando una riflessione profonda. “The Whispering Mountains” non è una semplice scultura luminosa, ma un’esperienza che coinvolge più sensi, capace di far riflettere senza mai perdere il contatto con il presente.
Tra intelligenza artificiale e creatività: le sfide di Studio Eness
L’intelligenza artificiale è il cuore pulsante di questo progetto. Studio Eness la usa non solo come tecnologia, ma come strumento per sfiorare la poesia e la filosofia. Nimrod Weis sottolinea che il loro lavoro non vuole dare giudizi netti sulla tecnologia, né in senso positivo né negativo, ma piuttosto porre domande: “l’AI può davvero generare riflessioni autentiche, capaci di emozionare come quelle umane?”
In un’epoca in cui i social media e la tecnologia cambiano tutto rapidamente, l’installazione mette in luce emozioni contrastanti – ansia, curiosità, meraviglia – che convivono in un equilibrio fragile. La tecnologia diventa così un racconto in continua evoluzione, una presenza complessa che ridefinisce il nostro rapporto con il mondo e con noi stessi. Questo spirito è al centro del lavoro di Studio Eness, che nel 2024 ha già ricevuto il FRAME Exhibition of the Year Award per il progetto Modern Guru, di cui “The Whispering Mountains” è parte.
A Reggio Emilia, l’opera prosegue la tradizione del collettivo di trasformare spazi comuni in luoghi di riflessione e scambio, attraverso un’arte accessibile e innovativa. La combinazione di forme gonfiabili, luci sincronizzate e intelligenza artificiale crea un ambiente unico, dove il visitatore non resta semplice spettatore, ma diventa parte di una storia che si evolve ogni giorno. Fino al 26 luglio, al centro I Petali, c’è tempo per scoprire un’arte che parla senza filtri alla nostra modernità.





