Estate 2026 in Sardegna: le mostre d’arte imperdibili tra Maria Lai, Tutankhamon e Nobuyoshi Araki

L’estate in Sardegna è molto più di sole e mare. Quest’anno, l’isola si trasforma in un grande palcoscenico culturale, con mostre che catturano l’immaginazione attraverso arte, fotografia e archeologia. Da Oristano a Nuoro, passando per Cagliari e l’Ogliastra, musei e gallerie si animano con eventi che raccontano storie antiche e contemporanee, spesso poco conosciute. Tra le esposizioni più attese, ci sono quelle dedicate alla Sardegna vista dagli occhi di artisti locali e internazionali, ma anche percorsi immersivi che riportano indietro nel tempo, fino all’epoca dell’antico Egitto. Un calendario ricco, variegato, che intreccia linguaggi diversi mantenendo sempre un forte legame con il territorio.

Nobuyoshi Araki e il suo mondo intimo alla Pinacoteca Carlo Contini di Oristano

A Oristano, fino a metà ottobre, la Pinacoteca Carlo Contini ospita “Secret Pages”, una mostra dedicata a Nobuyoshi Araki, uno dei nomi più controversi e influenti della fotografia contemporanea. Sono 122 opere, provenienti dalla Collezione Molinas Balata, che raccontano un universo intimo e complesso, dove desiderio e memoria si intrecciano con malinconia e sensualità. Le immagini si leggono come un diario personale, fatto di continui contrasti tra ciò che si mostra e ciò che si nasconde, tra confessione e pudore.

Curata da Sonia Borsato e inserita nel programma del Dromos Festival, giunto alla 28ª edizione e dedicato ai segreti, la mostra va oltre la semplice immagine: è un’indagine profonda sull’ambivalenza dell’esistenza umana. Lo spazio espositivo invita a soffermarsi su ogni scatto, come fosse una pagina aperta a molte interpretazioni. Le fotografie di Araki non documentano solo momenti, ma testimoniano emozioni, corpi, atmosfere che colpiscono per la loro forza a volte inquietante. Un viaggio che attraversa vita e morte, presenza e assenza, gioia e dolore.

Jean Dieuzaide e lo sguardo sulla Sardegna al Museo del Costume di Nuoro

A Nuoro, il Museo del Costume propone “Yan 1956. Jean Dieuzaide e il suo viaggio in Sardegna”, una mostra che ruota attorno al reportage realizzato dal fotografo francese negli anni Cinquanta. La rassegna valorizza l’archivio Jean Dieuzaide conservato presso la fototeca dell’ISRE, con oltre quaranta mila immagini dedicate alla vita e ai paesaggi sardi, tra passato e presente. Un patrimonio prezioso per capire come la regione e la sua gente siano cambiate nel tempo.

La mostra si inserisce in un contesto più ampio che include anche opere di altri grandi fotografi come Giuseppe Costa, Wolfgang Suschitzky, Piero Pirari e Pablo Volta. Ciascuno di loro ha raccontato l’identità sarda con sensibilità diverse: dai riti popolari ai paesaggi rurali, dalle feste tradizionali alla vita quotidiana. Esporre queste immagini significa valorizzare una memoria visiva ricca di storia e antropologia, capace di mostrare la complessità di un territorio ancora oggi in dialogo con le sue radici.

Jean Dieuzaide non fu solo fotografo, ma anche promotore culturale e fondatore di spazi dedicati alla fotografia, come quello a Tolosa. Il suo lavoro in Sardegna va dunque visto come parte di un impegno più ampio per diffondere l’arte fotografica e preservare la memoria culturale.

Futurama al MAN di Nuoro: il futuro tra arte e riflessione

Al MAN di Nuoro si può visitare “Futurama. Nostalgia di futuro”, mostra che chiude una trilogia dedicata al rapporto tra uomo, realtà e tempo. Dopo “Sensorama”, incentrata sulla percezione, e “Diorama”, sulle nuove ecologie, questa esposizione guarda al futuro come costruzione culturale ed emotiva. Il titolo richiama la storica mostra di General Motors del 1939 a New York, che offriva una visione ottimistica e ideologica dell’America di domani.

L’allestimento raccoglie opere di grandi artisti italiani come Valerio Adami, Enrico Baj, Lucio Fontana, Mario Schifano, Pino Pascali e Grazia Varisco. Attraverso pittura, scultura, installazioni e ricerche spaziali, raccontano aspettative, timori e utopie legate al futuro. La mostra stimola un confronto critico su come società e individui immaginano il progresso e le sue conseguenze, intrecciando storia dell’arte e filosofia.

Un’occasione preziosa per riflettere sull’influenza dell’idea di futuro nella cultura visiva e politica italiana recente.

Orani, Museo Nivola: un dialogo sullo spazio con Gianni Colombo

Ad Orani il Museo Nivola presenta “Nivola, Colombo e lo spazio intorno”, prima tappa di un ciclo dedicato ai legami artistici tra Costantino Nivola e chi ha dialogato con lui. Curata da Chiara Gatti, la mostra si sviluppa in tre sale che esplorano il rapporto con la percezione e la costruzione dello spazio.

Installazioni e opere giocano con la tridimensionalità e i sensi, coinvolgendo il pubblico in una riflessione su come viviamo e percepiamo lo spazio intorno a noi. Al centro ci sono non solo l’esperienza sensoriale, ma anche un pensiero critico sui confini, materiali e immateriali. La relazione tra Nivola e Gianni Colombo emerge proprio da questa prospettiva condivisa, che supera l’estetica per interrogarsi sullo spazio come organismo vivo.

Il percorso invita a un confronto diretto con le opere, aprendo un dialogo tra passato e presente, tra eredità culturale e continuità artistica. Il Museo Nivola si conferma così un luogo di approfondimento inserito nel panorama culturale della Sardegna contemporanea.

Ulassai, Stazione dell’Arte e CaMuC: Chagall e Maria Lai, tra memoria e immaginazione

Ad Ulassai la Stazione dell’Arte e il CaMuC ospitano una mostra che riunisce oltre settanta opere di Marc Chagall e Maria Lai, due artisti lontani ma uniti dalla forza del racconto e della fiaba. La rassegna mette insieme dipinti, incisioni, libri d’artista, tessiture e lavori su carta che intrecciano i mondi culturali di Vitebsk, città natale di Chagall, e della Sardegna, terra di Maria Lai.

Questo confronto diventa un percorso che celebra la memoria e l’immaginazione come strumenti per reinventare i luoghi interiori. Le opere dimostrano come l’arte possa superare barriere di spazio e tempo, creando legami profondi tra culture e identità diverse. Ulassai si conferma così un polo culturale vivo, capace di ospitare eventi di livello internazionale.

La mostra, aperta fino a fine settembre, è un’occasione per scoprire come il racconto artistico trasformi la percezione del reale, attraverso simboli, colori e materiali che evocano universi narrativi intensi.

Horacio García Rossi e il legame con l’Ogliastra al MAB di Bari Sardo

Al MAB di Bari Sardo, nel cuore dell’Ogliastra, va in scena “Horacio García Rossi. GRAVitAZIONI”, mostra che esplora il rapporto tra l’artista argentino e la Sardegna. García Rossi soggiornò sull’isola tra il 1975 e il 1978, realizzando opere che riflettevano il suo interesse per il rapporto tra parola e immagine. Tra queste, la Macchina Semantica: una Lancia Fulvia decorata con la scomposizione della parola “automobile”, realizzata insieme al carrozziere Erminio Piras.

L’esposizione, aperta fino a settembre e organizzata con la Galerie Lélia Mordoch di Parigi, celebra l’artista e l’eredità del Groupe de Recherche d’Art Visuel , di cui García Rossi fece parte. Accanto alle sue opere, si vedono lavori di colleghi e compagni di strada, creando un quadro di sperimentazione artistica in dialogo con spazio, linguaggio e percezione visiva.

Gli spazi del MAB diventano così un laboratorio di idee dove si indagano le connessioni tra arte e territorio, con uno sguardo alle contaminazioni culturali e ai dialoghi internazionali del secolo scorso.

Cagliari, mostra immersiva su Tutankhamon al Bastione di Saint Remy

Cagliari ospita al Bastione di Saint Remy una mostra immersiva dedicata a Tutankhamon, il celebre faraone dell’antico Egitto. Con ricostruzioni scenografiche e realtà virtuale, il percorso ricostruisce la scoperta della tomba da parte dell’archeologo Howard Carter nel 1922, offrendo un’esperienza coinvolgente e didattica. In mostra ci sono le uniche repliche ufficiali, approvate dal Ministero delle Antichità Egiziane, degli oggetti più significativi del tesoro funerario.

Il progetto è pensato anche per i più giovani, con approfondimenti che aiutano a capire il contesto storico e culturale in cui visse il faraone bambino. Non mancano curiosità sulla vita quotidiana e le tradizioni dell’epoca, che rendono il racconto accessibile e affascinante. Il Bastione si trasforma in una vera macchina del tempo, capace di portare i visitatori in un mondo lontano, ricostruito con cura e attenzione ai dettagli.

La mostra resta aperta fino a fine luglio e rappresenta un’opportunità unica per ammirare da vicino alcuni dei reperti più importanti di una civiltà che continua a esercitare grande fascino.

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