Nel caldo afoso dell’estate 1959, Cy Twombly sbarcò a Sperlonga, un angolo di Mediterraneo sospeso tra Roma e Napoli. Non era solo una pausa: fu il momento che cambiò per sempre la sua arte. Nato a Lexington nel 1928, e scomparso a Roma nel 2011, Twombly trovò in quel borgo tirrenico una luce diversa, un’eco di storia antica e un silenzio che sembrava dilatare il tempo. Fu lì, tra il mare e le rovine, che la sua creatività esplose come mai prima. Ora, a Parigi, la Galerie Karsten Greve riapre quel capitolo con “Cy Twombly. Sperlonga – 1959”, una mostra che, dal 12 settembre al 10 novembre 2026, mette in scena un nucleo raro e prezioso di opere su carta nate proprio in quei giorni d’estate.
Quel borgo affacciato sul Tirreno diventa per Twombly un punto di osservazione unico. La luce mediterranea, a tratti quasi abbagliante, lascia dentro di lui impressioni visive forti, quasi tangibili. L’artista stesso descrisse il mare come “bianco per tre quarti del tempo”, un’immagine che torna nelle ampie zone bianche che dominano le sue opere di quel periodo. Le superfici sembrano respirare, lo spazio si apre quasi a inghiottire chi guarda. I dettagli figurativi si fanno essenziali, ridotti all’osso, sussurrati più che mostrati.
Ma Sperlonga non è solo natura e luce. La villa dell’imperatore Tiberio, a pochi passi, era stata appena protagonista di scoperte archeologiche clamorose nel 1957. Il ritrovamento delle sculture ispirate all’Odissea, insieme agli affreschi e mosaici ancora visibili, mette Twombly in diretto contatto con il mito, quella mitologia che lo accompagnerà per tutta la vita. Sperlonga diventa così anche radice storica, memoria antica. Questo intreccio nutre la sua ricerca, creando un terreno fertile dove germoglia una nuova poetica visiva.
I disegni realizzati in quell’estate non sono paesaggi classici, né riconoscibili o descrittivi. L’orizzonte sparisce, ma resta un’idea sottile di paesaggio, suggerita da segni sparsi, campiture leggere, numeri, cerchi e tratti grafici che sembrano mappe stellari o racconti sospesi tra scrittura e pittura. La materia varia da zone dense e pastose a passaggi quasi evanescenti, creando un ritmo vibrante e complesso.
Con questi lavori, Twombly rompe con il passato. La sua arte si apre a una dimensione nuova, più sfuggente e ampia. Lo storico dell’arte Kirk Varnedoe sottolineò proprio in questi disegni l’apertura verso uno “spazio specificamente paesaggistico”, un momento chiave nel percorso dell’artista. I “Sperlonga Drawings” non sono solo un omaggio a un luogo, ma un vero punto di svolta, una rivoluzione. Nei segni leggeri e nei bianchi si nasconde un nuovo modo di fare arte, aperto alle suggestioni del Mediterraneo e della sua storia.
Dal 12 settembre al 10 novembre 2026, la Galerie Karsten Greve di Parigi dedica una mostra interamente a questo capitolo di Cy Twombly. Circa trenta opere su carta, rare e di grande importanza, tornano a far parlare di sé davanti agli appassionati e agli studiosi. L’indirizzo è 5 Rue Debelleyme, nel cuore del Marais, quartiere da sempre legato all’arte moderna e contemporanea. L’esposizione offre l’occasione di rivivere un momento fondamentale della storia dell’arte del Novecento, attraverso i segni vivi di una stagione carica di luce, storia e scoperta.
Questa mostra rinsalda i legami profondi tra Twombly, l’Italia e il Mediterraneo, ma soprattutto racconta come un periodo breve possa segnare per sempre la carriera di un artista. I “Sperlonga Drawings” non celebrano solo un luogo o uno stile: sono una rivoluzione visiva, un cambio di prospettiva che ridà all’arte una dimensione spaziale, emotiva e intellettuale.
Parigi accende così i riflettori su un frammento importante dell’eredità di Cy Twombly, finora poco esplorato. Quelle carte ci restituiscono la forza di uno sguardo che guarda al passato per reinventare il presente, con la luce speciale di un’estate mediterranea che ha cambiato tutto.
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