Nel cuore di Castelbasso, un borgo abruzzese sospeso nel tempo, l’arte si fa ancora una volta strumento di denuncia e riflessione. “Genesi. Arte e Diritti Umani” riapre i battenti, pronta a restare fino al 30 agosto 2026. Non è una mostra qualunque: è un viaggio che attraversa l’Italia, un racconto a più voci che parla di diritti fondamentali attraverso opere capaci di scuotere e interrogare. Curata da Ilaria Bernardi, questa edizione porta in scena artisti internazionali di grande rilievo, trasformando spazi raccolti in palcoscenici di un dialogo urgente, necessario. Dopo aver toccato città come Milano, Matera, Assisi e Gubbio, il progetto si radica ora in Abruzzo, pronto a mescolare storia, arte e impegno civile in un abbraccio che parla al presente.
“Genesi. Arte e Diritti Umani” nasce con l’idea di unire arte contemporanea e impegno civico. Il progetto, ideato e curato da Ilaria Bernardi, fa parte del programma culturale di Castelbasso promosso dalla Fondazione Malvina Menegaz. Nel tempo ha mantenuto un carattere itinerante, passando per città che hanno un forte valore simbolico e storico, ognuna con una storia legata ai diritti umani. La prima fase si è svolta tra il 2021 e il 2022 con esposizioni a Varese, Assisi, Matera e Agrigento, luoghi noti per il loro patrimonio culturale e per le comunità attente alla memoria storica. Nel 2023 sono arrivate Milano e Genova, centri nevralgici dell’arte contemporanea e del dibattito civile. Nel 2024 il progetto ha toccato Gubbio, Pavia e Cesano Maderno, estendendo la sua influenza verso il Nord Italia. Ora, con la quarta edizione, si concentra su Castelbasso, confermando l’importanza della sostenibilità e della coesione territoriale nel mondo culturale.
Questo percorso itinerante permette a “Genesi” di non restare legata a un solo luogo, ma di coinvolgere diverse comunità e pubblici, stimolando un dialogo vivo su temi civili, ambientali e sociali. Ogni città ha ospitato un approfondimento specifico, affrontando questioni che vanno dalla migrazione alla memoria storica, fino alla tutela dell’ambiente. Castelbasso si presenta così come la sede ideale per questa nuova edizione pluriennale, un contesto perfetto per costruire un dialogo culturale duraturo.
Le opere selezionate riflettono la vastità tematica del progetto. Arrivano sia dalla collezione dell’Associazione Genesi sia da nuove acquisizioni pensate appositamente per Castelbasso. Il percorso parte da Palazzo Clemente, dove si guarda alla condizione femminile attraverso lavori intensi di Monica Bonvicini e Shirin Neshat, l’artista iraniana nota per la serie “Women of Allah” del 1994. Queste opere mettono in luce il legame tra identità, religione e oppressione, offrendo uno sguardo critico sulla realtà vissuta da molte donne.
A Palazzo De Sanctis il percorso continua su due piani. Il piano terra e il primo piano sono dedicati alle vittime del potere, con temi come censura, genocidio, razzismo e migrazione. Qui si possono vedere lavori di Shilpa Gupta, artista indiana che usa arte digitale e installazioni per raccontare problemi sociali, e Alfredo Jaar, conosciuto per il suo impegno a denunciare drammi umanitari. Al secondo piano l’attenzione si sposta sull’ambiente con un’opera di Pascale Marthine Tayou, che usa materiali e simboli per richiamare l’urgenza di proteggere gli ecosistemi.
Completano il percorso altri grandi nomi: Etel Adnan, che unisce pittura e poesia; Diane Arbus con i suoi ritratti intensi; Emilio Isgrò, noto per il suo lavoro sulla cancellatura; Otobong Nkanga, che fonde arte e attivismo; Doris Salcedo, impegnata nella memoria delle vittime della violenza; Sebastião Salgado, il fotoreporter che racconta le condizioni sociali e ambientali; e infine Wael Shawky, che esplora storie storiche e culturali complesse. Per l’occasione, Stefano Arienti ha realizzato un’opera inedita dedicata ai temi principali della mostra.
Questa quarta edizione di “Progetto Genesi” non è solo una mostra, ma un’occasione per coinvolgere attivamente cittadini e studiosi con un programma educativo ricco. Sono previsti visite guidate e workshop su temi legati ai diritti umani, pensati per diverse fasce di pubblico. Ci saranno incontri e laboratori che approfondiscono questioni etiche e sociali, con un approccio diretto e inclusivo.
Il programma si arricchisce di collaborazioni importanti con istituzioni come l’Università Cattolica, il FAI, la Fondazione Gariwo – da anni impegnata nella memoria della Shoah e dei genocidi – e Robert F. Kennedy Human Rights Italia. Questi partenariati confermano la volontà di mettere insieme arte, didattica e impegno civile. Tra le iniziative, spicca anche il progetto di Irene Dionisio, che mette in forma collettiva i temi della memoria e della responsabilità civile, allargando così il campo del discorso culturale.
Infine, il catalogo bilingue curato da Silvana Editoriale accompagna la mostra con un’analisi approfondita delle opere e delle tematiche. Un contributo fondamentale per rafforzare l’impatto culturale e sociale dell’evento, garantendo un’eredità solida e accessibile.
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