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300 fotografi raccontano un secolo di Sicilia mai vista: il libro che svela l’isola plurale

“Una Sicilia che non ti aspetti, eppure è lì, dietro ogni scatto.” Monica Maffioli, storica dell’arte e della fotografia, ha raccolto in un unico volume l’opera di circa 300 fotografi che, nell’arco di un secolo, hanno raccontato l’isola con occhi diversi. Non le solite cartoline, ma immagini che scavano nelle pieghe di una realtà fatta di contraddizioni, passioni e trasformazioni. Dal realismo classico al futurismo, fino alle prospettive più contemporanee, emerge un mosaico ricco e vivo: una Sicilia che sfugge agli stereotipi, riflesso di una cultura in continuo movimento. Con questo lavoro, Maffioli riempie un vuoto importante nella storia visiva del nostro paese, restituendo alla Sicilia – e all’Italia – un racconto mai così completo e autentico.

Un tesoro nascosto e una ricerca lunga anni

L’idea nasce da una collaborazione con Giovanni Chiaramonte, scomparso nel 2023, che già nel 2003 lavorava a una mostra sulla nuova scuola fotografica siciliana. Pochi nomi, poche certezze, ma la voglia di andare più a fondo. Così Maffioli ha messo insieme cinque anni di studio, partendo dai materiali della Biblioteca Nazionale di Firenze. Non essendo siciliana, ha potuto guardare l’isola con occhi esterni, senza pregiudizi locali. Al centro della sua ricerca ci sono due visioni opposte della Sicilia: quella chiusa e misteriosa, e quella aperta, capace di dialogare con l’Europa e il mondo. Questo doppio filo attraversa tutto il libro, raccontando le contraddizioni e le molte anime di un territorio che ha usato la fotografia sia per affascinare sia per denunciare.

Dalle origini al futurismo: la Sicilia vista da vicino e da lontano

La fotografia siciliana affonda le radici nel lontano 1891, con l’Esposizione Nazionale di Palermo. Qui emergono i primi nomi di professionisti come Giuseppe Incorpora e Eugenio Interguglielmi. La Sicilia comincia a mostrarsi non solo agli italiani, ma anche a fotografi stranieri attratti dal suo paesaggio e dalle sue tradizioni. Negli anni Venti, grazie alla Gazzetta della Fotografia di Arturo Valle, arrivano correnti nuove come il pittorialismo piemontese, portato da Torino. Tra i protagonisti spicca Gaetano D’Agata. Ma con la popolarità cresce anche un’immagine folkloristica e turistica, spesso stereotipata. Intanto nascono gruppi futuristi, come il Club di Catania e gli artisti palermitani attorno a Pippo Rizzo. Il legame con Marinetti è ben documentato, mentre Luigi Pirrone, poco conosciuto, si afferma come uno dei maggiori fotografi futuristi dell’isola.

Modernismo e denuncia: la Sicilia tra realtà rurale e impegno civile

Dal Dopoguerra in poi, la fotografia in Sicilia cambia volto. Eugenio Bronzetti, per esempio, realizza negli anni Quaranta un reportage sull’Ente di Colonizzazione del Latifondo Siciliano, raccontando il lento passaggio da un mondo rurale arretrato a modelli più funzionali, in linea con il regime fascista. Le sue immagini si intrecciano con testi di autori come Carlo Emilio Gadda, che mostrano una Sicilia reale e complessa, lontana dagli stereotipi. Negli anni successivi, riviste come “Sicilia”, diretta da Bruno Caruso, diventano un laboratorio culturale dove fotografia, letteratura e arte si incontrano. Qui emergono nomi importanti come Enzo Sellerio e Ferdinando Scianna, che offrono un’immagine nuova e non convenzionale dell’isola. Ma la Sicilia non si mostra solo nei suoi aspetti più affascinanti: fotografi come Letizia Battaglia e Nicola Scafidi documentano con forza il degrado e il peso della mafia, immagini spesso scomode ma fondamentali per raccontare la verità.

Volti poco noti destinati a farsi sentire

Tra le centinaia di biografie raccolte nel libro, spuntano figure dimenticate ma interessanti, pronte a riemergere. Adele Gloria, per esempio, giovane artista catanese attiva nel periodo delle avanguardie futuriste, ha espresso una creatività unica attraverso fotografia, pittura e poesia. Le sue “Composizioni”, in cui ritaglia e riassembla fotografie di famiglia in forme geometriche, sono una ricerca autentica di identità e modernità. Questi nomi, finora trascurati, sono destinati a tornare sotto i riflettori, ampliando la conoscenza di un patrimonio visivo vasto e variegato.

Raccontare trecento anni di fotografia siciliana significa mettere in luce un’isola fatta di contraddizioni, rivoluzioni culturali e battaglie sociali. Con questo libro Monica Maffioli ci regala un ritratto inatteso di una Sicilia che continua a stupire, vista attraverso l’obiettivo e la sensibilità di chi l’ha osservata e vissuta.

Redazione

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