Milano sta per tornare a respirare arte tridimensionale. Dal 2 al 4 ottobre 2026, Milano Scultura festeggerà la sua decima edizione, un traguardo che non arriva per caso. Non si tratta solo di una fiera, ma di un momento in cui la scultura contemporanea prende vita in città, sfidando il tempo e i cambiamenti del pubblico. Dietro questo successo, c’è Ilaria Centola, che dal 2015 guida la manifestazione con uno sguardo attento e appassionato. La scultura, infatti, non è mai statica; evolve, si reinventa e Milano Scultura cresce con lei, raccontando le trasformazioni di un’arte che parla il linguaggio del presente.
Negli ultimi dieci anni la scultura contemporanea ha subito una vera rivoluzione. Nuovi materiali, tecnologie come la stampa 3D, proiezioni e robotica hanno ampliato gli orizzonti del linguaggio artistico. E con questo, anche chi si avvicina alle opere è diventato molto più vario e spesso impreparato, entrando in contatto con l’arte nei luoghi più inaspettati, spesso all’aperto e aperti a tutti.
In Italia, però, i luoghi che ospitano sculture in modo permanente sono ancora pochi. Milano Scultura, fin dall’inizio, ha scelto di abbattere le barriere: ingresso libero per tutti, per avvicinare quanta più gente possibile. È questa apertura che permette un contatto diretto e spontaneo con l’arte, anche da parte di chi non è addentro al mondo dell’arte ma la diffonde sui social, da TikTok a Instagram, facendo diventare virali le opere.
Il pubblico non si accontenta più di guardare: vuole toccare, attraversare, sentire con tutti i sensi. Per questo Milano Scultura offre performance e progetti speciali che amplificano questa esperienza tattile, trasformando chi visita in protagonista attivo, coinvolto con cuore e mente.
Per Ilaria Centola, che segue da vicino questo mondo, la scultura è un linguaggio unico proprio perché fisico. Non basta vederla: bisogna sentirla, viverla con il corpo. Toccare la materia, seguirne i contorni, percepire il calore o la freddezza del materiale crea un legame intimo e profondo, quasi affettivo.
Questo rapporto tattile accompagna il tempo e la trasformazione, rendendo la scultura diversa da altre forme d’arte. A volte gli occhi non bastano: è con il tatto che si scopre davvero un volume, la sua essenza. Così la scultura diventa un dialogo tra corpo e materia, un incontro che supera la semplice osservazione.
La prossima edizione di Milano Scultura si terrà in un luogo particolare: Concessionaria 23, in via Maiocchi, nel cuore di Milano. Un edificio con una storia industriale che aggiunge un significato in più alla mostra, sottolineando il legame forte tra arte e città.
Fin dall’inizio, Milano Scultura ha puntato su spazi con un’anima. Dalla Fabbrica del Vapore a Villa Bagatti Valsecchi, ogni location racconta una storia legata a Milano, prima ancora delle opere d’arte. Ora tocca alla Concessionaria 23, che si inserisce in questo percorso fatto di memoria e innovazione.
Questa scelta non è casuale: mettere in dialogo le opere con l’ambiente crea un’esperienza doppia per chi visita, estetica e culturale insieme. E invita a riflettere sul valore degli spazi dismessi e sul loro possibile recupero attraverso l’arte contemporanea.
Milano Scultura si stacca dalla classica idea di fiera d’arte. Certo, mantiene una funzione commerciale importante, ma è pensata soprattutto come luogo di incontro, confronto e scambio tra artisti, gallerie, istituzioni e pubblico. L’obiettivo è far circolare idee, creare legami, far nascere progetti nuovi che vadano oltre la semplice vendita.
Ilaria Centola ha sempre visto Milano Scultura come una piattaforma viva, energica, pronta a mettere al centro la scultura contemporanea, un settore che ha le sue particolarità e complessità. L’evento coinvolge attivamente tutti gli attori del settore, promuovendo collaborazione e conoscenza, senza però dimenticare la dimensione economica, inserendola in una prospettiva di lungo termine.
Un occhio di riguardo va ai giovani artisti e ai progetti sperimentali, per favorire la crescita e la ricerca, in un equilibrio tra mercato e cultura che si sostengono a vicenda.
Nonostante la qualità e l’energia che la scultura contemporanea mostra, il mercato è fermo. Non è un problema di ricerca o innovazione, ma di condizioni particolari legate a questa forma d’arte. I costi alti per produzione e trasporto, insieme alla necessità di spazi adeguati, rendono difficile per molti collezionisti investire in sculture.
Il contesto internazionale incerto e una domanda più selettiva hanno reso il quadro ancora più complesso. Si punta su nomi già affermati, opere con un percorso istituzionale consolidato, lasciando poco spazio ai giovani artisti. È una situazione che limita le possibilità di crescita delle nuove generazioni proprio quando sarebbe importante puntare su di loro.
Qui entrano in gioco istituzioni e collezionisti. I musei e gli enti culturali devono fornire strumenti, spazi, residenze e mostre per dare visibilità e occasioni di confronto. I collezionisti, dal canto loro, dovrebbero sostenere non solo con gli acquisti, ma accompagnando il percorso degli artisti, accettando di investire su talenti ancora da scoprire.
Ricostruire un sistema integrato, con visioni a medio e lungo termine, è la vera sfida per far crescere la scultura nel mercato contemporaneo.
Dopo un decennio di lavoro, Milano Scultura si interroga sul suo percorso e su dove andare. Ilaria Centola ha un legame quasi materno con il progetto, cresciuto con fatica e passione. Non si tratta di inseguire grandi numeri o espansioni, ma di consolidare uno spazio vero, rispettoso, capace di coltivare relazioni e progetti condivisi.
L’evento, frutto di un lavoro collettivo con artisti e galleristi, vuole mantenere viva quell’energia che lo ha contraddistinto e restare un punto di riferimento per chi ama e sostiene l’arte. L’intenzione è proseguire nel cammino tracciato, tra rispetto per le specificità e innovazione, continuando a offrire occasioni di incontro e confronto.
La decima edizione sarà quindi non solo una festa per il passato, ma il trampolino per un futuro ricco di stimoli e nuove sfide nel mondo della scultura contemporanea a Milano e oltre.
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