Nel cuore di Firenze, la Manifattura Tabacchi si trasforma: un nuovo polo per l’infanzia prende vita tra le sue mura storiche. È solo uno dei cinque progetti toscani premiati quest’anno per aver saputo coniugare innovazione e memoria. Da Certaldo a Siena, passando per il Chianti, scuole, teatri e spazi pubblici rinascono, raccontando una Toscana che non rinuncia al passato ma lo reinventa. La quinta edizione del Premio Architettura Toscana celebra proprio questo equilibrio: strutture capaci di dialogare con il territorio, di rispettarne i materiali e le forme, dando nuova energia al paesaggio urbano.
Tra i protagonisti del 2026 c’è il polo per l’infanzia realizzato nello storico complesso della Manifattura Tabacchi, firmato dallo studio Aut Aut Architettura. Committente Manifattura Tabacchi Spa, esecutore l’impresa Italbuild srl, il progetto mette in dialogo la dimensione minuta dell’edificio con la scala urbana. Piccoli volumi si distribuiscono creando spazi condivisi, o “interstizi”, pensati per la vita collettiva dei bambini. La copertura piana unisce il tutto, garantendo continuità visiva nel contesto cittadino.
La giuria ha apprezzato la semplicità e l’eleganza del progetto, sottolineando l’uso misurato dei materiali e una composizione attenta, che evita ogni artificiosità. Il risultato è un’estetica discreta ma precisa. Aut Aut Architettura ha saputo coniugare funzionalità e armonia urbana, emergendo fra 171 candidati. Un riconoscimento che arriva nel decimo anno di attività dello studio, segnando una crescita importante nel panorama toscano e nazionale.
Il Teatro di Vitigliano a Greve in Chianti si è aggiudicato il premio per l’allestimento d’interni grazie al progetto firmato dagli MDU Architetti, attivi dal 2001 con base a Prato. L’impresa SIRE srl ha realizzato un intervento che inserisce un elemento contemporaneo in un edificio storico, con strutture e mattoni a vista. Il risultato è un dialogo vivo tra antico e nuovo, che porta modernità senza tradire l’identità originale del teatro.
Il lavoro si distingue per l’equilibrio fra restauro e innovazione: il tocco moderno valorizza le superfici storiche invece di sovrastarle. La giuria ha sottolineato come i due linguaggi architettonici convivano in modo coerente, confermando l’efficacia di un restauro che cura i dettagli visivi e rilancia gli spazi culturali.
Tra i premiati c’è anche la nuova scuola primaria A. Sclavo di Siena, firmata da Fabbricanove per il Comune di Siena e realizzata dall’impresa C.I.T.I.S. soc coop. La struttura si affianca alla storica Fortezza Medicea, creando un rapporto di continuità tra il nuovo edificio e il monumento. La piazza triangolare interna fa da “zona filtro” fra passato e presente, con materiali naturali come il legno della copertura e colori studiati per integrarsi nel tessuto urbano.
La giuria ha lodato la capacità del progetto di coniugare estetica e funzionalità didattica, mantenendo un giusto equilibrio tra rispetto della storia e audacia compositiva. La scuola diventa così un esempio di edilizia educativa che va oltre la semplice costruzione, dialogando con l’identità del luogo e aprendo nuove strade tra antico e moderno.
Nel campo del restauro, il premio è andato allo studio Barreca & La Varra per la ristrutturazione di un edificio uffici degli Anni Settanta a Scandicci. Il lavoro non punta a imitare il passato, ma a valorizzare le qualità dell’edificio originale. I progettisti hanno saputo interpretare lo spirito dell’epoca con sensibilità, restituendo nuova vita a un volume moderno attraverso materiali e soluzioni funzionali in linea con la sua natura.
Sempre in tema di rigenerazione, il progetto “Da piazza a piazza” si è aggiudicato il riconoscimento per il miglior intervento nel centro storico di Certaldo. A guidarlo, Eutropia Architettura insieme a un gruppo di professionisti tra cui Guicciardini & Magni Architetti e Fabrica Progetti. L’intervento ha ricucito lo spazio pubblico, rafforzando i legami tra piazze e percorsi urbani. Un lavoro originale che affronta il paesaggio urbano come un sistema integrato, offrendo una soluzione coraggiosa che investe più livelli della città e risponde alle esigenze di mobilità e socialità di oggi.
La commissione, composta dagli architetti Junko Kirimoto, Andrea Maffei, Francisco Mangado, Valerio Paolo Mosco e dal sociologo Giovanni Semi, ha messo in luce la qualità complessiva delle proposte, definendole espressione di un’“architettura tranquilla e serena” in un momento difficile per il settore edile. Francisco Mangado, componente internazionale, ha sottolineato questo clima di riflessione pacata, mentre Silvia Ricceri, presidente dell’Ordine Architetti di Firenze, ha ribadito l’importanza dell’architettura come bene pubblico.
Egidio Raimondi, alla guida della Fondazione Architetti Firenze, ha annunciato l’intenzione di approfondire i dati raccolti dal premio, per tracciare un quadro chiaro sull’evoluzione del mercato e della professione in Toscana. Un segnale di impegno costante per valorizzare l’architettura come motore di innovazione culturale e sociale.
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