Un lago dipinto a terra ha preso vita nel cuore di Vigne Nuove, trasformando una piazza anonima in un luogo vibrante e accogliente. Non è un fatto comune, eppure qui, nel quartiere a nord di Roma, è successo davvero: “Lago sospeso”, un’opera collettiva, ha coinvolto artisti, studenti, persone con disabilità e residenti. Il risultato? Uno spazio pubblico che smette di essere solo cemento e diventa un invito al gioco, all’incontro, alla comunità. Il 15 ottobre 2026, tra i marciapiedi e le vecchie bancarelle dell’ex mercato, quel lago colorato sarà inaugurato, portando con sé un’idea nuova di città, dove arte e rigenerazione sociale si intrecciano in modo sorprendente.
“Lago sospeso” non è l’opera di un singolo artista, ma il frutto di un percorso partecipato nato nel 2025 e durato più di un anno. Al centro c’è Andreco , artista e ricercatore romano, che ha guidato un gruppo formato da Studio Andreco, Futurecologies, gli studenti del Liceo Artistico Bramante, utenti dei servizi della ASL Roma 1 — in particolare del Polo Lumière per le persone con disabilità e del TSMREE — e i residenti del quartiere. È stato proprio il coinvolgimento diretto delle persone del territorio a dare senso e profondità al progetto.
Tra workshop, incontri e laboratori, il gruppo ha condiviso idee, racconti personali e necessità della comunità, trasformandoli in immagini. L’acqua diventa il simbolo centrale: è trasformazione, movimento, vita. Nel dipinto si trovano piante acquatiche, animali marini e figure fantastiche che riflettono il contributo di ogni partecipante. Guardando l’insieme, si rafforza il senso di appartenenza e si valorizza lo spazio urbano.
Il progetto fa parte di WE-Z, un’iniziativa del Municipio III Roma Montesacro, sostenuta dalla European Urban Initiative e dal New European Bauhaus. Il supporto europeo conferma che non si tratta di una semplice decorazione, ma di una vera rigenerazione dello spazio pubblico.
Per Andreco, “prendersi cura dello spazio pubblico significa prendersi cura delle persone che lo vivono”. In questo senso, l’arte pubblica è uno strumento potente: cambia il modo in cui percepiamo i luoghi, stimola l’immaginazione e può migliorare la qualità della vita. L’environome — cioè l’insieme degli elementi ambientali, culturali e sociali che definiscono un luogo — ha un ruolo importante nel benessere di chi ci vive.
“Lago sospeso” mostra come l’arte possa connettere persone, ambiente urbano e biodiversità, aprendo nuove strade per usare lo spazio pubblico. Questa trasformazione trasforma superfici statiche in luoghi dinamici, dove persone di tutte le età e condizioni possono incontrarsi e interagire. È un esempio di come la collaborazione tra artisti, istituzioni e comunità possa cambiare davvero la vita di tutti i giorni.
Il dipinto occupa la piazza dell’ex mercato e si estende lungo i marciapiedi, assumendo la forma di un lago che si trasforma in un fiume fino alla sede ASL di Via Dina Galli. Questo corpo d’acqua immaginario cambia la percezione dello spazio: invita a muoversi in modo diverso, a saltare da una figura all’altra o a lasciarsi trasportare dall’immaginazione.
Il risultato? Nuovi giochi e percorsi spontanei che coinvolgono pedoni, ciclisti, persone su monopattini o sedie a rotelle, creando un vivace scambio tra l’opera e chi la attraversa. “Lago sospeso” diventa così un’infrastruttura ludica, informale e accessibile a tutti, che favorisce incontri tra generazioni e forme di socialità senza barriere.
La trasformazione non è solo estetica: migliora la qualità urbana e riporta la piazza al suo ruolo di spazio vivo e condiviso. A Vigne Nuove, la rigenerazione passa attraverso la creatività collettiva, restituendo un senso più umano e sostenibile allo spazio.
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Il 15 ottobre 2026, l’inaugurazione sarà l’occasione per scoprire come una piazza possa animarsi con segni, colori e partecipazione diretta. “Lago sospeso” si propone come un modello da replicare, un esempio di come l’arte possa rinnovare il modo di vivere la città e farci riflettere sul suo ruolo nella vita di tutti i giorni.
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