Come usare i tarocchi per scrivere un romanzo: il metodo creativo di Nadia Terranova

“Il terremoto ha fatto tremare la notte e le vite di tutti”. Così si apre Trema la notte, il romanzo di Nadia Terranova, che prende forma tra le macerie di Messina e Reggio Calabria, nel fatidico 28 dicembre 1908. La scrittrice messinese, nata nel 1978, ha scelto una strada insolita per raccontare questa storia: ogni personaggio è legato a una carta dei tarocchi. Non un semplice espediente, ma un vero e proprio filo conduttore che intreccia destino, mistero e desiderio di riscatto. I simboli antichi non sono solo decorazioni, ma chiavi per entrare in mondi nascosti, per dar voce a emozioni profonde. È una scrittura che sfugge alla linearità, capace di aprire porte inattese nella mente di chi legge.

Il terremoto del 1908: la tragedia che dà vita a una nuova storia

La vicenda prende forma nel giorno che ha segnato per sempre Messina e Reggio Calabria. Qui si intrecciano le storie di Nicola, un ragazzino di undici anni stretto nella morsa di una madre ansiosa e autoritaria, e Barbara, giovane donna che lotta per fuggire un matrimonio imposto. Entrambi vivono sotto pesanti vincoli, ma la scossa del terremoto distrugge le loro vite così come le città intorno a loro. Da questa catastrofe nasce una libertà inattesa, dura, che richiede coraggio e forza per essere affrontata. Il terremoto diventa più di uno sfondo: è la molla che riscrive il destino dei protagonisti, mettendo alla prova il loro bisogno di cambiamento.

Tarocchi e scrittura: il cuore del metodo di Terranova

Nel lavoro di Terranova i simboli non sono solo decorazioni, ma veri e propri strumenti creativi. Gli Arcani Maggiori, in particolare, rappresentano per lei un viaggio attraverso luci e ombre dell’esistenza: cadute, rinascite, battaglie interiori. Nei ventidue simboli del Matto la scrittrice trova spunti per guardare i personaggi da prospettive nuove, andando oltre la semplice descrizione. La domanda non è “chi sono?”, ma “chi stanno diventando?” e “qual è la svolta che li aspetta?”.

Così i personaggi escono dai loro schemi: la carta non è un’immagine immobile, ma una spinta verso azioni e conflitti ancora da vivere. Per Terranova il simbolo apre una dimensione emotiva e intellettuale, tenendo sempre vivo il gioco tra ragione e intuito.

Tarocchi e letteratura: un legame che attraversa i tempi

Non è una novità che i tarocchi entrino nella scrittura. Autori come Margaret Atwood hanno usato alcuni Arcani per svelare i meccanismi della narrazione, dando voce a un processo creativo che sembra quasi magico. Nel mondo della poesia, T. S. Eliot in La Terra desolata inserisce Madame Sosostris, una cartomante che usa le carte come simboli chiave per il poema, creando intrecci di significati complessi.

Anche Italo Calvino ha giocato con i tarocchi nel Castello dei destini incrociati , dove viaggiatori raccontano storie disponendo carte in sequenze simboliche che guidano la trama. Qui si riflette sul rapporto tra progetto e libertà immaginativa, aprendo la strada a racconti senza limiti.

I tarocchi dentro “Trema la notte”: non solo un espediente

Nel romanzo di Terranova le carte non sono solo un vezzo stilistico. Nicola sopravvive al terremoto rifugiandosi in uno scantinato, scelta della madre per proteggerlo da presenze immaginarie, ma il trauma lo segna profondamente, fino a farlo perdere la voce. Barbara, invece, attraversa il dolore di un mondo stravolto, cercando una nuova identità e un futuro diverso.

L’autrice racconta che tutto è nato quasi per gioco, associando una carta a ogni personaggio. Da lì le carte hanno guidato la struttura del romanzo, modulando i capitoli e entrando nella trama grazie al personaggio di Madame. Questo metodo ha fatto emergere storie e conflitti nascosti, lasciando spazio all’intuizione più sottile.

Gli Arcani come guida per scrivere

Gli Arcani Maggiori diventano strumenti preziosi nelle varie fasi della scrittura. Non danno risposte chiuse, ma aprono domande e possibilità, come porte verso nuove direzioni narrative. Il simbolo va dosato con attenzione: se troppo chiaro, rischia di togliere mistero e lasciare poco spazio all’immaginazione del lettore. Terranova evita spiegazioni troppo esplicite, preferendo lasciare che la trama si muova attraverso la forza suggestiva delle carte, mantenendo un’aura di ambiguità fertile.

Il linguaggio simbolico permette alla narrazione di crescere in modo naturale, bilanciando ragione e ispirazione, e rendendo il testo vivo e aperto a diverse interpretazioni.

Scrivere affidandosi all’intuito: la crescita di Nadia Terranova

Il percorso di Terranova racconta anche un cambiamento personale. Ha imparato a lasciar andare il controllo rigido, affidandosi alle intuizioni che emergono mentre scrive. Un atteggiamento maturato con l’esperienza, che lei stessa definisce uno “sciamanesimo della scrittura”, dove la creatività guida le scelte narrative con una forza imprevedibile.

Il risultato sono storie più fluide, meno incastrate in schemi, capaci di accogliere il mistero e l’imprevisto come parte fondamentale del processo creativo.

Un laboratorio per scoprire come scrivere con i tarocchi

Fenysia, scuola fiorentina dedicata ai linguaggi della cultura, propone un corso online in sei incontri dal titolo Scrittura e tarocchi, condotto da Nadia Terranova. Il seminario, attivo fino all’11 novembre 2026, parte dall’analisi dei ventidue Arcani Maggiori e si sviluppa con esercizi pratici che uniscono immagini e racconto per stimolare approcci nuovi.

L’idea è di mescolare leggerezza e profondità: scrivere diventa una danza, un’esperienza immersiva che invita a mettersi in gioco senza paura, aprendo strade creative mai battute prima. Il laboratorio vuole creare un rapporto nuovo con la scrittura, facendo delle carte un supporto e non un limite.

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