«L’architettura non è solo pietra e cemento, ma storie da raccontare». Parola di un giovane talento scelto per il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2027. Dopo l’edizione “Spaziale” del 2023, questa volta il Ministero della Cultura ha puntato su una nuova generazione di architetti. Sono volti freschi, con idee che sfidano l’idea del monumento eterno, preferendo esperienze e relazioni, cose vive, in divenire. A febbraio 2026 sono stati annunciati i vincitori, ma l’attesa per scoprire il progetto “Temporanea” cresce ogni giorno. L’appuntamento è fissato dall’8 maggio al 21 novembre 2027, nella Mostra Internazionale di Architettura che, per la prima volta, sarà guidata da Wang Shu e Lu Wenyu, due Maestri cinesi che portano un respiro globale all’evento.
A rappresentare l’Italia sarà una collaborazione tra due gruppi emergenti: Studio NORMAL, formato da Mattia Inselvini, Davide Masserini e Luigi Savio, e APRIL, con Alessandro Farinella, Monica Moschini e Francesco Maria Tiribelli. I primi, con base a Milano, hanno esperienze che vanno dall’architettura all’interior design, passando per product design, scenografia ed exhibition design. Nel 2023 erano già alla Biennale con il progetto Spaziale: “Ognuno appartiene a tutti gli altri”. APRIL, invece, nasce tra architettura e moda, portando un approccio interdisciplinare che spazia tra fashion show, cinema ed editoria, arricchendo così il lavoro comune con contaminazioni diverse.
Da questa sinergia nasce TEMPORANEA, un progetto che ha convinto la giuria per la sua capacità di raccontare la temporaneità in architettura, attraverso un dispositivo che cambia e si trasforma. Un modo per mostrare la pluralità e la dinamicità del mestiere dell’architetto oggi in Italia. Non si tratta solo di costruire spazi, ma di creare immagini e relazioni, inserendo la dimensione italiana nel contesto internazionale. Questa collaborazione è un segno chiaro di un cambio generazionale e di una visione più aperta e fluida del design, che unisce sperimentazione e cultura materiale.
La scelta è stata affidata a una giuria di tutto rispetto, guidata da Costantino D’Orazio, con gli architetti Giovanni Francesco Tuzzolino, Lorenza Baroncelli, Paolo Desideri e Fabio Novembre. Alla prima fase sono arrivate dieci proposte, tre sono passate alla finale. Oltre a TEMPORANEA, si sono sfidati Italian Resonances di Stefano Boeri e Il nuovo nell’antico. Italia laboratorio d’Europa, curato da Paolo Zermani. Tutti progetti che hanno cercato di interpretare l’Italia contemporanea, ma la commissione ha premiato quello che meglio ha saputo raccontare l’effimero e il cambiamento.
TEMPORANEA si è distinta perché ha saputo usare la temporaneità come chiave narrativa originale, con un allestimento in continua evoluzione, un sistema scenico complesso. Elementi diversi si fondono per raccontare l’Italia di oggi, fatta di professionisti versatili e approcci progettuali molteplici. Il progetto riflette il valore del Made in Italy in un’epoca di rapidi cambiamenti, mettendo in luce le trasformazioni culturali e tecniche in corso.
TEMPORANEA vuole essere un’esperienza architettonica in movimento, lontana dalla tradizionale staticità. La sua natura effimera mette in luce il ruolo dell’architettura come motore di relazioni e immaginari collettivi. Si rivolge a una generazione che cerca nuovi linguaggi e modi di vedere, oltre la vecchia idea che l’architettura debba durare per sempre. Questo progetto è un laboratorio per capire come si vive e si progetta il tempo, mettendo a fuoco il contrasto tra il tempo ordinario e quello vissuto, con tutte le domande e le tensioni che la contemporaneità porta con sé.
Per il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, TEMPORANEA ha un valore politico e culturale importante: è un’occasione per aprire spazi di partecipazione e confronto nel campo dell’architettura, puntando su una progettualità condivisa e radicata nel presente. Il lavoro dei giovani architetti è visto come terreno fertile per nuove sperimentazioni, capaci di stimolare una riflessione sulle trasformazioni urbanistiche e sociali in atto in Italia.
Il Padiglione Italia vuole inserirsi con forza nel dibattito internazionale sulle sfide e le complessità del nostro tempo. La direzione artistica cinese ha scelto il tema “Do Architecture – La possibilità di coesistenza nella realtà reale”, un invito a esplorare come l’architettura possa integrare culture e mondi diversi. Il progetto italiano si muove in questo spirito, promettendo un’esperienza dinamica e stimolante, che mescola arte contemporanea, design, moda e cinema.
Costantino D’Orazio ha sottolineato l’impegno del Ministero della Cultura nel sostenere la creatività contemporanea e nel valorizzare le esperienze più innovative a livello internazionale. Massimo Osanna, Capo Dipartimento per le Attività Culturali, ha anticipato che il Padiglione offrirà un punto di vista complesso e coinvolgente, capace di mettere in dialogo discipline diverse e di mostrare la vitalità delle espressioni creative italiane.
In definitiva, questa edizione si presenta come un laboratorio di idee e visioni, che punta a collocare l’Italia tra i protagonisti internazionali dell’architettura intesa come un organismo vivo, in continua trasformazione e ricerca.
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