Categories: Arte

Provincia Cosmica: l’arte visionaria di DEM tra Pianura Padana e mondi ancestrali

Le sue maschere sembrano emergere da un sogno pagano, intrise di un mistero che cattura lo sguardo. DEM, artista nato a Codogno nel 1978, ha iniziato a dipingere tra le vie silenziose di quella provincia lodigiana, un luogo dove la pianura si stendeva all’infinito. Ma il suo universo va ben oltre quei confini. Le sue opere – tra pittura, scultura, video e installazioni site-specific – intrecciano miti e natura, raccontando storie che sfidano il tempo e lo spazio. Nel suo studio, nascosto tra campi e ruscelli, ogni materiale raccolto durante lunghe passeggiate diventa un frammento di un racconto più grande. Qui, cultura e natura si fondono, e DEM si fa voce di un legame antico, profondo, tra uomo e ambiente. Non un semplice artista, ma un viaggiatore che cerca i segni di un mondo dimenticato, ritornando a esso con passione e cura.

Dai graffiti ai materiali naturali: la strada di DEM tra passato e presente

Ha iniziato a scrivere sui muri di strada a soli dodici anni. Quell’istinto urbano non lo ha mai lasciato, ma si è presto arricchito con elementi presi dai campi e dai boschi della Bassa Lodigiana. Le maschere, una passione che lo accompagna da sempre, nascono da pezzi di legno, piume, ossa e nidi: oggetti concreti che diventano soggetti e modelli per i suoi disegni a china. Questa raccolta non è casuale: riflette un’attenzione profonda per la natura e le tradizioni che la circondano, guardando anche a studi antropologici e archeologici. I mezzi che usa cambiano spesso, seguendo le esigenze del lavoro o gli stimoli del momento. La sua pratica spazia dal disegno alla street art, dalla scultura alla land art, fino al cinema, sempre con un filo conduttore: la natura e il tentativo di cogliere il residuo di un rapporto autentico con essa.

Codogno come base creativa: la quiete dopo anni di città e viaggi

Dopo anni passati nelle grandi città italiane ed europee – da Bologna a Milano, da Parigi a Londra – DEM è tornato a Codogno, il paese che l’ha visto nascere. Non è un ritorno alla staticità: più che scegliere tra frenesia urbana e calma rurale, qui ha trovato lo spazio giusto per fermarsi, riflettere e approfondire le sue ricerche. La posizione geografica di Codogno è strategica, un equilibrio tra i viaggi e il tempo da dedicare allo studio. Lontano dal caos delle metropoli, riesce a sperimentare tecniche e materiali, dando vita a progetti più meditati e complessi. Una scelta dettata dal bisogno di lavorare con calma e di mantenere un rapporto diretto con la natura, l’ambiente che da sempre lo ispira.

Tra isolamento e stimoli: la vita quotidiana di DEM nella provincia lodigiana

La routine di DEM si svolge tra spazi rurali e le difficoltà sociali di una provincia con poche occasioni culturali. Ma questa realtà è compensata dalla presenza di persone di età e provenienze diverse, con cui l’artista si confronta per ampliare la sua visione. Tra i fiumi Adda e Po, l’ambiente naturale resta ancora poco toccato dalla modernità, frequentato regolarmente da DEM. Quando la tranquillità della campagna diventa limitante, l’artista risponde reinventando pratiche manuali e sperimentando nuovi materiali. Pur vivendo in provincia, mantiene un legame con spazi più dinamici, spostandosi spesso per lavoro e approfittando dei periodi meno favorevoli in pianura per andare altrove, anche all’estero. Il cambiamento climatico ha reso meno produttivi i mesi estivi, spingendolo a cercare nuove residenze temporanee in altre regioni o paesi.

Miti, sacro e antropologia: le radici dietro l’arte di DEM

L’immaginario di DEM si nutre di miti, simboli esoterici e archetipi antichi. Questi elementi sono entrati nella sua arte grazie a esperienze personali: le fiabe lette dalla madre, le maschere africane appese in casa dal padre, l’interesse per l’animazione giapponese degli anni Ottanta che raccontava mondi paralleli. Il paesaggio della Bassa Lodigiana, con le sue nebbie e i luoghi paludosi, ha sviluppato in lui una sensibilità per il misterioso e il marginale. Spazi abbandonati come depositi ferroviari o fabbriche dismesse diventano luoghi di osservazione e ispirazione. Con il film “Supra Natura” e i viaggi in Amazzonia, ha approfondito il rapporto tra natura e spiritualità, entrando in contatto con culture native e riti ancestrali. Lo studio di maschere e oggetti rituali da culture diverse gli ha permesso di trovare analogie sorprendenti tra usi e materiali lontani, alimentando un discorso globale sul sacro che attraversa i continenti.

Città e provincia: tra stimoli urbani e radici profonde

Le città hanno segnato le prime tappe del percorso di DEM. I graffiti sui muri lo hanno portato a vivere nelle grandi metropoli europee, a contatto con ambienti culturali vivaci. Ma dopo aver valutato un trasferimento definitivo in città, ha scelto di mantenere la base in un luogo più piccolo. La ragione principale è stata la necessità di confrontarsi con contesti più ampi e variegati rispetto all’ambiente artistico metropolitano. Per DEM, l’arte è un bene pubblico e deve parlare a tutta la comunità, non solo agli addetti ai lavori. La provincia offre relazioni più dirette con comunità che conservano legami con la natura, le tradizioni e i materiali naturali. Questi aspetti sono diventati il cuore del suo laboratorio umano e creativo. Il suo equilibrio sta nel non rinunciare alla città, ma viverla a distanza, tra dinamiche urbane e forti legami con il territorio d’origine.

Natura e arte: perché la provincia è il cuore della ricerca di DEM

La natura è il filo che attraversa tutta l’opera di DEM. La scelta di lavorare soprattutto in provincia non nasce dall’idea che qui ci sia più sensibilità verso l’ambiente, ma da motivi pratici e contenutistici. In campagna è più facile trovare materiali naturali – fossili, ossa, legni, piume – e spazi adatti per lavorazioni complesse e conservazione delle opere. Molti suoi lavori tornano all’aperto, installati in spazi pubblici per essere visti e vissuti da tutti, senza distinzioni di cultura o età. Una scelta che dimostra come non sia la posizione geografica a definire il pubblico, ma la volontà di creare esperienze condivise che spingono a riflettere sul legame, ormai fragile, tra uomo e natura in una società che sembra allontanarsene sempre più. La ricerca di DEM mette in luce un dialogo con il mondo naturale ancora vivo, capace di generare arte e riflessioni profonde.

Redazione

Recent Posts

Luca Mercuri e la sfida dei musei italiani: tre consigli chiave per innovare biglietti, manutenzione e risultati

I musei non possono più essere solo custodi del passato, ha detto Luca Mercuri, il…

3 giorni ago

Covivio trasforma i cantieri di Milano in gallerie d’arte contemporanea a cielo aperto

Ogni giorno a Milano, le cesate dei cantieri bloccano il passaggio, imponendo una barriera visiva…

3 giorni ago

Le famiglie del vino italiano: storie e tradizioni su Sky Arte nella docu-serie B.E.V.I.

Sabato 7 novembre, Sky Arte accende i riflettori su un pezzo di storia italiana poco…

3 giorni ago

Sergio Risaliti a Firenze: nuova Kunsthalle e mostra su Camille Claudel al Museo Novecento

# Firenze sta per cambiare volto nel mondo dell’arte contemporanea. Il Museo Novecento ha fissato…

3 giorni ago

Newitalianbooks a Shanghai: 325 libri italiani per l’infanzia alla Fiera Internazionale del Libro

Più di 300 nuovi titoli stanno per invadere gli stand della Fiera Internazionale del Libro…

3 giorni ago

Trieste celebra Star Wars con una mostra esclusiva in vista del 50° anniversario del film cult

Cinquant’anni fa, un film cambiava per sempre il volto del cinema. Oggi, dieci artisti raccolgono…

3 giorni ago