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Luca Vitone dall’Isola d’Elba a Sant’Elena: il viaggio in barca a vela tra potere e arte contemporanea

Il 29 aprile, dall’Isola d’Elba, Luca Vitone ha issato le vele verso l’Atlantico. Non è una semplice traversata: è un viaggio che intreccia passato e presente, potere e mare. Genovese, classe 1964, Vitone ha chiamato il suo progetto Pro tempore, un’espressione latina che significa “per il tempo che dura”. Un titolo che pesa, perché parla di responsabilità, seppure momentanea, ma non per questo meno profonda. Il punto di partenza? Napoleone Bonaparte, la sua storia e il suo esilio proprio sull’Elba. Il mare diventa così qualcosa di più: una presenza viva, una metafora che accompagna un’indagine sul potere in tutte le sue forme, mentre la rotta si snoda tra Mediterraneo e Atlantico. Un viaggio che sa di storia, ma anche di riflessione urgente.

Tra isole e storia: il mare come palcoscenico di un racconto contemporaneo

Pro tempore si concretizza nel lungo viaggio di Luca Vitone a bordo della barca a vela Adriatica. Quasi due mesi di navigazione, scanditi da tappe precise: Isole Baleari, Algeciras, Canarie, Capo Verde, fino all’ultima meta, Sant’Elena. Un itinerario che non è frutto del caso: chi conosce la storia di Napoleone sa che Elba e Sant’Elena furono i suoi due luoghi d’esilio. Ma il viaggio non è solo un richiamo al passato. Vitone riflette sul mare come spazio di confine, campo di battaglia e di controllo, ma anche come elemento fluido e sfuggente, capace di disegnare limiti solo apparenti. Il mare diventa così un amplificatore di parole e immagini, un paesaggio simbolico che, a distanza di secoli, conserva tutta la sua complessità geopolitica e metafisica.

La scelta di navigare con tappe ben scandite dà ritmo al viaggio: soste, pause, ripartenze. Non è un gesto romantico, ma un atto pensato per invitare a riflettere sul potere che cambia forma e sui confini instabili della presenza umana in territori che pretende di dominare.

Napoleone e il mare: simboli di potere tra storia e attualità

Al centro del progetto c’è Napoleone Bonaparte, non solo come figura storica, ma come simbolo di potere in molteplici declinazioni. L’artista si concentra sull’ambivalenza del potere: forte e fragile insieme, ancorato a terre e confini, ma esposto a forze più grandi e imprevedibili. Napoleone diventa per Vitone un’immagine di controllo geopolitico sempre in bilico, legata a spazi che cambiano continuamente.

Il mare qui non è solo un elemento naturale, ma il luogo per eccellenza dove si gioca il desiderio di dominio imperiale, e al tempo stesso lo spazio in cui queste ambizioni si scontrano con l’ignoto, con il fluire incessante del cambiamento. Il viaggio tra le isole e le coste atlantiche racconta così un dialogo complesso tra ciò che il potere vuole fissare e ciò che invece sfugge. Cartoline, immagini e video raccolti lungo la rotta accompagnano questo racconto, mostrando la tensione tra storia e presente, tra fermezza e movimento continuo.

Il diario filmico, realizzato dopo la navigazione, usa queste immagini per prolungare il racconto oltre il tempo del viaggio vero e proprio. Il mare e il potere rimangono vivi, attuali, pieni di interrogativi.

Pro tempore diventa film: un racconto breve per le grandi istituzioni

Al termine della traversata, Vitone ha trasformato l’esperienza in un breve film digitale, poco più di tre minuti, che raccoglie e rielabora i materiali del viaggio. Un formato concentrato, pensato per colpire lo spettatore con immagini ed emozioni forti, condensando un lungo percorso in pochi minuti intensi.

Il film sarà proiettato in circuiti istituzionali, sia in Italia che all’estero, diventando un ponte tra l’opera e un pubblico ampio. Non è solo la storia di una traversata, ma un invito a riflettere su potere, controllo, mobilità e instabilità.

Intanto, Vitone sta preparando nuove opere che arricchiranno Pro tempore. La prima anteprima è fissata a novembre 2026 a Lugano, presso Sonnenstube e De Pietri Artphilein Foundation. Nel 2027, il progetto sarà consegnato al Museo Madre di Napoli, dove entrerà a far parte della collezione permanente. Parallelamente, il film verrà presentato in sedi di prestigio come il Weserburg Museum für moderne Kunst in Germania e il MAC USP a San Paolo, in Brasile.

Un percorso espositivo che attraversa Europa e America, confermando il carattere globale e multidisciplinare dell’opera di Vitone. Un lavoro che supera confini geografici e culturali, raccontando storie che toccano realtà diverse ma mantengono un filo conduttore chiaro e coerente.

Redazione

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