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Madame Grès, la stilista francese dimenticata: la mostra esclusiva a Berlino che celebra la regina della couture

La moda è scultura che prende vita, diceva Madame Grès, e Berlino oggi le rende omaggio come si deve. Al Kunstgewerbemuseum, una mostra esclusiva accende i riflettori su una figura che ha rivoluzionato l’arte del drappeggio, trasformando tessuti in vere opere d’arte indossabili. Germaine Émilie Krebs, il nome dietro il mito, è stata per decenni l’ombra elegante dietro grandi nomi come Chanel e Schiaparelli. Dal cuore degli anni Trenta, la sua ispirazione affonda le radici nell’antichità classica, con pieghe e volumi che hanno vestito star di Hollywood, conferendo agli abiti una grazia senza tempo. Tra fotografie d’epoca, abiti originali e dettagli sartoriali, si svela un universo fatto di perfezione artigianale e creatività senza pari.

La svolta che ha cambiato tutto: dal cappello al drappeggio

Nel 1932 Germaine apre il suo primo atelier, “Alix Couture”, dove all’inizio si concentra su abiti sportivi e cappelli femminili, molto in voga in quegli anni. Ma la vera svolta arriva nel 1936, durante un viaggio in Medio Oriente, quando scopre l’abito Delphos di Mariano Fortuny, un simbolo di eleganza classica e di semplicità drappeggiata. Quel momento cambia radicalmente il suo modo di fare moda: abbandona corsetti e rigidezze per abbracciare forme morbide, fluide ma allo stesso tempo rigorose. I suoi abiti sembrano scolpiti nel tessuto, perfetti nella loro precisione sartoriale, con pieghe che modellano il corpo in un gioco di volumi unico.

Durante la Seconda guerra mondiale, la sua carriera subisce un duro colpo. Nel 1939, dopo aver venduto il suo marchio in seguito al successo all’Esposizione Universale di Parigi, torna a Parigi occupata con la figlia. Qui si distingue anche per il coraggio morale: rifiuta di vestire le mogli dei gerarchi nazisti e usa solo i colori della bandiera francese — blu, bianco e rosso — con uno stile sobrio ma carico di significato patriottico. Nel 1943 la sua maison viene chiusa e solo dopo la Liberazione può tornare a lavorare, firmandosi finalmente con il cognome del marito, Madame Grès, un nome destinato a restare nella storia della moda.

Moda come scultura: l’arte sartoriale di Madame Grès

Per oltre quarant’anni, Madame Grès costruisce una visione della moda francese fatta di austerità scultorea e raffinata eleganza. Le sue collezioni si distinguono per tessuti dai toni pastello e silhouette leggere, che si fondono con chi li indossa. I drappeggi richiamano i pepli greci, e ogni abito è creato con una precisione quasi architettonica: tagli, cuciture e pieghe seguono un disegno rigoroso. La stilista preferiva lavorare direttamente sulle modelle, più che sui manichini, per dare vita a capi unici e perfettamente aderenti.

Madame Grès diceva senza mezzi termini: “Il mio migliore amico sono le forbici”. Una frase che racconta la sua profonda relazione con il lavoro artigianale, che trasformava ogni abito in una piccola scultura in movimento. Dietro la moda, c’era una vera poetica della forma e del movimento, un approccio che rompeva con i canoni del tempo per aprire nuovi modi di vestire la donna. Le sue creazioni sono il frutto di una ricerca costante di innovazione, pur restando fedeli a una classicità senza tempo.

“Molte sfumature di Madame Grès”: il passato che parla al presente

La grande mostra al Kunstgewerbemuseum di Berlino, aperta fino all’11 ottobre 2026, presenta 25 abiti originali distribuiti in nove sezioni tematiche. Non solo abiti d’alta moda, ma anche accessori, manichini e fotografie che raccontano in modo completo il mondo creativo di Madame Grès. La rassegna nasce in collaborazione con la Scuola di Cultura e Design dell’Università di Scienze Applicate di Berlino: gli studenti reinterpretano l’estetica della stilista con nuovi progetti, mettendo in dialogo passato e presente.

Questa contaminazione rende chiaro quanto il lavoro di Madame Grès resti attuale. I suoi abiti, ispirati a forme antiche e tessuti fluidi, sono ancora un modello di eleganza pura. Anche se la maison originale non c’è più, la famiglia Grès custodisce gelosamente l’archivio della stilista parigina. Le sue creazioni più famose sono conservate in musei prestigiosi come il Metropolitan Museum of Art di New York, il Palais Galliera di Parigi e il Victoria & Albert Museum di Londra. Così il suo lascito continua a influenzare la moda nel mondo, con le sue memorie sartoriali in mostra a Berlino e oltre.

Redazione

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