Alla fine del 2025, Torino ha ospitato la terza edizione del World Summit for Accessible Tourism , un evento che ha messo ancora una volta sotto i riflettori l’importanza del turismo senza barriere. Non si parla più solo di rampe o ascensori: il turismo accessibile è una questione di diritti, innovazione e sviluppo economico. Il Piemonte, in particolare, si distingue per l’impegno concreto, con progetti che coinvolgono operatori, istituzioni e nuove tecnologie per offrire esperienze su misura a chi ha esigenze di mobilità diverse. Intanto, l’Italia fatica ancora a colmare alcune lacune, soprattutto nei musei e nei siti culturali, dove l’accessibilità resta una sfida aperta.
Da anni il Piemonte punta sull’accessibilità turistica, combinando formazione e proposte concrete per accogliere ogni tipo di visitatore. Con “Piemonte for All” la regione offre 21 esperienze pensate per abbattere barriere e aprire le porte a tutti: non solo persone con disabilità, ma anche anziani e chi ha bisogni temporanei o permanenti. Secondo la Commissione Europea, questo mercato vale più di 400 miliardi di euro, spingendo pubblico e privato a collaborare. Turismabile, la piattaforma formativa, ha coinvolto la filiera locale per diffondere competenze su accoglienza e accessibilità, diventando un modello per progettare esperienze inclusive. Il punto di forza? L’attenzione al dettaglio: dalla mobilità agli alloggi, fino alle attività culturali e all’aperto, per un’offerta che sia accessibile senza perdere qualità.
In Italia il turismo accessibile non è solo un’opportunità economica, ma una questione di inclusione e diritti. Il Ministero per le Disabilità ha stanziato 50 milioni di euro per sostenere uno sviluppo diffuso e sistematico del settore. Il fondo finanzia, tra l’altro, 560 tirocini formativi per professionalizzare operatori turistici attenti alle esigenze specifiche. Un passo importante per superare i limiti di un settore tradizionalmente poco attento all’accessibilità. “Viaggiare significa poter scegliere e muoversi liberamente, partecipare con dignità e autonomia”, per questo la legge e i finanziamenti puntano a creare condizioni più eque. Non si tratta solo di abbattere barriere fisiche, ma anche culturali e organizzative, per un turismo davvero per tutti.
Nonostante qualche passo avanti, i musei italiani sono ancora indietro: solo il 10% offre percorsi e servizi adeguati alle persone con disabilità. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha messo sul piatto 300 milioni di euro per migliorare Turismo e Cultura 4.0, con interventi per eliminare ostacoli fisici e cognitivi in musei e monumenti. I fondi sono in fase di utilizzo e i risultati si vedranno nei prossimi anni. Intanto, la tecnologia gioca un ruolo chiave. Amuseapp, nato nel 2024 come spin-off digitale, è presente in oltre cento musei italiani e adatta i contenuti alle esigenze cognitive dei visitatori, superando barriere linguistiche e migliorando la fruizione. Anche SuperAbileplus offre percorsi immersivi in realtà aumentata e virtuale, rivolti a chi ha difficoltà motorie, permettendo di esplorare siti storici in 3D da diverse angolazioni. Questi strumenti aprono nuove strade per l’accessibilità culturale, offrendo esperienze personalizzate e più inclusive.
Nel mondo dei viaggi sono nate realtà che puntano sull’inclusione. Tra queste c’è Traveleyes, nato nel 2004 in Gran Bretagna, un tour operator che organizza viaggi per ciechi e ipovedenti con gruppi misti, formati da persone con diversi gradi di vista. Fondato da Amar Latif, non vedente, Traveleyes si basa sul dialogo tra i partecipanti: chi vede descrive le immagini, chi non vede restituisce sensazioni tattili e sensoriali. Il viaggio diventa così un’esperienza di ascolto e scambio, una scoperta condivisa. Il tour offre tariffe agevolate fino al 50% per i vedenti, per incentivare la partecipazione e sostenere l’accessibilità. Un modo per abbattere stereotipi e mostrare come un’esperienza inclusiva apra nuove forme di narrazione e conoscenza.
In Italia, NoisyVision, fondata da Dario Sorgato e attiva da oltre dieci anni, propone un approccio diverso dall’assistenzialismo, puntando su autonomia e parità. Dedicata a persone con disabilità sensoriali, soprattutto visive e uditive, NoisyVision organizza cammini e viaggi nella natura che coinvolgono ciechi, ipovedenti e vedenti allo stesso livello, senza differenze di costo o ruolo. La filosofia di Sorgato trasforma la disabilità in risorsa creativa, promuovendo un’inclusione reale. Il gruppo affronta percorsi in Italia e all’estero, dal Kosovo al Sahara, rendendo accessibili sentieri storici come la Via degli Dei o il Cammino Grande di Celestino. L’ultima sfida è la collaborazione con Appennini for All e Tracciaminima per mappare e raccontare i cammini italiani attraverso la lente dell’inclusività. L’obiettivo è restituire alla natura il valore di spazio comune, dove tutti possano muoversi e vivere il paesaggio con i propri sensi.
Per chi non vede, il rapporto con il territorio è un’esperienza diversa, ma non meno intensa. Camminando si costruisce una conoscenza tattile e sonora del paesaggio. In Val d’Orcia, per esempio, si percepisce il ritmo dato dal gioco di luci e ombre tra i cipressi, mentre la forma delle colline si intuisce grazie ai cambi di temperatura e all’ambiente intorno. Sorgato spiega che il modo migliore per capire un luogo è camminarlo con il corpo, non solo guardarlo. Questo approccio apre a “forme di meraviglia” invisibili agli occhi, offrendo un’esperienza più completa e profonda. La percezione multisensoriale diventa così un mezzo di inclusione e cultura, trasformando il viaggio in una scoperta personale e collettiva.
NoisyVision porta il turismo accessibile anche in mare, con uscite in barca a vela dedicate a persone con disabilità sensoriali. L’idea è far vivere il paesaggio marino in modo diretto e coinvolgente. La vela diventa un’occasione per conoscere gli altri, respirare aria aperta e immergersi nella natura, con un approccio inclusivo e affiancato. Queste attività dimostrano che le barriere si possono abbattere anche in contesti difficili da adattare, grazie a progetti attenti e competenze consolidate. Così il viaggio si trasforma in un ricordo condiviso e arricchente, confermando che il turismo per tutti è possibile in tante forme e ambienti diversi.
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