Una ex chiesa sconsacrata nel cuore del Corvetto si prepara a rinascere come crocevia internazionale dell’arte contemporanea. Il 17 giugno 2026, Milano accoglie la prima sede italiana di Villepin, galleria e piattaforma nata a Hong Kong nel 2019. L’inaugurazione prende vita con “White Noise”, mostra personale di Marie de Villepin, curata da suo fratello Arthur. I due, figli di Dominique de Villepin, ex primo ministro francese e figura di spicco della diplomazia, intrecciano arte, politica e mercato globale in un progetto ambizioso. Un segnale forte per una città in continua evoluzione, pronta a valorizzare un quartiere ricco di storia e cambiamenti.
Villepin nasce dall’idea di Dominique e Arthur de Villepin con l’obiettivo di creare un hub capace di mettere insieme mostre, consulenze per collezionisti, pubblicazioni e collaborazioni istituzionali. Dietro questa piattaforma c’è una rete che si estende dall’Europa all’Asia, con un occhio di riguardo per artisti emergenti e consolidati, soprattutto asiatici, ma senza trascurare il mercato secondario dell’arte contemporanea con pezzi di grandi nomi.
Non si tratta solo di esporre opere: Villepin è un laboratorio vivo che fa da ponte tra culture e istituzioni diverse. Grazie a strategie di diplomazia culturale, la piattaforma vuole amplificare la presenza dell’arte visiva nel panorama internazionale, coinvolgendo collezionisti, musei e professionisti del settore. Un mix che rende Villepin protagonista non solo nel promuovere artisti, ma anche nel favorire la circolazione delle opere e nuove opportunità di lavoro.
La scelta di aprire a Milano non è casuale. Villepin ha scelto la chiesa di San Vittore e 40 Martiri, in Viale Lucania, nel quartiere Corvetto. Costruita nel 1928, questa ex chiesa ha avuto un ruolo importante come punto di aggregazione in un’area allora periferica. Negli anni Cinquanta è stata sconsacrata, dopo l’apertura di una nuova parrocchia, e destinata ad attività sociali e assistenziali.
Recentemente l’edificio ha subito un restauro importante, che ne ha garantito la sicurezza e ha restituito alla comunità un luogo carico di memoria e identità. Anche se più giovane di altri monumenti milanesi, la struttura conserva ancora stucchi e affreschi di pregio, che ne mantengono intatto il fascino.
Il Corvetto è ormai un polo riconosciuto per l’arte contemporanea, con realtà come Viafarini, Fondazione Galleria Milano e varie gallerie private e librerie indipendenti. Villepin si inserisce in questo contesto con l’idea di proporre un programma stabile, con due mostre all’anno che dialogano anche con musica, cinema e design. Va detto che Villepin non avrà la gestione esclusiva della chiesa, che resterà aperta ad altri eventi e organizzatori.
La prima mostra italiana di Villepin si chiama “White Noise” ed è un progetto inedito di Marie de Villepin, artista che spazia tra pittura e musica. Per questa occasione, Marie ha realizzato opere pensate apposta per gli spazi della ex chiesa, ispirandosi alle superfici consumate e alla storia stratificata dell’edificio.
Il titolo richiama il “rumore bianco”, un fenomeno sonoro fatto di frequenze sovrapposte che creano un fondo indistinto. Per l’artista, questa immagine è una metafora della contemporaneità, visivamente ed emotivamente sovraccarica, dove emergono immagini fragili, tracce di memoria e residui emotivi che resistono al tempo.
Le tele di grande formato invadono lo spazio, trasportando il pubblico in paesaggi interiori fatti di fumo, cenere, ombre e forme evanescenti. L’opera di Marie non cerca di ricostruire un’aura sacra perduta, ma si concentra su ciò che resta: le emozioni residue, la decostruzione delle storie consolidate.
Questa mostra, ospitata nella prima sede italiana di Villepin, crea un legame unico tra galleria, curatore e artista, tutti legati dallo stesso cognome. Un progetto di famiglia, insomma, ma con un respiro ben più ampio.
Dal 18 giugno al 12 luglio 2026, la chiesa di San Vittore e 40 Martiri in Viale Lucania 18 sarà teatro di questa esperienza visiva che rilancia il ruolo degli spazi dismessi come nuovi centri di cultura e confronto artistico. Il Corvetto, già crocevia di idee e innovazione, si arricchisce così di un nuovo punto di riferimento che intreccia arte, storia e trasformazioni urbane.
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